SQL Server in dirittura di arrivo

Ho appena avuto la conferma che SQL Server 2005 è ormai “chiuso” come funzionalità. Ho recentemente fatto alcune segnalazioni (anche minime) su piccoli miglioramenti da apportare all’interfaccia utente (dell’editor di SSIS) e mi è stato risposto che sono ottimi consigli ma ci penseranno per la prossima release. Spero che voglia dire il primo Service Pack, ma questo è un buon segnale rispetto al completamente delle funzionalità che vogliono rilasciare in questa versione. Ora spero che migliorino un po’ le prestazioni dell’ambiente di sviluppo, specialmente per quanto riguarda SSIS (Integration Services), mentre Analysis Services tutto sommato è già utilizzabile (anche se si può migliorare).

Da DTS a SSIS, non รจ indolore come speravo

Quasi un mese fa scrivevo in un post che ci sarebbe stato un maggiore livello di compatibilità tra DTS 2000 e SSIS 2005. Purtroppo sono stato tratto in inganno da una lettura veloce di alcuni post (tra cui questo) e non avevo afferrato che invece si faceva riferimento al Transfer task e non al Transform task…


Sarebbe bello poter intervenire sul wizard che effettua la migrazione dei package DTS, perché nel 90% dei casi (almeno nei package DTS che consiglio di scrivere nell’ambito dell’alimentazione di uno star schema) le trasformazioni sono semplicemente dei mapping 1:1 e la logica sta tutta nella query SQL usata come data source; in questo scenario il vantaggio del DTS sta nell’escludere e scrivere in un log le righe che non soddisfano alcuni requisiti (per lo più definiti da vincoli NOT NULL sulla tabella destinazione). Questa condizione può essere trasformata in un pattern abbastanza semplice usando i componenti nativi di SSIS che, pur non sfruttando appieno le caratteristiche del nuovo ambiente, consentono una modifica dell’intero package nell’ambiente nativo di SQL 2005 senza ricorrere al runtime (e all’editor) di DTS 2000. Sarebbe una decisa semplificazione nella migrazione al nuovo ambiente.

Report Builder per tutti!

Ottima notizia oggi: sembra che Report Builder sarà incluso in tutte le versioni di SQL Server 2005 (tranne la Express). Report Builder è un tool che consente agli utenti di disegnarsi i propri report, senza ricorrere a Visual Studio.


Questo significa che Reporting Services si diffonderà ancora di più. Tempi duri per chi fa prodotti in questo mercato, che dovrà giustificare il costo di un prodotto con funzionalità molto sofisticate. A questo punto mi sembra più sensato, per chi è in quel settore, considerare Reporting Services come la piattaforma di riferimento e scrivere dei componenti che vi si integrino.


Credo sia una decisione molto utile alla strategia di MS, che vuole fare di SQL Server (e prodotti collegati) la piattaforma di riferimento per la BI. Utile anche agli utenti, che abbassano i costi. Un po’ meno divertente per chi fa prodotti come Crystal Report – ma parliamo di Business Objects, sapranno difendersi.

VS2005 e SQL2005 escono nel 2005

Sono appena stato confortato dalla notizia che Visual Studio 2005 e SQL Server 2005 usciranno nel 2005. La settimana del 7 novembre 2005 è previsto il lancio dei due prodotti. Al di là delle facili ironie, ormai qualcuno poteva iniziare a dubitare dell’uscita entro l’anno: uscire a novembre è molto al limite (le versioni localizzate probabilmente usciranno nel 2006, credo…) ma in qualche modo sembrano avercela fatta. Ricordo che nel 2004 c’erano molti molti dubbi sull’allineamento tra SQL Server e Visual Studio, per tutti i problemi di interdipendenza che si erano venuti a creare. In qualche modo se n’è venuti fuori, ma al prezzo (anche) di qualche ritardo.


Da oggi è disponibile anche la CTP June di SQL Server 2005, che in pratica è una sorta di Beta 3 finalmente completa di tutte le funzionalità. Da provare.

Macintosh su Intel – scenari futuribili

Non posso fare a meno di fare qualche considerazione a caldo sull’annuncio di Steve Jobs che è appena avvenuto: il 6 giugno 2006 (06/06/06… magie del marketing…) avremo tra noi il primo Macintosh basato su processori Intel. Da 5 anni esiste una versione di Macintosh che gira su Intel. Le applicazioni in codice binario per PowerPC saranno emulate su Intel. Pare che esista un developer kit che alla modica cifra di 999$ fornisce un Mac Pentium 4 a 3.6GHz, da restituire il 6 giugno 2006 (chissà se l’offerta è valida anche per l’Italia).


A questo punto uno direbbe: finalmente qualcuno sta facendo concorrenza a Microsoft sul suo terreno (il software a pagamento). In realtà molti software per Mac sono prodotti da Microsoft e all’annuncio era presente anche Microsoft, lì a spiegare che anche Exchange sarà più facilmente fruibile sui nuovi Mac.


La notizia è molto più ampia di quello che si potrebbe immaginare. Da una parte Apple smette di fare software che gira solo sul proprio hardware. Dall’altra Apple smette di fare hardware con cui gira solo il suo sistema operativo. (sicuramente qualcuno potrà smentirmi su entrambe le affermazioni, ma vediamo la cosa dal lato business e non da quello meramente tecnico). Apple forse aveva già cambiato il suo modello di business con iPod e iTunes. Ora cambia definitivamente e, in un certo senso, rilancia.


Sì, perché in un mondo dove sullo stesso PC possono girare sia Mac che Windows, sia Tiger che Longhorn, la competizione è più forte e la competizione aiuta a migliorare i prodotti. Il passo successivo è l’interoperabilità: se un dual boot è il primo passo, le macchine virtuali sono quello immediatamente successivo.


Apple potrebbe aumentare la sua penetrazione, sia come hardware (io lo comprerei un PC fatto da Apple) sia come software (perché non avere OsX sul proprio PC in dual boot?). Ma Apple potrebbe anche perdere completamente la sua identità. Vedremo. Un anno è lungo, tra un anno avremo un Longhorn quasi-finito, nuovo hardware in arrivo per supportarlo e sicuramente grandi fanfare per il nuovo Mac. A questo punto mi aspetterei un Visual Studio for Macintosh con una versione di .NET dedicata: avrebbe un senso, soprattutto in chiave di differenziazione rispetto a Linux (non mi aspetto una versione .NET per Linux da parte di Microsoft almeno per i prossimi 5 o forse 10 anni).


Ho detto la mia, l’argomento è caldissimo, i commenti sono aperti.