Lancio ufficiale di SharePoint 2016

SharePoint Server 2016 è già da diverse settimane in versione finale (RTM), e con l’evento di ieri è stata rilasciata la GA (Global Availability), ossia la possibilità di acquistarlo e scaricarlo dai portali di licensing Microsoft.

Anche la documentazione tecnica su Technet si sta via-via aggiornando, con i riferimenti alla nuova release di prodotto.

In particolare segnalo l’articolo con il dettaglio dei nuovi “boundaries and limits”, sempre utile da conoscere per progettare sistemi SharePoint performanti e scalabili.

Il ritono di Analytics su SharePoint Online

Dopo che Microsoft decise di discontinuare le componenti di reportistica di Web Analytics in SharePoint 2013, ecco che finalmente sono stati reintrodotti i nuovi Analytics Report su Office 365.

Si tratta di una nuova funzionalità integrata, che è in grado di aggregare eventi non solo tracciati sui siti SharePoint Online, ma anche sugli altri componenti dell’offerta Office 365 (OneDrive for Business, Yammer, Skype).

New usage reports for SharePoint OneDrive Yammer and Skype 1

Annunciato il rilascio di SharePoint Server 2016 RTM

Microsoft ha annunciato il rilascio della versione RTM (Release to Manifacturing) di SharePoint Server 2016, completandone così lo sviluppo e test.

La versione RTM è già scaricabile!

I clienti che hanno sottoscritto contratti di volume licensing sarà possibile disporre della nuova versione di SharePoint da inizio maggio.

Il 4 Maggio 2016 è previsto un evento virtuale per il lancio ufficiale del nuovo SharePoint.

In arrivo diversi miglioramenti per SharePoint Online

Ieri Microsoft ha annunciato diverse novità interessanti per SharePoint Online, su Office 365.

Auditing e Reporting

I cari e vecchi Audit logs di SharePoint on-premises sono ora disponibili per logiche di auditing anche su SharePoint Online, con un’interfaccia anche più matura di quella a cui siamo abituati:

Dal portale amministrativo di Office 365, i report sono raggiungibili dalla sezione Compliance Center.

Nuovi limiti di Upload per singolo file

Altro limite storico (2 GB) superato, ed è ora possibile caricare file su SharePoint Online fino a 10 GB.

Improvements for SharePoint Online and OneDrive for Business 3b

Resta a voi valutare se sia comunque una buona idea o meno farlo Sorriso.

Nuova allocazione di base per lo storage del Tenant

Molti ricorderanno che le sottoscrizioni Office 365 offrono un’allocazione di base per tenant che si estende di un certo quantitativo per ciascun utente aggiunto ad esso.

Ora i nuovi limiti (incrementati del 300%) sono di 1 TB di base, a cui aggiungere 0,5 GB per ciascun utente.

Immaginando un tenant con 200 utenti SharePoint Online, si potrà quindi disporre di 1,1 TB (1100 GB).

Questa “quota” considera i dati caricati sui siti SharePoint Online, sugli Office 365 Groups e sui canali Office Video Portal.

Sta per arrivare la nuova People Profile page di Office 365

Chi come me partecipa al programma di “early adoption” delle nuove funzionalità di Office 365 se ne era già accorto da un po’ di tempo, ma ora la novità sta per arrivare per tutti gli utenti di Office 365.

La nuova People Profile page è di fatto basata su Delve, ed alimentata da Office Graph, aggregando in logica “user centered” informazioni e novità provenienti dai colleghi, dai documenti modificati di recente e da altri eventi di interesse.

Ricordo che Delve è incluso nei piani di sottoscrizione E1-E5.

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Per il momento non sono moltissime le azioni di personalizzazione disponibili per l’utente (a partire da una piccola selezioni di immagini per lo sfondo dell’header), ma è auspicabile che la possibilità potrà crescere (mi sto già immaginando diverse richieste da alcuni clienti…).

Il passaggio è però importante, da tener presente anche durante i processi e le strategie di adozione di Office 365.

Forse qualcuno inizierà a pensare che, utilizzando SharePoint Online, forse non è poi più così importante costruire una “home page” aziendale… e che forse la default page dell’utente potrebbe essere proprio questa nuova Profile page.

Segui questo video per scoprire di più.

Altro bollino chiquita…

Dal 1996 sostengo esami di certificazione, soprattutto esami Microsoft.

Con oggi ho concluso il percorso di certificazione Nintex, già avviato con la prima certificazione “Admin”.

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Questo fa parte degli investimenti che la mia azienda, Green Team, ha avviato diversi anni fa e che hanno portato lo scorso anno al conseguimento della massima certificazione aziendale

New Generation Sync Client per OneDrive for Business

Dopo tanto parlarne, pare stia arrivando il momento per il rilascio del nuovo sistema di sync di OneDrive for Business, evolvendo il vecchio (e problematico) motore basato sul vecchio “Groove”.

La preview del New Generation Sync Client (NGSC) verrà rilasciata anche su Windows 8.1 ad inizio marzo, per poi attendere il rilascio della versione finale, prevista per fine marzo 2016.

Prendendo in prestito un po’ di info dal buon Hans Brender, che molti hanno conosciuto anche al nostro SharePoint Saturday Florence 2015, partirei descrivendo l’architettura a confronto tra vecchio e nuovo sistema di sync.

Il vecchio mondo, noto a tanti, utilizza due sistemi distinti per il sync offline dei documenti della versione consumer (Personal) di OneDrive e per la sincronia dei contenuti SharePoint e provenienti dalla OneDrive for Business library. Il primo è genericamente noti come OneDrive client (o App) e il secondo come OneDrive for Business client (o App):

Il nuovo sistema “NGSC”, prima rilasciato per Windows 7, 8.0 (non 8.1), 10 e iOS si sovrappone alla vecchia architettura, gestendo in forma “unificata” il sync offline dei contenuti di entrambe le versioni di OneDrive (quella Personal e quella Business):

Il nuovo NGSC in rilascio a marzo, oltre ad estendere la disponibilità ai dispositivi Windows 8.1, andrà inoltre a offrire il “sync selettivo” e a supportare RMS, così come già annunciato nei mesi scorsi.

Suggerisco di tener d’occhio il blog di Hans, sempre aggiornatissimo, e di monitorare la pagina da cui scaricare i client.

Cosa devono sapere i CIO su SharePoint 2016

Chi segue le scelte strategiche dei sistemi informativi aziendali, considerato l’imminente rilascio di SharePoint 2016 (attualmente in versione RC, Release Candidate), credo debba tener presente alcuni importanti fattori:

  • SharePoint 2016 è una nuova versione on-premises del prodotto, che ancora non corrisponde alle previsioni di alcuni che nel 2013 annunciavano la trasformazione di SharePoint come “Cloud only”… ma tuttavia è consolidato il concetto del “Cloud first”, con le nuove funzionalità rilasciate prima su SharePoint Online in Office 365.
    Non c’è ancora certezza se dopo alla versione “2016” ci saranno altri SharePoint on-premises (anche se alcuni rumors lo affermano sul web), ma credo importante che un CIO comprenda che la direzione di SharePoint è sempre più “SharePoint as a service”.
  • Non sarà più disponibile la versione “free” di SharePoint, ossia SharePoint Foundation (il successore di Windows SharePoint Services).
    Chi oggi utilizza quella versione dovrà seriamente valutare se spostarsi sulla versione licenziata del prodotto (per assicurarsi il passaggio a 2016) o se migrare verso Office 365.
  •  Spariranno gli Excel Services, a vantaggio di Office Online. Questo avrà tuttavia impatti per chi ha sfruttato gli Excel Services per costruire proprie applicazioni di business, dashboard e soluzioni che utilizzano il motore di calcolo di Excel server-side.
  • La formazioni degli amministratori SharePoint deve essere “aggiornata”, considerato che alcune delle tradizionali strumentazioni di gestione di SharePoint (console STSADM) saranno discontinuate. E’ finalmente l’occasione per aggiornare le competenze degli IT Pro verso Powershell e verso l’implementazione di architetture SharePoint ibride.
  • Il processo di migrazione/upgrade a SharePoint 2016 sarà abbastanza semplice per chi partirà da SharePoint 2013, ma potrebbe risultare un minimo complesso per chi partirà da una versione più vecchia del prodotto. Come al solito non sarà possibile fare una migrazione da 2010 a 2016 (double-hop), ma servirà eseguire il passaggio intermedio 2010-2013-2016. Inoltre i benefici di “retrocompatibilità” della UI saranno mirati a consentire la coesistenza di UI in stile 2013 e 2016, e non 2010 e 2016.
  • Dopo tanti annunci, più o meno preoccupanti, è stato confermato che gli InfoPath Forms Services non saranno più evoluti (così come non ci sarà una nuova versione di InfoPath client). Tuttavia SharePoint 2016 garantirà ancora la retrocompatibilità e la possibilità di migrare siti SharePoint 2013 con forms InfoPath verso la nuova versione. Di fatto i vecchi forms InfoPath utilizzeranno, seppur su SharePoint 2016, il vecchio motore server di InfoPath (2013).
    Microsoft non ha ancora svelato (nonostante i ritardi) cosa deciderà di fare con il mondo dei Forms… e quindi in tanti stanno adottando tool di terze parti per la gestione dei propri forms online su SharePoint.
  • Gran parte delle funzionalità per la Business Intelligence saranno discontinuate, a favore delle funzionalità per la BI su Office 365, Power BI in primis.
  • Uno dei focus principali di SharePoint 2016 è quello della possibilità di implementare architetture ibride, combinando parte dei servizi di SharePoint Online (presenti solo su Office 365) con caratteristiche di SharePoint 2016. Primo tra tutti il nuovo componente del motore di ricerca, che consente l’indicizzazione di contenuti online/on-premises, facilitando sia la ricerca dei contenuti da parte degli utenti che la possibilità di aggregare in viste d’insieme elementi presenti sui due mondi.
  • Alcune funzionalità già disponibili su Office 365 non saranno mai portate sulla versione on-premises. Alcuni esempi: le funzionalità di Enterprise Social di Yammer e lo strumento con interfaccia “user centered” di Delve, oppure lo “youtube aziendale” di Office Video Portal.
  • In pochi hanno adottato le funzionalità di My Site (sui vecchi SharePoint) e di OneDrive for Business sulle proprie infrastrutture on-premises. Ora è tuttavia il momento di valutarne l’adozione, pensando all’utilizzo di OneDrive for Business di Office 365, integrandolo eventualmente con il proprio SharePoint on-premises. Questo eviterà i grattacapi di uno storage difficile da controllare (contro il terabyte per utente compreso nel prezzo di Office 365). L’adozione di queste funzionalità non deve tuttavia trascurare le tematiche di governance e sicurezza, evitando che possano diventare un luogo “fuori controllo” e di potenziale perdita di dati sensibili per l’azienda. Da qui la possibilità di valutare l’introduzione di servizi Azure RMS (per la protezione dei contenuti) e di soluzioni DLP (Data Loss Prevention), oggi disponibili per i servizi online.

Migliorare la Governance del tuo tenant Office 365 con CloudKit 365

Toni Frankola, con la sua azienda in Croazia, che ben conosciamo anche come MVP che ha partecipato ad eventi e conferenze in Italia, sta “sfornando” ogni 3 settimane circa una nuova release di CluodKit 365.

CloudKit 365 home

Si tratta di un tool per analizzare, monitorare e generare report sull’utilizzo di SharePoint Online e di Exchange Online.

Oltre alle componenti per la documentazione, forti dell’esperienza di SPDocKit, sono interessanti le funzionalità di “tracking changes” e di semplificazione all’amministrazione (soprattutto per gli amministratori che hanno poca confidenza in Powershell, e gradiscono strumenti da interfaccia).

Il componente per SharePoint Online offre anche un tool di Permissions Explorer e di Compare Permissions, che copre una delle carenze storiche della UI amministrativa di SharePoint.

I prezzi sono abbordabili: a partire da 149$/anno per Tenant.