DRM: quando il gatto si morde la coda
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domenica 28 gennaio 2007 13.31
by
alessandro
E' di venerdì la notizia che il Norwegian Consumer Ombudsman ha dichiarato illegale il DRM di Apple, che sostanzialmente obbliga l'uso di iTunes se si vogliono comprare canzioni e video sullo store della casa di cupertino, i files, possono essere poi ascoltati solo su un tipo di device mobile, iPod e progabilmente su iPhone, e magari anche sul navigatore satellitare iPath (quest'ultimo non esiste ancora, ma aspettate che Steve Jobs legga il mio post ;-)). Non dimentichiamoci che Apple è un'azienda che produce principalmente Hardware, il resto è contorno, il fine di quest'azienda non è vendere le canzoni, ma gli apparecchi per farle suonare. Così come il sistema operaticvo Mac Os (intel) pur tecnicamente installabile su hardware non apple, non lo è legalmente, mentre un normale system builder può vendere un iMac (intel) con Windows XP Oem; questo perchè Microsoft è un'azienda che produce principalmente Software. In pratica Apple tutela gli investimenti fatti in ricerca e desing 'costringendo' gli utenti che vogliono ascoltare i brani del suo store, od usare il suo sistema operativo, ad acqusitare il suo hardware proprietario, magari spendendo qualche euro in più rispetto a prodotti analoghi della concorrenza.
Personalmente nel weekend ho provveduto a trasferire i dati sul nuovo pc e ho scoperto che i brani acquistati su msn music non erano più ascoltabili perchè avevo esaurito le licenze. Insomma, credo che qualcosa vada messo a punto. Credo che un brano acquistato da internet possa essere ascoltato, goduto, apprezzato esattamente come un brano acquistato in un negozio di dischi. Ok, posso sempre farmi il cd dai brani protetti, ed estrarre poi le tracce in mp3, così avrò il brano sprotetto, ma, ammesso che la cosa sia consentita, mi spiegate il motivo perchè devo fare una operazione tanto scomoda solo per tutelarmi dai disagi che mi impone il DRM? Finchè il DRM, sia esso aperto o chiuso, impedirà un completo godimento del bene acquistato limiterà la diffusione di questo mercato a favore dello scambio, sia pure illegale, praticato nelle reti P2P.