Come si valuta un corso di formazione ?
Non so quanti di voi abbiano mai partecipato a (o tenuto) un MOC. Per chi non sa cos'è un MOC, la sigla sta per Microsoft Official Curriculum e categorizza una serie piuttosto nutrita di corsi di formazione prodotti da Microsoft (o, almeno, usciti sotto quel nome) relativi a diversi prodotti/tecnologie/ecc... Si spazia dalla programmazione all'attività sistemistica alle business solutions e via dicendo.
Il discorso che sto per fare non si limita ai MOC, anzi, semplicemente prendo come punto di partenza quel breve :-) modulo di feedback che si chiede di compilare ai partecipanti del corso al termine dello stesso.
[Nota: vi prego ... doveste seguire un corso ... compilate il feedback !!]
Ieri, di rientro da Bologna, stavo riflettendo su quanti siano realmente i fattori che determinano la validità di un corso di formazione. Che non sono necessariamente specifici dei corsi di informatica, anche se ovviamente alcuni punti in questi casi si applicano più facilmente.
Ecco quindi che ne penso io.
L'aula
L'aula è importante da due punti di vista, a mio parere.
Da un lato, in quanto insieme di attrezzature, è quella che consente in fin dei conti di erogare il corso stesso. Attrezzatura comprende i computer (fare esercizi su un 486 è poco stimolante e a volte rischia di diventare un deterrente), i monitor (mai sottovalutare i monitor, a maggior ragione quando vengono usati come visualizzatore del computer del docente), la connettività della sala e via discorrendo.
Dall'altra parte, in quanto ambiente, l'aula diventa indirettamente un punto chiave per la riuscita del corso. E' un po' come dire che quando torni a casa e trovi un ambiente confortevole ti rilassi e ti godi le cose. Stessa identica cosa qui: in fin dei conti ci si sta 7/8 ore al giorno e l'effetto sulle persone può determinare, almeno in parte, la predisposizione ad apprendere.
Il contenuto e il programma
Beh ... si può valutare un corso di formazione prescindendo dai contenuti che questo propone ?
Mmhhh ... di sicuro non si può negare però che il programma (inteso come disposizione temporale dei contenuti nell'arco delle giornate) sia cruciale.
Questo è un punto che potrà sembrare ovvio, ma che ha le sue particolarità.
Vi faccio un esempio. Se una persona partecipa ad un corso su argomenti di cui non ha conoscenza pregressa, non gli sarà tanto semplice capire se la scelta dei contenuti è stata corretta, nè se il flusso del corso è stato valido. A volte si rischia di scambiare ciò che è un "buon contenuto" da ciò che è un "contenuto appreso". Non è sempre semplice parlare in maniera diffusa di una tecnologia, con un filo logico che guida gli argomenti. Un programma incompleto e dai contenuti poveri a volte può essere giudicato soddisfacente, e viceversa.
Il materiale didattico
Anche in questo caso serve un distinguo.
Materiale didattico comprende libri di testo (se ci sono), slide (queste ci sono quasi sempre), esercitazioni, laboratori.
Sono tutti punti molto importanti, la cui applicabilità è estremamente variabile in base alla tipologia di corso.
Ci sono corsi "hands-on" che privilegiano la pratica, e chiaramente la qualità (completezza, correttezza, applicabilità) degli esercizi è fondamentale. La cosa si rovescia nei "seminari", nei quali la parte teorica ha la precedenza.
Per inciso, produrre delle buone slide è un'arte, secondo me. Al di là degli effetti speciali e delle animazioni strane.
Il docente
C'è chi dice che, dato un pacchetto corso, il docente assume una rilevanza bassa.
Mi chiedo se chi afferma una cosa del genere ha idea di cosa vuol dire tenere un corso in aula.
Credo che le qualità del docente siano *fondamentali*.
Le competenze, certo.
La capacità di esposizione dei contenuti.
La capacità di integrazione con gli input dell'aula.
Questo è un discorso valido in generale nel campo della formazione: se vi parlano dell'arte bizantina, ci sarà differenza fra uno che vi legge il libro di testo e uno che cerca di trasmettervi quell'argomento. O no ?
I partecipanti
Ecco, infine, gli "alunni".
Chi è che rende una classe attiva e partecipe ?
Da dove il docente prende gli spunti per tarare il corso in via di svolgimento ?
Chi si può porre le domande più concrete, semplicemente perchè provenienti dal proprio contesto ?
I partecipanti danno "vita" al corso che seguono.
E ignorare questo elemento semplicemente uccide il corso, rendendolo anonimo e in fin dei conti inutile: allora bastava andarsi a comprare un libro, no :-)