Claudio Brotto

Perche' preferisco studiare sui libri

Sto dedicando questi ultimi giorni allo studio di una tecnologia relativamente nuova e, di conseguenza, con scarsa documentazione a corredo. (Quale ? .... curiosoni ... ne parlerò presto comunque).

La scarsa documentazione a cui mi riferisco è un file chm, piuttosto completo a dire il vero. Null'altro, almeno per ora.

Questo mi ha portato a riflettere un po' su quanto sia diverso apprendere da fonti strutturate in maniera diversa dal classico libro.

Credo ci siano interi corsi, universitari e non, dedicati a queste tematiche (e mi interesserebbe conoscere  come queste vengono affrontate in un tale contesto, perciò se volete faccio due chiacchiere volentieri :-))

Il mio pensiero è questo.

Prendiamo il dato grezzo. Forse non ancora definibile come informazione, partendo dal presupposto che l'informazione necessiti di una, seppur minima, strutturazione.

Il classico libro (ma lo stesso vale per gli articoli, i whitepaper, i saggi, ... insomma, cambia forse l'ampiezza della trattazione, ma ci sono punti in comune) presenta, o almeno dovrebbe presentare, le informazioni in maniera organica e fluida. Qui sta lo sforzo e la brillantezza dell'autore, che trasforma il dato grezzo in qualcosa di assimilabile in maniera semplice dal pubblico al quale si rivolge. In un libro i contenuti non sono necessariamente filtrati, ma semplicemente riorganizzati con lo scopo finale della didattica. Un libro serve per comunicare, oppure, vista in ottica diversa, per imparare.

Un chm (come esempio di ipertesto, se volete) si pone, a mio giudizio, un fine leggermente differente. Parlo dei chm di documentazione di un prodotto o di una tecnologia, perchè è chiaro che questo è solo un formato e che i contenuti e la struttura che viene scelta ne cambiano radicalmente la prospettiva. Dicevo, comunque, che un chm struttura le informazioni in maniera differente. Estendete pure il discorso al modo di presentare i dati di un sito web. Riferimenti continui ad altre sezioni, informazioni più mirate e circoscritte, poco contorno e molta sostanza pratica. Dal mio punto di vista, l'attività (fondamentale) di organizzazione mnemonica-mentale dei contenuti appresi è del tutto demandata al lettore. Quella che viene proposta è una struttura, più o meno complessa e ramificata, ma comunque labile, che lega un argomento all'altro.

Così come per un libro è vitale la capacità di illustrazione/contestualizzazione/organizzazione che l'autore dà ai contenuti, allo stesso modo in una documentazione ipertestuale è necessaria una buona definizione della relazione tra i contenuti. Però il lettore è molto più libero di percorrere queste relazioni.

Questa libertà è un bene o un male ?

Ah ... ovviamente dipende (come sempre, d'altra parte).

Per un riferimento, magari rapido, magari su argomenti già noti, credo che la libertà di scorrere lungo un percorso sia un bene, e di lusso pure !

Per apprendere, da zero e per bene, un argomento, secondo me questa libertà rischia di essere nociva.

Perchè dispersiva, ecco perchè.

Perchè all'inizio personalmente preferisco essere guidato nell'apprendimento.

Non è per pigrizia, nè per evitare lo sforzo mentale di contestualizzare le informazioni.

E' che contestualizzare un informazione è un compito difficilissimo che, a mio parere, richiede un livello di conoscenza delle stesse piuttosto elevato.

Ci sono mille se e mille ma.

Alcuni, per esempio:

  • Rischio che l'autore di un libro offra una contestualizzazione non corretta (ma esiste una contestualizzazione corretta ?)
  • NON ESISTE una sola forma di organizzazione e di strutturazione dei contenuti (quindi non si può fare un XCOPY di un libro verso il nostro cervello)
  • Estrema dipendenza dalla capacità didattica dell'autore

Il fatto è che, sarà l'abitudine, sarà l'educazione, ma sono sempre stato abituato ad avere della carta fra le mani.

Che non significa "beh, allora stampati il chm !".

Proprio perchè un ipertesto è, per natura, "costretto" se viene stampato.

Credo che ancora mi serva una pagina con dei caratteri sopra, con articolo predicato e complemento oggetto, con la intro un po' distensiva ma che ti appassiona all'argomento (i preliminari ;-)), con l'idea di veder accumulare le pagine sulla sinistra ed avere una sensazione, anche tangibile, dell'avanzamento e del progresso didattico.

Anche con il piacere di portare a termine una lettura e di andare a spulciare la virgola in una documentazione online.

Solamente ... dopo !