Claudio Brotto

Un libro che mi ha insegnato, uno che mi ha cambiato, uno che promette bene

Ieri sera ho (finalmente) iniziato a leggere uno dei tanti libri che ho nella mia personalissima coda di attesa.

Il libro è Essential Windows Workflow Foundation di Dharma Shukla e Bob Schmidt.

Lo segnalo volentieri, anche se chiaramente il giudizio non può essere completo nè esaustivo, per una ragione ben precisa. Che va al di là del contenuto (anzi, se vogliamo col contenuto proprio *non c'entra*, per lo meno non è il cuore del discorso). Mi ha realmente colpito l'approccio.

Da che seguo il mondo dell'informatica ho letto una marea di libri. Non per questo mi considero un valido reviewer, però diciamo che almeno la quantità mi consente di stilare qualche classifica. Personale e opinabile, se vogliamo, ma sempre classifica è :-)

Chi sta nella mia top ten può essere argomento per un altro post. Quello che mi ha fatto riflettere, nel pensarci su, è piuttosto il metro che sto utilizzando per una valutazione così difficile.

Volete la mia regoletta in due parole?

Stanno in cima i libri che mi hanno cambiato.

Per cambiamento intendo, soprattutto, l'apertura a nuovi modi di pensare alle cose (vogliamo chiamarli "prospettive" ?)

Vi porto due esempi, relativi allo stesso argomento. Due libri che nel loro genere credo siano definibili come *must read* e che, in ogni caso, sono universalmente considerati (e lo sono, secondo me) degli Ottimi testi, con la O maiuscola.

Jeffrey Richter (Applied Ms .NET Fx Programming, CLR via C# nella nuova edizione) e Don Box (Essential .NET Volume I, CLR).

Il Richter mi ha letteralmente insegnato .NET. L'ho letto molto presto, l'ho riletto un paio di anni dopo, ho letto (a pezzetti) la versione aggiornata al fx 2.0. Le mie 5 stellette su Amazon non gliele leva nessuno, e solo perchè non c'è spazio per la sesta.

Il libro di Don Box ... mi ha cambiato ! Il primo capitolo, il modo in cui viene introdotta la nascita della piattaforma .NET a partire dai limiti di COM, la discussione su MBR, Context Bound Objects, Proxy e AOP, insomma ...

Sono due testi molto diversi. Si sovrappongono per buona parte come contenuto, ma sono differenti nell'approccio.

Se volete applicarla, la mia regoletta da 4 soldi dice senza esitare: "Don Box, Don Box !".

Lo consiglierei a chi vuole imparare ? Sì, certo, ma non come prima scelta e non subito. Il Richter, dal mio punto di vista, è didatticamente più completo e meglio strutturato.

Devo però sceglierne uno da portare su un'isola deserta (ehmmm ... *non è* mutuamente esclusivo con una bella donna) ? Non avrei un secondo di dubbio.

Comunque ... visto che così avevo iniziato questo post, torno da capo per dire che EWWF, o per meglio dire il primo capitolo, nonchè l'unico che ho letto, beh ...

... complice una notte con poco sonno, complice l'entusiasmo per una tecnologia che mi appassiona (workflow), complice tutto ... ma quel primo capitolo sta cambiando il mio modo di vedere certe cose.

Ah, per inciso. Mica ve lo dico di cosa parla il primo capitolo. Vale la pensa scoprirlo :-)

Posted: feb 04 2007, 10.26 by devlizard | with 2 comment(s)
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Comments

marco said:

Sottoscrivo.

Jeffrey Richter è un libro che didatticamente è ineccepibile, ti spiega tutto, te lo spiega bene e non c'è nient'altro che devi sapere.

Come scrive Don Box, però, è un'altra cosa. Lui è più raffinato, ti seduce, ti incuriosisce. Non ti spiega le cose direttamente, ci arriva per induzione e deduzione. Chiaramente, leggere 2 pagine di Don Box equivale come sforzo a leggerne 10 (o più) di Richter.

Però: dopo che hai letto Don Box non sai tutto quello che ti serve per scrivere un programma in .NET.

Se dovessi fare un paragone molto blasfemo...

Jeffrey Richter : Don Box = Moglie : Amante

# febbraio 4, 2007 11.57

devlizard said:

Bello il paragone !

Avercele. comunque, una moglie ed un'amante così :)

# febbraio 5, 2007 7.20