Con Avalon si scrive meno codice...
Ho appena dato uno sguardo a questo rudimentale Task Manager scritto in Avalon. Ha solo
l'indicazione del consumo di CPU ma quello che è interessante è vedere il modo
con cui è sviluppato. La parte grafica richiede pochissimo codice, in
particolare quella 2D. Per la parte 3D c'è ancora un po' di codice ripetitivo,
ma quello che è interessante vedere è la tendenza, e qui faccio una
divagazione "da week-end".
Nel 1991, vedendo Fino alla fine del Mondo di Wim Wenders, rimasi colpito da
alcune caratteristiche assolutamente futuristiche, per allora. Il film era
ambientato nel 1999 e si vedono:
- navigatore con indicazioni vocali e segnalazione di incidenti e ingorghi
(oggi c'è);
- assistenti animati che parlano e interagiscono con gli utenti del PC
(visti su Office qualche anno dopo);
- animazioni estese e in 3D dei risultati presentati da interrogazioni fatte
su PC vari
- gadget tecnologici vari (qui direi che già solo con i telefonini di oggi
siamo andati più avanti...)
Certo esistono innumerevoli film di fantascienza con effetti speciali
straordinari, ma questo è particolarmente curato nel realismo e nella
fattibilità degli stessi, tanto che (con pochi anni di ritardo) praticamente è
quasi tutto disponibile (non tutto - chi conosce il film capirà).
Cosa c'entra questo con Avalon? Semplice: perché certi effetti e certe
tecologie non restino soltanto delle demo a sé stanti ma entrino a far
parte della "vita quotidiana", è necessario abbattere i costi di
realizzazione e disponibilità delle tecnologie stesse. Oggi è già possibile fare
interfacce animate 3D assolutamente mozzafiato, solo che è molto costoso e
richiede competenze molto specifiche; con Avalon questo costo viene ridotto
moltissimo, tanto che diventa più importante avere un certo "gusto
estetico" piuttosto che essere degli smanettoni di codice.
Stupisce comunque pensare quanto questo percorso evolutivo degli strumenti
tecnologici sia in realtà piuttosto lineare, mentre se osservato dall'esterno
può apparire molto più discontinuo, perché si percepisce un'innovazione come
tale solo quando diventa parte delle cose di tutti i giorni.
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