Esteso il supporto di Azure RMS anche per iPad e iPhone

Microsoft ha annunciato l’estensione del supporto per Azure RMS anche per le versioni Office su dispositivi iPad e iPhone.

Il team di Office 365 estenderà così la copertura del servizio di protezione contenuti anche per una buona parte degli utenti mobile che sono finora esclusi.

Azure RMS è un servizo cloud incluso in molti dei piani di sottoscrizione ad Office 365 più diffusi (E3 e E4), e quindi l’adozione di questo componente spesso non comporta costi aggiuntivi per le aziende.

Va infine ricordato che è possibile integrare Azure RMS anche per proteggere contenuti (Exchange, SharePoint e File Server) gestiti attraverso sistemi on-premises e ibridi.

SharePoint 2013 Best Practices da MVA

L’amico Brian Alderman, uno dei maggiori esperti di infrastruttura SharePoint e SQL Server, ha erogato una serie di video su MVA dedicati alle Best Practices per SharePoint 2013.

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Le sei aree su cui si sviluppa il training sono:

  • Planning for SharePoint
  • Capacity Planning
  • Training – Key to Success
  • Installing SharePoint
  • Microsoft Updates
  • Optimization and Troubleshooting

Ricreare una Site Collection su SharePoint Online

Oggi mi è stato chiesto se è possibile ricreare una site collection su SharePoint Online, in Office 365, immaginando di voler “ripartire da zero”, dopo che un po’ troppi esperimenti hanno “sporcato” la root site collection.

Attraverso il Portale amministrativo SharePoint su Office 365 è possibile eliminare la site collection che si ha intenzione di ricreare (compresa anche la top level site collection).

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La site collection eliminata finisce nel Cestino delle site collection (per 30 gg) e non è possibile creare una nuova site collection sullo stesso URL finché il Cestino non viene svuotato.

Dalla pagina del Cestino delle site collection è presente sul Ribbon il pulsante per eseguire il restore della site collection, ma non è possibile forzare la rimozione dell’oggetto dal Cestino.

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Ancora una volta Powershell arriva in aiuto.

Ipotizzando di aver già intallato i moduli Powershell per l’amministrazione di Office 365 e SharePoint Online, ecco qualche comando utile:

import-module Microsoft.Online.Sharepoint.PowerShell
#mi connetto al tenant con privilegi amministrativi
$cred=get-credentials
connect-sposervice –url https://cliente-admin.sharepoint.com –credential $cred
#verifico che tutto sia ok, richiedendo la lista delle site collection del tenant
get-sposite | ft “url”

#elimino la site collection (che finirà nel Cestino)
remove-sposite –identity https://cliente.sharepoint.com/ –nowait
#rimuovo la site collection dal Cestino
remove-spodeletedsite –identity https://cliente.sharepoint.com/

Da qui in avanti la site collection potrà essere nuovamente creata, da Powershell o da interfaccia amministrativa.

PS
Occhio perché eliminare una site collection significa perde tutto il suo contenuto!

Aiutaci a promuovere SharePoint Saturday Florence 2015

Dopo le edizioni di Milano e Roma, torna l’appuntamento di SharePoint Saturday, questa volta a Firenze il 20 giugno 2015.

Si tratta, nello spirito degli eventi community del modello SPS Events, di un evento tecnico gratuito, ovviamente al sabato…

Al sabato perché si tratta di un’occasione per partecipare a un evento tecnico e formativo, grazie al contributo volontario di speaker e organizzatori, il tutto per offrire gratuitamente sessioni di qualità.
Ovviamente sarà tutto possibile anche grazie al prezioso contributo degli sponsor.

SPS Florence 2015 sarà una sfida nella sfida: non solo il primo evento della community degli SharePointers a Firenze, città non troppo frequentata da questo tipo di eventi, ma vedrà un’agenda composta completamente da sessioni in lingua inglese.
La location turisticamente attrattiva aggiunge un’ulteriore ragione, per combinare l’utile al dilettevole, organizzando magari un weekend a Firenze, combinando SharePoint, Office 365 e un po’ di relax in una città d’arte fantastica.

Cosa puoi fare per dare una mano a rendere unico questo appuntamento?

  1. Correre ad iscriverti, se non l’hai già fatto!
  2. Fare “rumore”… sui social e con amici e colleghi.
    – Magari utilizzando anche i banner qui sotto, posizioandolo sul tuo blog o sul tuo sito web.
    – Seguendo @spsflorence e twittando #spsflorence
    – seguendo la pagina Facebook della SharePoint Community
  3. Se ne avrai tempo e voglia, comunicare la tua disponibilità a dare una mano all’organizzazione (non siamo mai troppi!)

Prime indiscezioni pubbliche su SharePoint 2016

Durante la conferenza Microsoft Ignite Bill Baer ha presentato la roadmap di SharePoint 2016 (la prossima release on-premises di SharePoint), così come ho raccontato nei miei post dei giorni scorsi.

Rispetto alle novità del prodotto, sono state evidenziati alcuni aspetti, che tradurranno su SharePoint 2016 alcune delle funzionalità già rilasciate (o in rilascio) su SharePoint Online. Si invertirà così la tendenza: mentre in passato SharePoint Online era un “adattamento” per il cloud della versione on-premises, con la versione 2016 avverrà il contrario.

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La Roadmap

Rispetto ai tempi di rilascio sono state confermate le ultime indiscrezioni, che prevedono il rilascio della beta pubblica nell’ultimo trimestre del 2015 e il rilascio dell’RTM nel secondo trimestre del 2016.

Bill ha anche lasciato immaginare che la beta potrebbe essere anticipata a “dopo l’estate”.

Le novità

E’ ancora presto per descrivere il “What’s new”, ma il focus, per chi è abituato ai grafici a torta che hanno anticipato il rilascio delle precedenti versioni, è concentrato su:

  • Files
  • Content Management
  • Sites and Portals

SharePoint 2016 porterà on-premises anche Delve, sul cui motore (Office Graph) cui si baserà tra l’altro la nuova pagina “About me”. Sempre su questo aspetto è stato ipotizzato anche il rilascio di aggiornamenti per la versione 2013 in grado di introdurre alcuni aspetti legati a Delve, così come avvenuto per OneDrive for Business con il rilascio dell’SP1 di SharePoint 2013.

OneDrive for Business, come già raccontato, assumerà un ruolo centrale su Office 365, ma anche SharePoint 2016 beneficierà delle novità introdotte.

Saranno numerosi gli scenari “ibridi” possibili, con l’unificazione degli indici del search tra online e on-prem, grazie al nuovo cloud search service.

Il processo di deployment introdurrà il concetto di “ruoli”, con la possibilità di specificare sin dal setup il tipo di ruolo che avrà il server, installando i soli componenti necessari e ottimizzando così tempi e risorse.

Sarà migliorato anche il componente Health Analyzer, che estenderà la scansione delle informazioni anche sugli aspetti di compliance.

Le operazioni di patch della farm saranno facilitate dalla semplificazione delle lingue (le patch dei 18 language pack saranno condensati in un unico pacchetto) e gli aggiornamenti più piccoli saranno resi installabili con “zero downtime”.

Bill ha citato altre novità, tra cui:

  • Investimento verso la cloud-based authentication con SAML e OAuth
  • Potranno essere utilizzate anche porte TCP non di default per le connessioni cifrate
  • Il processo di provisioning delle site collection non sarà più un componente “pesante”, ma è stato definito “small and fast”
  • Anche i contenuti di Project Server saranno integrati con i Content DB classici
  • Saranno introdotti i “durable links”, ossia una sorta di link permanenti verso i documenti, indipendentemente dalla loro riorganizzazione o dalla rinomina dei file (una sorta di evoluzione di quanto già rendeva possibile il Document ID)
  • Sarà introdotto il supporto del formato ODF per il salvataggio del file

I requisiti

Per i requisiti per il setup di SharePoint 2016, il livello minimo sarà Windows Server 2012 R2 oppure Windows Server “10”, inclusa la presenza di AppFrabric 1.1 (nonostante di annunci di tecnologia deprecata).

Non saranno più possibili le installazioni “standalone”, così come non sarà più rilasciato il setup “single server” con incluso il motore SQL Server Express Edition.

L’upgrade

Come ormai già abituati, non sarà possibile effettuare un upgrade “double-hop”, ossia un aggiornamento diretto da SharePoint 2010 a 2016.

Anche l’upgrade delle site collection (la vecchia visual upgrade) dovrà per forza passare dalla UI di SharePoint 2013 prima di essere traghettata sulla versione 2016.

Molti dei vecchi limiti di prodotto saranno superati (non sono stati ancora annunciati i nuovi confini).

 

Per chi volesse vedere l’intera sessione di Bill, ecco il link alla registrazione della sessione.

Evoluzioni in vista per OneDrive for Business

Alla recente Microsoft Ignite, appena conclusa a Chicago, tra le tante sessioni dedicate al mondo di Office 365, ho seguito grazie a Channel9 la sessione dedicata al futuro di OneDrive for Business.

Reuben Krippner di Microsoft ha confermato i rumors rispetto al rilascio di un nuovo client, in grado di gestire il sync offline selettivo (per file), con anche updates e rilasci intermedi che saranno distribuiti nel corso di quest’anno.

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Per i diversi dispositivi mobile è confermata l’intenzione di far convergere in un’unica app l’utilizzo di tutti i file dell’utente, sia quelli business che quelli personal (offrendo anche il supporto per più tenant O365).

Nella strategia OD4B ha assunto un ruolo semplificabile in una sorta di posizionamento per “il nuovo file system”… non parlo di un vero e proprio file system da sistema operativo, ovviamente, ma di un nuovo modo di immaginare la gestione dei file, nata su Office 365 ma applicata a tutti i tipi di dispositivo, con grande attenzione all’usabilità degli utenti ma anche alla possibilità di governo e sicurezza da parte dell’IT.

Nel lessico di Microsoft si parla di OD4B, ma noi sappiamo che questo significa archiviazione su SharePoint (fino a 1 TB, e a tendere illimitata su O365), sync offline, facilità di condivisione e accesso multidevice):

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Ruolo sempre più centrale il costesto OneDrive su Office 365, che rimpiazza per buona sostanza il vecchio concetto di MySite noto a molti utilizzatori di SharePoint, attraverso il quale gestite *tutti* i propri file… dalla personal library, a quelli condivisi sulle libraries dei vari SharePoint Sites.

Da SharePoint, che resta la base sottostante, restano valide le opzioni di file system “evoluto”, come versioning, recycle bin, metadata, ecc.

Anche utilizzando Outlook via browser, anche il sempliche inserimento di un allegato ad un messaggio email ora offre la possibilità di scegliere se allegare il file in modo tradizionale o attraverso una condivisione semplificata attraverso il proprio OD4B:

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L’aggregazione di contenuti presentati all’utente attraverso Delve considera anche i file condivisi attraverso OD4B.

Per migliorare il governo da parte dell’IT, a brevissimo saranno rilasciate le funzionalità (in parte già anticipate su altri miei post) per Auditing report, DLP, IRM, Encryption, Retention policies, …

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Ma alla domanda “OneDrive” o “TwoDrive”, che polemicamente ho fatto alla platea dell’ultima SharePoint&Office Conference, ecco la risposta, che conferma la volontà di far convergere i due OneDrive verso un unico strumento, in grado di soddisfare sia le esigenze personali che quelle aziendali:

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Ed ecco infine la roadmap, con svelati un po’ di tempi necessari per completare questa importante transizione:

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