Marco Russo

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Google Web Accelerator: il proxy più grande del mondo?

Google ha appena lanciato (in beta) WebAccelerator: si tratta di un sistema per velocizzare la navigazione su Internet, pensato per chi ha già una connessione a banda larga più che per chi accede via modem.

Non l'ho ancora provato. Dalla descrizione tecnica sembra di capire che più o meno il principio sia quello di un gigantesco proxy distribuito. Al di là degli intenti di Google non si può fare a meno di notare i potenziali rischi di un sistema simile (frutto di un rapido brainstorming con Alessandro Perilli):

  • profilazione totale dei navigatori (comportamenti e segmentazione)
  • possibilità di controllare gli accessi a siti terzi
  • possibilità di modificare i contenuti di una pagina (pensate ai banner pubblicitari, chissà a cosa inizieranno a pensare i venditori di pubblicità su web)
  • possibilità di modificare il comportamento dei cookie tra utente e sito web
  • possibilità (ma questo va approfondito) di rendere anonimo un accesso a un sito (ergo un attaccante veicola le sue richieste tramite Google Web Accelerator e non rimangono tracce facilmente identificabili delle sue azioni, anche se Google a questo ci avrà pur pensato...)
  • difficoltà per i gestori di un sito di capire quanti e quali utenti visitano realmente il proprio sito

Ovviamente sono tutti pensieri a caldo che meritano indagini più approfondite, ma la documentazione attualmente disponibile non consente di escludere tutte queste possibilità.

Io voglio molto bene a Google (lo ammetto, continuo a usare Google per cercare su web e newsgroup, nonostante la MSN Desktop Bar a portata di mano che uso per la ricerca locale). Però preferirei pagare un servizio ed essere certo di sapere dove inizia e dove finisce. Qua con l'idea di continuare a dare cose gratis forse si iniziano a correre troppi rischi.

Commenti aperti, è veramente una cosa che apre molti interrogativi.

Comments

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# maggio 5, 2005 9.47

marco said:

Bravo Marco che riesci subito a intravedere le parti "pericolose" della tecnologia. Sinceramente non so dove si potrà arrivare, spero che non si aprano scenari fantascentifici. Ho paura sinceramente della tecnologia dell'informazione.
# maggio 5, 2005 11.33

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# maggio 5, 2005 11.53

marco said:

Ogni volta che una qualunque società potente sforna un software in grado di acquisire informazioni sull'utilizzo (ANONIMO) del web o più generalmente di Internet, tutte le opinioni che mi capita di leggere fanno confusione tra le potenzialità di una tecnologia e la sua reale e REALISTICA applicazione.

Leggo "possibilità di modificare i contenuti di una pagina". Beh, quello lo possono fare anche le società di web host.

Tecnicamente, il web server può cambiare al volo i contenuti di qualunque file prima di spedirlo all'utente che ne fa richiesta.

Nella maggior parte dei contratti di hosting non c'è scritto esplicitamente "la società non modificherà i file che compongono il sito del cliente" quindi, sempre tecnicamente, è possibile fare di tutto.

Però a nessuna persona sana di mente verrebbe l'idea di evidenziare quanto è potenzialmente pericoloso usare società di web host o quanto è potenzialmente pericoloso usare i servizi di posta (POP, SMTP, IMAP, ecc.) del proprio internet provider.

Io sono fisicamente in grado di acquisire un porto d'armi, acquistare una pistola e sparare alla gente per strada, ma la sola capacità fisica non fa di me un potenziale assassino.

Tutte queste discussioni che tracciano un parallelo tra ciò che una tecnologia può potenzialmente fare e ciò che una tecnologia EFFETTIVAMENTE FA, sono solo masturbazioni mentali prive di fondamenti pratici.

La fantascienza è piacevole da leggere, ma cerchiamo di piantarla con questa banalità di indicare sempre quello che POTENZIALMENTE la tecnologia è in grado di fare.

MicroSoft sarebbe perfettamente in grado di monitorare, attraverso Windows, le abitudini e i movimenti della stragrande maggioranza degli utenti Internet. Ma non lo fa. Quanto c'è di intelligente nell'aver appena fatto notare che MicroSoft può farlo? Nulla.
# maggio 6, 2005 3.45

marco said:

Enrico,
il punto è che Google, per dimensioni e capacità, non è paragonabile al web host classico. Inoltre, non è chiaro quali dati saranno trattati da Google e non c'è alcuna possibilità di controllo. Se io metto una pagina web da un web host, posso verificare se la cambia e posso intervenire. Se lo fa Google, giuridicamente non credo si possa fare molto.
Ma, ripeto, il problema (potenziale, certo, ma di questo si parlava, di valutare meglio quanto questi rischi siano reali) lo vedo più per chi vende pubblicità: se io ho un sito che riceve X attraverso i banner pubblicitari, cosa succede se, grazie a WebAccelerator, i banner "nascono" da un sito diverso o, peggio, i banner non nascono o nascono diversi?
Non credo che Google farà mai qualcosa di simile, almeno a breve. Ma il fatto che non ci sia scritto che non lo faranno (così come invece ormai è scritto dappertutto che "non utilizzeranno i tuoi dati personali per scopi diversi da...") qualche dubbio lo fa venire.
# maggio 6, 2005 4.54

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# maggio 10, 2005 2.27

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# giugno 21, 2005 3.04

marco said:

Google Web Accelerator
# giugno 21, 2005 3.10