Rilasciato il service pack di VS 2005 per Vista. Proverò ad installarlo nel weekend sul mio PC 'Vistoso'

Su XP un account con privilegi limitati può installare autonomamente le stampanti condivise da un server Windows Server 2003, in quanto i driver rimangono residenti sul server e non è necessario installarli localmente. Su Vista Enterprise, al tentativo di connessione della stampante, viene chiesto di installare localmente il driver, e cosenguentemente viene chiesta la password di un utente con privlegi amministrativi.

Update:
Questo è dovuto alla nuova funzionalità di Vista che permetterebbe di forzare, anche su stampanti condivise, il rendering a livello locale. Per fare ciò è necessario che il diriver sia installato localmente.

http://www.microsoft.com/windowsserver/longhorn/better-together.mspx 

Update 2:
Ho provato con LH Server la Beta di Febbraio, e sono riuscito a connettere una stampante da Vista da un utente con privilegi limitati, senza che l'UAC mi chiedesse la password amministrativa.

Scusate per il post sistemistico ma sull'uso di utenti con privilegi limitati ci tengo molto.

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Il centro giovanile di caslecchio sceglie il proprio logo attraverso una votazione elettronica, su piattaforma sviluppata dal Cineca.

 

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Assieme ad alcuni soci di UGI abbiamo organizzato una cene dove il Cotechino sarà protagonista.

Sono aperte le iscrizioni! Spero che Igor, oltre che partecipare alla cena, apprezzi la scelta tecnologica per il portalino della cena.

 

Anche io aderisco alla campagna di risparmio energetico, e simbolicamente ho 'oscurato' il look del mio blog.

E' di venerdì la notizia che il Norwegian Consumer Ombudsman ha dichiarato illegale il DRM di Apple, che sostanzialmente obbliga l'uso di iTunes se si vogliono comprare canzioni e video sullo store della casa di cupertino, i files, possono essere poi ascoltati solo su un tipo di device mobile, iPod e progabilmente su iPhone, e magari anche sul navigatore satellitare iPath (quest'ultimo non esiste ancora, ma aspettate che Steve Jobs legga il mio post ;-)). Non dimentichiamoci che Apple è un'azienda che produce principalmente Hardware, il resto è contorno, il fine di quest'azienda non è vendere le canzoni, ma gli apparecchi per farle suonare. Così come il sistema operaticvo Mac Os (intel) pur tecnicamente installabile su hardware non apple, non lo è legalmente, mentre un normale system builder può vendere un iMac (intel) con Windows XP Oem; questo perchè Microsoft è un'azienda che produce principalmente Software. In pratica Apple tutela gli investimenti fatti in ricerca e desing 'costringendo' gli utenti che vogliono ascoltare i brani del suo store, od usare il suo sistema operativo, ad acqusitare il suo hardware proprietario, magari spendendo qualche euro in più rispetto a prodotti analoghi della concorrenza.

Personalmente nel weekend ho provveduto a trasferire i dati sul nuovo pc e ho scoperto che i brani acquistati su msn music non erano più ascoltabili perchè avevo esaurito le licenze. Insomma, credo che qualcosa vada messo a punto. Credo che un brano acquistato da internet possa essere ascoltato, goduto, apprezzato esattamente come un brano acquistato in un negozio di dischi. Ok, posso sempre farmi il cd dai brani protetti, ed estrarre poi le tracce in mp3, così avrò il brano sprotetto, ma, ammesso che la cosa sia consentita, mi spiegate il motivo perchè devo fare una operazione tanto scomoda solo per tutelarmi dai disagi che mi impone il DRM? Finchè il DRM, sia esso aperto o chiuso, impedirà un completo godimento del bene acquistato limiterà la diffusione di questo mercato a favore dello scambio, sia pure illegale, praticato nelle reti P2P.

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Gli utenti MSDN possono ora scaricare Vista in inglese in un unico DVD con le versioni Home Premium, Business, Home Basic e Ultimate, che comprende sia le funzioni della Business che della Home Premium
http://windowsvistablog.com/blogs/windowsvista/archive/2006/11/08/windows-vista-releases-to-manufacturing.aspx

Finalmente il commissario europeo Viviane Reding sottolinea la scarsa copertura dell'ADSL In italia, e per me, costretto da tempo ad una misera ISDN da 128K, nonostante abiti in una zona densamente popolata, è una questione rilevante. Il problema è proprio che la centrale telefonica di riferimento è stata costruita agli inizi degli anni 80 dentro un ipermercato ha ancora quelle schede "ottime per il servizio voce" ma insufficienti per servizi dati come ADSL.

Da "la Repubblica"

http://www.repubblica.it/2006/10/sezioni/scienza_e_tecnologia/banda-larga/banda-larga/banda-larga.html?ref=hpsez

Poste Italiane ha recentemente modificato circa il 10% dei cap italiani, che non sono più disponibili per il download ma sono acqusitabili su un cd al costo di 1.000 euro se in versione access o 7,00 euro in versione MSDE consultabile con applicativo preposto.

http://www.poste.it/postali/cap/index.shtml

il cd msde credo sia in qualche modo critptato non ho ancora trovato il tempo di verificare la cosa.

Alessandro.

 

Sto cercando di capire quali standard esistono per definire un indirizzo fisico, o localizzazione.

Finora ho trovato due oggetti, il primo ampiamente documentato completo di digrammi UML e definizione XSD è prodotto dall'ente di standardizzazione britannico http://www.govtalk.gov.uk/gdsc/html/frames/BS7666Address.htm

Il secondo è definito dall'OAMI che è l'ente dell UE per la Armonizzazione dei marchi e dei modelli all'interno dell'Unione: http://oami.europa.eu/en/examplesCTM/documentation/address_xsd/index.htm.

... to be continued...

Ho trovato questo articolo piuttosto interessante, anche se se pare un po' datato:
http://xml.coverpages.org/namesAndAddresses.html

Sul sito i-mate si possono già vedere le caratteristiche e la linea del nuovo nato in casa HTC, naturale evoluzione del diffuso QtecS100/I-mate JAM incorpora finalmenteWi-Fi (addirittura a 54Mbit) e un portentoso Bluetooth 2.0, videocamera da 2 milioni di pixel e solito slot SDIO.

Sinceramente il prezzo lo colloca in una fascia un po' critica... l'ho visto in giro a 750 euro, ma non sono pochi visto che con 450 euro è possibile trovare l'ottimo SP5m dotato del medesimo processore, memoria e risoluzione: penso ci siano almeno 100 euro di troppo.

E' una ottima via di mezzo tra lo smartphone e il "palmare phone edition" e come il suo predecessore affascina per le ricche funzionalità e la dimensione contenuta. L'utente tipico è la persona che non vuole appesantirsi le tasche con un jasjar da una tonnellata ;) ma che non vuole riunciare ad avere tutto a portata di stilo.

Peccato che in Dangaard non hanno ancora aggiornato il loro sito.

 

Ormai ho numeri geografici in ogni parte del mondo... e li uso da ogni parte del mondo; l'ultimo che sto sperimentando è quello di Skypo, noto per essere "la riposta italiana a skype". in realtà skipho offre ai propri utenti registrati un account SIP assolutamente gratis, con prefisso in tutta italia.

Simpatiche sono le indiscrezioni sulla scelta del nome del nuovo provider SIP

http://www.skypho.net/index.php?option=com_content&task=view&id=102&lang=it

ciao,

AS

Recentemente sono apparsi sui siti microsoft diversi articoli che aspettavo da tempo, sto parlando dei vari approcci alla standardizzazione in genere delle varie tecnologie.

Grazie al post di Igor che ci ha segnalato che il mondo office, attraverso xml, sta ponendosi nell'ottica di diventare uno standard aperto.

http://www.microsoft.com/presspass/features/2005/nov05/11-21Ecma.mspx

http://www.microsoft.com/presspass/press/2005/nov05/11-21EcmaPR.mspx

Non ho mai creduto molto agli standard de facto perchè, scusate il gioco di parole, de facto non sono standard. Gli standard industriali sono infatti un modo in cui un'azienda impone i propri prodotti e, sebbene ciò sia perfettamente leggittimo, lo standard è un'altra cosa. Mi ricordo anni fa quanfo lavoravo nella grafica che si usavano come standard formati grafici legati a prodotti ora lasciati ad impolverire negli scaffali di qualche vecchia tipografia.

L'importanza degli standard non è solo un vizio o un capriccio di qualche programatore purista, ma è una necessità reale allorchè una tecnologia diventi veramente di massa. Pensiamo agli standard con i quali abbiamo a che fare ogni giorno, dal formato di carta ISO A4 alla vite delle lampadine, ispirata dai tappi delle latte di kerosene usati da Thomas Edison.

Ci sono poi standard che servono un pò per definire piattaforme più commerciali che tecniche: le complaiant ANSI dei vari DBMS attirano forse più l'attenzione degli uffici commerciali che non quelli tecnici, ma non sono da sottovalutare.

Anche visual studio 2005 sta molto più attento agli standard, ASP:NET ci permette di generare XHTML 1.0 nei vari gusti esistenti e probabilmente le versioni successive aderiranno allo standard in via di definizione XHTML 2.0

Fonte: http://msdn.microsoft.com/asp.net/default.aspx?pull=/library/en-us/dnaspp/html/aspnetusstan.asp

Utilizzare uno standard per renderizzare l'html delle applicazioni create con Visual Studio significa che Microsoft ha capito che molto più importante avere un numero alto di possibili utilizzatori delle applicazioni ASP:NET che non un alto numero di utilizzatori di Internet Explorer, se poi internet Explorer saprà essere pienamente compatibile con gli standard, probabilmente potrebbe riprendersi le quote di mercato che in questi anni ha perso nei confronti di altri prodotti.

Quello che ora rappresentano i browser un domani forse lo saranno i sistemi operativi, che non dovrebbero essere acquistati per il numero di applicazioni che sono state sviluppate per essi ma per le funzionalià di gestione, archiviazione, sicurezza offriranno all'utente.

Forse un giorno riusciremo ad avvitare la nostra lampadina creata con VS 2Kx in un portalampada non Microsoft, anche se puzzerà di kerosene... ;)

AS

 

 

Sto per andare a prendere una pizza, per poi continuare a lavorare in queste condizioni un prototipo di un applicazione on line che verrà messo in produzione domattina... sigh.

Il vero problema delle applicazioni on line, almeno per me, è che si fa sempre notte!!!

a presto,
AS

p.s.: Notare prego il jasjar in primo piano ;)

 

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