Claudio Brotto

Come si valuta un corso di formazione ?

Non so quanti di voi abbiano mai partecipato a (o tenuto) un MOC. Per chi non sa cos'è un MOC, la sigla sta per Microsoft Official Curriculum e categorizza una serie piuttosto nutrita di corsi di formazione prodotti da Microsoft (o, almeno, usciti sotto quel nome) relativi a diversi prodotti/tecnologie/ecc... Si spazia dalla programmazione all'attività sistemistica alle business solutions e via dicendo.

Il discorso che sto per fare non si limita ai MOC, anzi, semplicemente prendo come punto di partenza quel breve :-) modulo di feedback che si chiede di compilare ai partecipanti del corso al termine dello stesso.

[Nota: vi prego ... doveste seguire un corso ... compilate il feedback !!]

Ieri, di rientro da Bologna, stavo riflettendo su quanti siano realmente i fattori che determinano la validità di un corso di formazione. Che non sono necessariamente specifici dei corsi di informatica, anche se ovviamente alcuni punti in questi casi si applicano più facilmente.

Ecco quindi che ne penso io.

L'aula

L'aula è importante da due punti di vista, a mio parere.

Da un lato, in quanto insieme di attrezzature, è quella che consente in fin dei conti di erogare il corso stesso. Attrezzatura comprende i computer (fare esercizi su un 486 è poco stimolante e a volte rischia di diventare un deterrente), i monitor (mai sottovalutare i monitor, a maggior ragione quando vengono usati come visualizzatore del computer del docente), la connettività della sala e via discorrendo.

Dall'altra parte, in quanto ambiente, l'aula diventa indirettamente un punto chiave per la riuscita del corso. E' un po' come dire che quando torni a casa e trovi un ambiente confortevole ti rilassi e ti godi le cose. Stessa identica cosa qui: in fin dei conti ci si sta 7/8 ore al giorno e l'effetto sulle persone può determinare, almeno in parte, la predisposizione ad apprendere.

Il contenuto e il programma

Beh ... si può valutare un corso di formazione prescindendo dai contenuti che questo propone ?

Mmhhh ... di sicuro non si può negare però che il programma (inteso come disposizione temporale dei contenuti nell'arco delle giornate) sia cruciale.

Questo è un punto che potrà sembrare ovvio, ma che ha le sue particolarità.

Vi faccio un esempio. Se una persona partecipa ad un corso su argomenti di cui non ha conoscenza pregressa, non gli sarà tanto semplice capire se la scelta dei contenuti è stata corretta, nè se il flusso del corso è stato valido. A volte si rischia di scambiare ciò che è un "buon contenuto" da ciò che è un "contenuto appreso". Non è sempre semplice parlare in maniera diffusa di una tecnologia, con un filo logico che guida gli argomenti. Un programma incompleto e dai contenuti poveri a volte può essere giudicato soddisfacente, e viceversa.

Il materiale didattico

Anche in questo caso serve un distinguo.

Materiale didattico comprende libri di testo (se ci sono), slide (queste ci sono quasi sempre), esercitazioni, laboratori.

Sono tutti punti molto importanti, la cui applicabilità è estremamente variabile in base alla tipologia di corso.

Ci sono corsi "hands-on" che privilegiano la pratica, e chiaramente la qualità (completezza, correttezza, applicabilità) degli esercizi è fondamentale. La cosa si rovescia nei "seminari", nei quali la parte teorica ha la precedenza.

Per inciso, produrre delle buone slide è un'arte, secondo me. Al di là degli effetti speciali e delle animazioni strane.

Il docente

C'è chi dice che, dato un pacchetto corso, il docente assume una rilevanza bassa.

Mi chiedo se chi afferma una cosa del genere ha idea di cosa vuol dire tenere un corso in aula.

Credo che le qualità del docente siano *fondamentali*.

Le competenze, certo.

La capacità di esposizione dei contenuti.

La capacità di integrazione con gli input dell'aula.

Questo è un discorso valido in generale nel campo della formazione: se vi parlano dell'arte bizantina, ci sarà differenza fra uno che vi legge il libro di testo e uno che cerca di trasmettervi quell'argomento. O no ?

I partecipanti

Ecco, infine, gli "alunni".

Chi è che rende una classe attiva e partecipe ?

Da dove il docente prende gli spunti per tarare il corso in via di svolgimento ?

Chi si può porre le domande più concrete, semplicemente perchè provenienti dal proprio contesto ?

I partecipanti danno "vita" al corso che seguono.

E ignorare questo elemento semplicemente uccide il corso, rendendolo anonimo e in fin dei conti inutile: allora bastava andarsi a comprare un libro, no :-)

Posted: mar 30 2007, 09.40 by devlizard | with 9 comment(s)
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Comments

romeo said:

Filtrerei ancor più la lista, lasciando docente ed alunni MOTIVATI, quante cose si potrebbero imparare da un professionista facendoci due chiacchere?? Per quanto riguarda la formazione in aula queste cose vengono amplificate ma mantengono la loro estrema importanza!!

# marzo 30, 2007 2.49

devlizard said:

Ah sì sì :-)

Poi secondo me un buon docente è un professionista che va in aula ed aggiunge alla "carta" la propria esperienza, i propri consigli, comunque in generale temi di discussione che stimolino la classe.

Tutte cose che ovviamente assumono importanza se il "pubblico" è motivato.

E tutte cose che non sono parte del corso di un docente non motivato.

# marzo 30, 2007 2.59

igor said:

Dunque Claudio, dopo ormai parecchi anni di progettazione ed erogazione di corsi di formazione (sia IT che end-users), provo a lasciarti un mio breve commento.

Rispetto a quanto scrivi sui partecipanti, aggiungo solo che l'omogeneità del gruppo classe è veramente importante (competenze/conoscenze iniziali, motivazioni, finalità, ecc). Naturalmente trovarsi di fronte un gruppo realmente omogeneo è un'utopia. Ma in certe condizioni (entry test, interviste partecipanti), se i numeri lo consentono, ci si può provare. Soprattutto su un target meno tecnico (es. end users che devono imparare ad utilizzare Office 2007).

La qualità del materiale didattico è una "percezione". O meglio: dipende da quanto lo utilizzerà il docente durante la lezione. Se il teacher non segue il materiale cartaceo, probabilmente si ottiene una migliore percezione offrendo un libro stampato agli allievi.

La qualità ambientale dell'aula è importante. Sia per ragioni di confort che per ragioni pratiche: PC lenti significa perdere tempo prezioso; monitor sfuocati significa affaticamento alla vista e stanchezza a fine giornata; caldo o freddo o rumore significa distrazione.

Io preferisco di gran lunga le aule con videoproiettore, per me più efficace didatticamente di una distribuzione del video del docente sui monitor degli allievi (anche se questa condizioni aiuta in certi casi alla lettura di parti critiche, come il codice commentato).

Al termine di questa premessa, concludo dicendoti che l'elemento realmente importante per la buona riuscita del corso è il docente.

Il docente in termini di competenze tecniche (senza dubbio), ma soprattutto in termini di "presentation skills". Ho conosciuto un sacco di bravi tecnici (ma davvero bravi) che non mi sognerei mai di mettere in un'aula... così come ho conosciuto un sacco di teacher con conoscenze tecniche superficiali/approsimative, ma con grandi risultati sui feedback di gradimento degli allievi. :-)

# marzo 31, 2007 11.37

devlizard said:

Igor, sai qual è un punto cruciale secondo me ?

Che le capacità di esposizione del docente (presentation skills) sono molto difficili da valutare (per chi "arruola" un docente nel proprio staff) e da imparare (per un "aspirante docente").

Credo conti tantissimo l'esperienza.

Ma credo conti ancor di più la predisposizione della persona.

Ti faccio un paragone un po' forzato.

Prendi uno con una bella voce. Armonica, piacevole. Non fa scuola di canto, magari ha una tecnica "grezza". Questa è la predisposizione.

Prendi un altro con una voce "normale". Va a scuola di canto, studia, impara (fa esperienza, se vuoi).

Non so se però raggiungerà i risultati di gradimento del primo, nonostante la sua tecnica sia indubbiamente maggiore.

Io, personalmente, faccio corsi con una certa assiduità da poco tempo (un anno neanche).

E' un'attività che mi piace davvero tanto, e credo di essere migliorato col tempo, in alcune cose (la gestione dell'aula è una di queste).

Non sono in grado di giudicarmi (anche perchè non ho mai seguito un corso tenuto da me !!!).

Però quello che noto è che i corsi che mi sono "riusciti meglio" sono quelli in cui ho messo la passione e l'entusiasmo maggiori.

Nel post scrivevo che chi pensa che il docente sia ininfluente e che conti solo il contenuto del corso sbaglia di grosso.

Aggiungo qui che sbaglia di *grossissimo*.

Innanzitutto perchè il contenuto fluisce verso l'alunno attraverso il docente, e non mi sembra un "filtro" ininfluente (anzi, è ben di più che un filtro, in reatà).

Due: perchè valorizzare un docente ne accresce le motivazioni (o, meglio, non valorizzarlo ne mortifica le motivazioni). Ed ecco che si ricade nel caso del docente che, competente o non competente che sia, eroga un corso poco valido perchè la sua "anima" è da un'altra parte.

Non so se queste considerazioni sono obiettive e valide in assoluto perchè, ti ripeto, ritengo di avere un rapporto particolare con il mio lavoro di docenza, molto intimo e personale, se vuoi.

Tante volte (beh, diciamo sempre) le cose vanno poi contestualizzate, e nel contesto rientrano tanti fattori ... "collaterali", diciamo :-)

# marzo 31, 2007 12.34

Biztalkmaniac said:

# marzo 31, 2007 4.07

rosalba said:

Ciao Claudio,

la valutazione della formazione è una cosa da prendere con le molle. Una volta una discende di disse "ma se io non conosco l'argomento come faccio a valutare se tu sei brava" !!! Ok, il mondo è bello perchè è vario :) Tornando seri, il principale problema è individuare il corso adatto. Mi spiego capita che molte volte i corsi non sono adeguati, troppe alte le competenze richieste all'ingresso o troppo basse.. fino a quando la vendita del corso si basa sulla sola opera dei commerciali e non c'è invece un colloquio serio fatto con una persona della materia è facile che i corsi non siano calibrati.

Per la mia esperienza ho visto di tutto, comunque le nozioni tecniche si possono apprendere la predisposizione per la professione di trainer un pò meno.

# marzo 31, 2007 5.17

devlizard said:

Rosalba,

qui il discorso risulta ancora più complesso secondo me :-)

Ho lasciato da parte i discorsi "commerciali" perchè implicano considerazioni molto più vaste di quelle, pur abbastanza generiche, che ho fatto in questo post.

In questa sede "liquido" un pochino la questione, non perchè non abbia rilevanza (anzi !!!), semplicemente perchè rischierei di esaurire lo spazio di archiviazione dei server DevLeap :-)

Riprendo solamente la tua considerazione: "fino a quando la vendita del corso si basa sulla sola opera dei commerciali e non c'è invece un colloquio serio fatto con una persona della materia è facile che i corsi non siano calibrati".

Che dire, ti quoto al duemila percento :-)

Ecco una ragione ulteriore per la quale il docente ha (può avere, per lo meno) "peso" su un corso ... ancor prima che il corso stesso abbia inizio.

Così magari si evitano "effetti collaterali" del tipo: "ma come, perchè usiamo visual studio 2002 che è appena uscito il 2005 ?"

# marzo 31, 2007 6.50

Nino said:

Voglio segnalarvi questo interessantissimo post di Claudio che, a giusta ragione, sta scatenando un certo

# ottobre 2, 2007 1.57

Claudio Brotto said:

Qualche tempo fa avevo scritto alcune note relativamente ai fattori che determinano la riuscita di un

# novembre 17, 2007 9.18