Claudio Brotto

MCT, ha senso ? (2 anni dopo)

Oggi mi è arrivata la conferma del rinnovo MCT (e tre :)).

Con il solito ritardo che mi contraddistingue (applicazione avviata ieri, sigh sob).

Un po' di tempo fa mi chiedevo se avesse senso conseguire questa certificazione.

Ora mi sento di poter esprimere anche la mia opinione sulla base dell'esperienza di questi anni. E, in fondo, di dare la mia risposta a quelle domande.

E' un discorso un po' articolato perchè tocca diversi punti, anche piuttosto eterogenei.

Ecco come la penso.

Il lavoro.

Non puoi dirti un bravo docente solo perchè hai il diritto legale di mettere un logo sul biglietto da visita. Banale, se volete, ma vale la pena rimarcarlo.

Premessa conclusa.

Ma quel "logo" serve a qualcosa, quindi ?

C'è una risposta tecnica ed una di opportunità.

Tecnicamente parlando, i percorsi didattici che Microsoft ha sviluppato tendenzialmente richiedono questa certificazione. I corsi MOC, col materiale MOC, il bollino MOC e il cappellino MOC, possono essere erogati solo da un MOC ... oops, sorry, da un docente certificato. MCT, appunto.

Peraltro (e badate che non è così da molto) un trainer è abilitato ad erogare solamente corsi sui quali ha competenze, comprovate dai rispettivi esami di certificazione.

Il che è un bene.

Io non mi sognerei mai di andare a tenere un corso su Active Directory. Conosco l'argomento, quel tanto che mi basta per districarmi nel *mio* mestiere. Ma non sono un esperto di AD. Fidatevi, meglio per voi se non mi vedete in aula a parlare di organizational unit, foreste o quant'altro :-)

Il corollario è che, ovviamente, avendo una qualifica adeguata le opportunità di lavoro aumentano, semplicemente per il fatto che alcune di queste non sono accessibili a chi quella qualifica non l'ha conseguita.

Ocho, però. Mi rifaccio alla premessa di alcune righe fa. Personalmente conosco persone che potrebbero spiegarmi nei dettagli i meandri di Active Directory, pur non essendo trainer e non avendo MCSE da scrivere sul curriculum. Come sempre, un conto è la forma, un conto è la sostanza. E come sempre, ricordiamoci che qualsiasi contenuto appreso per bocca di una persona deve prima passare, in qualche modo, dal suo cervello !

Parlando di opportunità ... Sì, beh, le opportunità ci sono. Per lo meno, io ho avuto la fortuna di averle. Ma sono e rimangono opportunità, che poi ti devi "giocare" con le tue carte. E il bigliettino MCT non è l'asso pigliatutto. Diciamo che ti consente l'apertura.

E qui termina il capitolo lavoro. Perchè, appunto, il fatto che tu sia un docente è tutto da dimostrare. Non c'è certificazione che tenga. E non credo neanche che sia una cosa che puoi considerare definitivamente acquisita dopo un po' di pratica.

I benefit.

Ce ne sono diversi.

Sconti su esami, materiale scaricabile, virtual machine già confezionate, offerte di acquisto su software di vario genere.

Onestamente credo che basterebbero questi a giustificare il costo di una certificazione MCT.

Ah, sì, a proposito. Si paga. Annualmente, per il rinnovo. Lo scrivo piccolo piccolo come fosse una clausola rescissoria nascosta nel politichese.

Un piccolo pensiero sulle licenze gratuite a disposizione dei trainer.

Credo che sia un valore aggiunto importante, ma ... pericoloso.

Perchè è facile fare la somma e sentirsi dire: "ti danno una licenza gratis così parli bene del prodotto durante i corsi opportuni e la gente compra".

Per carità, non dico che questo non accada mai.

Però dipende dalle persone, dalla loro correttezza e dalla loro onestà. E questo credo abbia un peso *piuttosto elevato* nella faccenda, no ?

La community.

Ho in mente un post di Lorenzo Barbieri a tal proposito.

Due considerazioni.

Da due anni a questa parte ho conosciuto diversi MCT realmente in gamba.

Oggettivamente, non li ho conosciuti a nessun meeting. Ma forse perchè non ho partecipato ? Mmmhhh ... in effetti potrebbe anche essere una ragione sufficiente :-))

Semplicemente, però, ci siamo magari trovati a lavorare nello stesso posto. Condividendo non solo il luogo (o il cliente), ma gli obiettivi, le difficoltà, le idee. Concordi o discordi che queste fossero. Non importa, la discussione e il confronto fanno crescere indipendentemente dal risultato.

Sarebbe bello avere una community MCT più attiva ?

Certamente. Qui lo dico e *NON* lo nego. Poi però so che tra 10 minuti, finito di scrivere questo post, torno a lavorare e di nuovo i problemi contingenti ti fanno dimenticare quelli più ad ampio respiro :-(

And the winner is ...

uinner de che ?

Ah, già. Ha senso ? Prendere (o mantentere) questa diavolo di sigla ? Insomma, lo rifarei ?

Sì. Mille volte.

Per le opportunità ? Sicuramente, sarei ipocrita a negarlo. Ma ripeto (per la terza volta, sarà che mi sento particolarmente sensibile su questo punto): si cammina con le proprie gambe ! Liberi di non crederci, ma non è questa la ragione principale della mia risposta.

Per i benefit ? Beh, non fanno mica male ! Ma no, non lo rifarei solo per questo.

The winner is: per le persone.

Tutte le persone ?

Ma dai, non siamo iporciti nemmeno qui !

Per quelle persone che non hanno una maglia. O se volete hanno maglie tutte diverse (non è la stessa cosa ?).

Persone per le quali condividere la conoscenza è il lato bello del loro lavoro.

Anche a costo di rinunciare ai benefit o alle opportunità.

Comments

igor said:

Ciao Claudio,

anche io mi sono posto la domanda.

Sono certificato dal 1996 e MCT dal 1998. Ho un MCP ID a sei cifre, per capirci :-)

Non ho ancora rinnovato, ma lo farò.

Lo farò perché il costo della fee è ripagato dallo sconto per gli esami (visto che li sostengo ancora) e dalla comodità di accedere ai materiali didattici in elettronico.

In teoria il "bollino" potrebbe avere anche un valore, ma non per quello che è (o che dovrebbe essere), ossia al requisito per erogare corsi MOC.

Io i corsi MOC li sopporto poco, e non ne erogo più di 1 o 2 all'anno (quasi sempre lasciando poi chiuso il courseware). Questo perché (e chi mi conosce lo sa) preferisco affrontare un corso all'impronta, sulla base degli studenti che mi trovo davanti. Arricchendo il contenuto con la mia esperienza... tutte cose difficili da farsi con un MOC e con i suoi -spesso superflui- laboratori.

Ma qui rischio di spostare il focus verso l'utilità/qualità dei MOC... e credo che il mercato in parte parli chiaro: sempre più alla ricerca di formazione su misura. Materiale per un altro post...

Domani credo rinnoverò la certificazione, in ogni caso non mi va di perdere quel bollino :-)

# aprile 22, 2007 8:40

devlizard said:

Igor,

quanto ci sarebbe da dire sui MOC !!

Altro che post, materiale per un libro (o, almeno, per un lungo pamphlet) !

Anch'io non mi fermo ulteriormente su questo discorso.

Dico solo che il ruolo della persona - il trainer, in questo caso - è assolutamente centrale.

Dai due punti di vista.

Per l'utente della formazione, che ti viene a seguire per la *tua* capacità e per la *tua* esperienza.

Ma anche (qui il senso del mio lungo post riassunto in 2 righe) per il docente, che "eroga" formazione, e che trova nelle altre persone (docenti, ma lo stesso discorso vale per i discenti) gli stimoli per crescere.

Stimoli che non vengono, appunto, dai *marchi* in quanto tali, e di qualunque tipo questi siano. Ma dalla *persona* che questi marchi li ha appuntati sulla giacca.

Ben vengano i marchi, ma solo nel momento in cui ci scavi sotto, senza alcun tipo di istituzionalizzazione.

Ma forse anche questo è materiale per un altro post ...

# aprile 22, 2007 9:46