Win32 vs. Analysis Service vs. altri ancora…

I DevCon OneDay sono eventi da un giorno molto specializzati su argomenti specifici che stiamo provando a proporre quest’anno.


Il primo (tenuto da Paolo su SOA) è andato bene, Roberto si sta dando da fare per un evento su ASP.NET Security. Io sto valutando cosa proporre, e qui chiedo l’aiuto dei lettori per sapere quali argomenti, quale periodo e quale città sarebbe preferibile.


Argomenti:



  • Win32 Internals: una giornata sui fondamentali dell’architettura di Windows, dal kernel alle API Win32 che, si spera, con .NET non sono più necessarie ma che sono e restano la base delle attuali e future versioni di Windows (anche Longhorn sotto avrà ancora molto Win32). Dedicato a chi vorrebbe leggere Richter e Solomon/Russinovich ma non ha il tempo (o il coraggio) di farlo.

  • Analysis Services: una giornata di approfondimento su Analysis Services; ottimizzazione, dimensionamento, analisi del carico, deployment, security, clustering. Dedicata a chi già lo usa ma vorrebbe padroneggiarlo meglio.

  • Modellazione Data Warehouse e cubi OLAP: come si costruisce una soluzione di Business Intelligence basata su cubi OLAP partendo da un database relazionale normalizzato e arrivando ai cubi su Analysis Services, passando per modellazione di uno star schema e trasformazioni con i DTS. Personalmente ritengo sia difficile avere una buona efficacia in un giorno su un argomento così vasto, considerando che normalmente tutti questi concetti richiedono 3 giornate di corso senza esercitazioni e senza arrivare a parlare di Analysis Services. Però i feedback sono sempre graditi.

  • Business Intelligence con SQL Server 2000 lato client. L’idea è che ci sono molte soluzioni per i client già soltanto usando prodotti Microsoft (BI Portal 2 che gira su SharePoint, le Web Parts per Reporting Services sempre per SharePoint, tutta la famiglia di Office, Data Analyzer, MapPoint e Business Scorecard Accelerator) quindi una giornata più rivolta al lato client (mettendoci insieme anche un po’ di MDX) avrebbe molto senso per chi ha già investito su Analysis Services e ritiene di non sfruttarne ancora tutte le potenzialità.

Periodo:



  • Aprile 2005

  • Maggio 2005

  • Giugno 2005

  • Altro…

Città:



  • Torino. Non solo perché ci abito, ma perché è la città delle prossime Olimpiadi e se ancora non la conoscete dovete vederla (anche se abbiamo ancora qualche cantiere in giro…). Dedicato agli amanti del cioccolato e delle pasticcerie in generale.

  • Milano. Appare sempre come la scelta più logica. Se tutti gli interessati sono di Milano… niente da dire, avrebbe senso vederci lì.

  • Bologna. Logisticamente perfetta, a portata di auto/treno da tantissime località del Nord e del Centro Italia.

  • Altro…. So che abbiamo molti iscritti da Roma e dintorni, non so quanto questi argomenti siano di interesse. Nel caso, fatevi sentire.

Dunque, se siete interessati scrivetemi (senza alcun impegno, ovviamente!) e datemi il vostro parere.

Con Avalon si scrive meno codice…

Ho appena dato uno sguardo a questo rudimentale Task Manager scritto in Avalon. Ha solo
l’indicazione del consumo di CPU ma quello che è interessante è vedere il modo
con cui è sviluppato. La parte grafica richiede pochissimo codice, in
particolare quella 2D. Per la parte 3D c’è ancora un po’ di codice ripetitivo,
ma quello che è interessante vedere è la tendenza, e qui faccio una
divagazione “da week-end”.


Nel 1991, vedendo Fino alla fine del Mondo di Wim Wenders, rimasi colpito da
alcune caratteristiche assolutamente futuristiche, per allora. Il film era
ambientato nel 1999 e si vedono:



  • navigatore con indicazioni vocali e segnalazione di incidenti e ingorghi
    (oggi c’è);

  • assistenti animati che parlano e interagiscono con gli utenti del PC
    (visti su Office qualche anno dopo);

  • animazioni estese e in 3D dei risultati presentati da interrogazioni fatte
    su PC vari

  • gadget tecnologici vari (qui direi che già solo con i telefonini di oggi
    siamo andati più avanti…)

Certo esistono innumerevoli film di fantascienza con effetti speciali
straordinari, ma questo è particolarmente curato nel realismo e nella
fattibilità degli stessi, tanto che (con pochi anni di ritardo) praticamente è
quasi tutto disponibile (non  tutto – chi conosce il film capirà).


Cosa c’entra questo con Avalon? Semplice: perché certi effetti e certe
tecologie non restino soltanto delle demo a sé stanti ma entrino a far
parte della “vita quotidiana”, è necessario abbattere i costi di
realizzazione e disponibilità delle tecnologie stesse. Oggi è già possibile fare
interfacce animate 3D assolutamente mozzafiato, solo che è molto costoso e
richiede competenze molto specifiche; con Avalon questo costo viene ridotto
moltissimo, tanto che diventa più importante avere un certo “gusto
estetico” piuttosto che essere degli smanettoni di codice.


Stupisce comunque pensare quanto questo percorso evolutivo degli strumenti
tecnologici sia in realtà piuttosto lineare, mentre se osservato dall’esterno
può apparire molto più discontinuo, perché si percepisce un’innovazione come
tale solo quando diventa parte delle cose di tutti i giorni.


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Motoola MPx – non saranno più prodotti a Taiwan

Inizio a pensare di aver fatto bene a non aspettare il
Motorola MPx. La notizia di oggi è che Motorola non produrr
più i suoi telefoni con Windows Mobile a Taiwan
(parliamo di MPx 200,
MPx 220 e MPx), spostando la produzione nei suoi stabilimenti. Si tratta di una
buona notizia per chi vorrà acquistare un Motorola in futuro, ma di una cattiva
notizia per chi vuole acquistarlo presto: immagino ci vorrà ancora qualche mese
per allestire le linee di produzione (o l’avranno già fatto?). Nel frattempo
continuo a tenermi stretto il mio Qtek 9090…


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Il ritorno dell’asterisco: C-Omega

Questo articolo introduttivo su
C-Omega 
di Dare Obasanjo illustra in due pagine le caratteristiche
principali di C-Omega. Circa due anni fa ho avuto il privilegio di vedere
l’antenato di questo linguaggio presentato all’Università di Pisa da Erik
Meijer. Già allora erano chiare le potenzialità di un linguaggio simile e il
fatto che queste siano alcune funzionalità che potremmo vedere in futuro in C#
3.0 è un segnale molto importante: i frutti della ricerca (Meijer lavora in
Microsoft Research) possono avere un impatto importante e diretto nel mondo
“produttivo”.


Ora però devo spiegare il titolo del post: dopo alcune righe pensavo che
l’autore avesse confuso C# e C++ in un esempio di codice… invece * is back ed
ecco che ricominciamo ad avere chiarissime linee di codice come:


int* values = z…int::*[it > 8];


Finalmente un linguaggio… serio… 🙂


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Jet engine forever…

Ho appena letto questo: From a technical standpoint,
E12 will continue to use the Jet database engine and won’t use new database
technology, as had been previously expected with Kodiak
(fonte: newsletter
di Paul Thurrot).


Ora, come si fa poi a spiegare che per un database enterprise non si deve
usare Access ma SQL Server? Uno potrebbe dire che se lo fa anche la
prossima
versione di Exchange, non c’è motivo di pensare
che non lo si possa fare anche per applicativi meno impegnativi.


Certo, Exchange usa poi quel file in modo esclusivo e le funzionalità sono
diverse da un db relazionale tradizionale… però vallo a spiegare…


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Gli sviluppatori Microsoft vanno dai loro clienti

Brad Abrams è uno dei PM del CLR di .NET e in questo post
annuncia il
suo programma per febbraio

: prendere contatto con la realtà di chi
usa .NET (servizi di supporto Microsoft, ISV e clienti finali che sviluppano
soluzioni personalizzate).


L’iniziativa non dovrebbe essere sporadica ma riguarda molte persone dei team
di sviluppo di Microsoft. Se fatta con lo spirito giusto da parte degli
sviluppatori Microsoft (che non devono prenderla come una vacanza pagata…) è
un’iniziativa lodevole.


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Mobilità totale

Forse una soluzione al problema di tutti (PDA o
Smartphone? PC grande o piccolo?) è questa:



  • Telefono Windows Mobile (un Qtek8010)

  • Micronotebook OQO (WinXP grande
    come un palmare ma a 800×480 per un peso di 400 grammi)

  • Notebook da 3kg per lavorare

Non è che sia veramente convinto, ma OQO è proprio piccolo,  anche
e non pesa pochissimo (ma la tastiera sembra quasi utilizzabile).


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Qtek 9090: prime impressioni

Alla fine ho preso una palla al balzo e mi sono dotato di un Qtek 9090.


Le prime impressioni sono positive: la batteria ha una buona durata (ma l’ho usato ancora poco), la tastiera è piccola ma comunque più veloce che scrivere con la penna, almeno per me. Buona RAM, prestazioni per me accettabili. Non ho ancora installato un po’ di software personalizzato, prima di tutto devo sostituire l’agenda standard con qualcosa di meglio. Magari la prossima settimana cercherò di trarre conclusioni più ponderate.


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Per chi proprio non vuole usare un utente non amministratore

Grazie a una segnalazione di Cristian Civera, ho
scoperto che Valery
Pryaikov
ha scritto un’interessante estensione alla shell di Windows che in
meno di un mese ha avuto un grande successo ed è già su SourceForge.


In pratica, pur avendo un utente amministratore locale della macchina, la
shell di explorer parte con un access token ristretto e con lo stesso token
vengono eseguiti tutti i programmi “figli”; un’icona nella tray area consente di
avviare qualsiasi processo con un access token diverso, più ristretto o
“libero”, in pratica lo stesso access token dell’utente amministratore (Windows
consente di restringere i diritti su un access token ma non di ampliarli).


Come dice Valery, questa soluzione è più sicura rispetto a eseguire tutte le
applicazioni con un utente amministratore. Non è però una soluzione affidabile
al 100% in termini di sicurezza: l’esecuzione di un’applicazione che richieda un
nuovo logon avrebbe comunque diritti di amministratore; un’applicazione potrebbe
tentare un attacco a questa utility con un po’ di SendMessage (anche se su
questo stanno lavorando); probabilmente altro ancora.


Però l’autore e chi vi collabora dimostra una certa sensibilità a tutti
questi problemi e i piani di sviluppo che ho letto (per es. un file XML
opportunamente protetto con la configurazione delle applicazioni che vanno
eseguite sempre come amministratore) fanno intravedere una strada che è molto
simile a una funzionalità che esordirà in Longhorn (che si basa in effetti sulle
stesse API già disponibili, e quindi perché non farlo già oggi?). La differenza
è che, implementata a livello di sistema operativo, questa tecnica si rivela
probabilmente più sicura.


Dirò la verità: sarei tentato di installarlo, ma preferisco essere prudente.
Probabilmente lo metterò su una vecchia macchina XP che ancora uso di tanto in
tanto e che uso ancora con un utente amministratore.


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