Random Notes from a Training Day
Ho terminato da qualche ora un corso (.NET e dintorni) che mi ha lasciato un po' di spunti su cui riflettere. Iin realtà è così per la maggior parte dei corsi, solo che stavolta sfrutto l'immediatezza e butto giù due random notes.
Le scrivo come mi vengono in mente.
Le domande, quante domande.
Brutta bestia da domare, le domande. D'altra parte, sono un componente fondamentale dell'interazione con le persone e un contributo non indifferente alla didattica, giacchè aiutano a tarare il programma in via di svolgimento (sempre che questo non sia o non debba essere marchiato a fuoco). Penso che una delle cose più difficili del lavoro del docente sia "discernere" (appunto !!) e mantenere la linea conduttrice senza rigidità nè escursioni eccessive. Facile a dirsi ...
Il percorso didattico vs "Come lo uso per il mio programma".
Vedi sopra, come sopra. Qui il contesto assume un ruolo non marginale, dal momento che un corso "in aula" non ha le stesse premesse di un corso "on site" ... almeno non necessariamente. C'è una frase che ho sempre odiato e odio tuttora, che recita "in medio stat virtus". Qui l'ago della bilancia tira un po' da tutte e due le parti, anche perchè (1) un corso viene richiesto e pagato, di conseguenza è giusto vederlo come un servizio e la flessibilità è un valore aggiunto, però (2) un corso viene acquistato sulla base di una certa proposta ed ogni divergenza è, appunto, un di più non previsto.
Se ne imparano sempre di nuove
Questo mi piace un sacco, tutte le volte. Il bello dei corsi di formazione (uno degli aspetti che mi piacciono di più, per lo meno) è la possibilità di incontrare realtà diverse, che hanno esigenze diverse e, ovviamente, competenze diverse, magari verticali, magari su prodotti che conosci solo per confronto. Java alla fine lo sto imparando così ! Questi giorni in alcuni momenti è stata la volta di Apache ... il mondo è bello perchè è vario :-)
Embè ?
Tiro una linea e faccio la somma. Il mio pensiero di oggi è: W il training on the job, ma senza scordarsi della parte "training" della locuzione. Insomma, un training on the job che non penda da nessuna delle due parti, organizzato per benino: training iniziale slegato dal lavoro + applicazione pratica con spiegazioni mirate + raccolta quesiti dall'impiego delle nozioni + sessione di riassunto teorico finale + ...
... + qualsiasi cosa, di fatto, perchè si può anche stare a discutere della forma (l'ho appena fatto) ma il fatto di discuterne vuol dire che formazione si sta facendo.
Il che (purtroppo) non è scontato per nulla.