Claudio Brotto

The killer student

Forse uno dei corsi che ho seguito e ricordo con maggior chiarezza ancora oggi è il cosiddetto "train-the-trainer".

Per il conseguimento della certificazione MCT è, infatti, necessario dimostrare di possedere capacità didattiche. Cosa che è praticamente impossibile valutare in maniera corretta se si prescinde dalla comprovata esperienza sul campo. Il che porta al paradosso del "docente junior", figura professionale che ha nella definizione stessa un controsenso.

E quindi ... e quindi viene richiesto agli aspiranti MCT che non hanno già lavorato nel campo della formazione di frequentare un corso che dia, per lo meno, dei consigli e delle guideline. [Questo era 4 anni fa, non sono aggiornato su eventuali modifiche alla procedura, fate riferimento qui per dettagli generali].

Sinceramente ... pensavo fosse una completa *******.

Non lo è stato, anche se da lì a poter affermare di saper insegnare passa un mondo (anche due :-))

Non lo è stato perchè devo dire che quel centinaio di consigli, annotazioni, astruse e astratte considerazioni ogni tanto me le ritrovo nella pratica della mia professione.

Una cosa che mi colpì in modo particolare fu l'identificazione di alcuni stereotipi di alunni, tra cui:

  • il "Distratto"
  • il "Rompiballe"
  • il "Killer" :-O

Non ho sottomano le slide che l'insegnante ci aveva mostrato, ma credo di poter sintetizzare abbastanza bene.

Il distratto è ... distratto ! Probabilmente è lì per ragioni diverse dall'interesse per gli argomenti trattati, è stanco, insomma ... non ti segue. Tecniche per affrontare il distratto: cercare di rendere il corso divertente (anche se non stiamo parlando di cartoni animati) o, quanto meno, interattivo.

Il rompiballe ... non gliene va bene una. Fa caldo, fa freddo, si sta bene ma la sedia è scomoda, il pc è lento, il pc è troppo veloce (!), c'è troppa luce, troppo buio, quando si fa pausa?, il caffè è troppo lungo, il caffè è troppo caldo, il caffè è troppo freddo. Tecniche per affrontare il rompiballe: pazienza (tanta), coinvolgere il resto degli alunni chiedendo se per tutti valgono le stesse considerazioni che il rompiballe sta allegramente portando alla vostra attenzione, proporgli di andare a prendere il caffè al bar di sotto dove lo fanno veramente buono.

E infine il killer.

Secondo la definizione che me ne hanno dato, il killer è il terrore dei docenti.

Perchè è lì per demolire. L'argomento, il prodotto, il docente, a scelta e magari tutti insieme.

Perchè lo fa ? Tanti motivi che possono variare dalla ostilità preconcetta per uno degli aspetti di cui sopra, alla presunzione di saperne di più di tutto e tutti (cosa che, notate bene, non è neanche detto che non sia verà !!).

Come si affonta il killer ?

Con la competenza, prima di tutto.

Con la capacità di ammettere, se è il caso, di non saper rispondere ad una delle terribili "killer questions".

E soprattutto con una regola *vitale*, che mi ricorda WarGames, e che parafrasata dice:

"Un gioco che non puoi vincere non ha senso di essere giocato".

Occhio perchè non è banale: non si parla di "vincere" rispondendo a tutte le domande/critiche/attacchi.

La regola è *non contrattaccare*, o almeno farlo al di fuori del tempo didattico canonico (pause, pranzo) e lasciar passare.

Ingaggiare un duello con il killer è perdente in partenza, indipendentemente dall'esito della "battaglia". Perchè anche se lo sconfiggi in battaglia, lui rinasce come l'araba fenice (o come un animale ferito e doppiamente in*****o).

Tutte queste battaglie messe insieme fanno una "guerra" per la quale il resto dell'aula è la popolazione civile ! La quale, corollario di ogni guerra, è quella che comunque subisce le perdite maggiori.

In questo caso le perdite sono tangibili in temini di:

  • tempo (perso dal docente "punzecchiato" nell'annientamento del killer)
  • denaro (i corsi costano !)
  • attenzione (il resto degli alunni inizia a fare la battaglia navale)
  • fluidità didattica
  • qualità della docenza (difficile che un docente, dopo un ingaggio con il killer, mantenga la lucidità didattica precedente, magari perchè è un po' "alterato")

Esprimo il mio punto di vista (da docente).

  • I killer dovrebbero tutti andare a ...
  • Il docente deve mettersi bene in testa che, anche se un killer può puntare a minare la sua professionalità o la validità dell'argomento che tratta, sta fornendo un servizio ad un *insieme* di partecipanti, ed è a loro che deve rivolgere la propria attenzione.

In due parole, ecco il mio consiglio (nonchè note-to-self, nda):

  • buttare via l'orgolio
  • resistere alla tentazione di "kill the killer"
  • fare ciò per cui si è pagati e che (magari) si ama fare al di là del compenso
  • diffondere la conoscenza a chi è lì per imparare
  • un'endovena di valium concentrato può essere di aiuto allo scopo :-P

Eppoi, però, consentitemi ...

... Why do you waste my time ?

Comments

igor said:

Eh... Claudio, bel post!

Sono 16 anni che frequento aule nel ruolo del teacher... il tuo post mi ha fatto sorridere, ripensando ad alcuni episodi :-)

Anche se, confrontandomi con l'esperienza dei colleghi, direi che sono stato parecchio fortunato riguardo ai killer.

Sarà grazie al fatto che sono pacifista?

:-)

# luglio 21, 2007 5.02

devlizard said:

Mmmhhh ... questo mi fa pensare ...

Anch'io mi ritengo pacifista.

Ci sono due eccezioni: quelli che mi passano a destra in tangenziale e i killer !

(Per fortuna sono molto di più i primi !!)

# luglio 21, 2007 6.13