luglio 2005 - Posts
Ho appena letto questo post di Don Box che elogia il prossimo BizTalk 2006: il particolare su cui si sofferma è la necessità di un'installazione più semplice che aveva rilevato nella versione precedente. Curioso leggere che il modo in cui si è arrivati ad avere un'alta priorità per questa funzionalità è stato tramite delle riunioni in cui un po' di manager del prodotto hanno dovuto installare da soli BizTalk 2004 su server Windows appena formattati. Pare che dopo una giornata così, il commitment su questa parte del prodotto sia decisamente aumentato. Resta per me evidente, però, che una critica di Don Box vale quanto 10.000 critiche dei "comuni mortali": giusto ieri ho scritto (nel mio blog inglese) un commento sull'integrazione tra BizTalk 2004 e Analysis Services: non è una recensione favorevole, tutt'altro, ma al momento non c'è stato alcun tipo di reazione da parte di nessuno...
Parlando di usabilità dell'installazione, devo dire che anche il nuovo SQL Server 2005 rende le cose piuttosto semplici, soprattutto se si considera la complessità del prodotto che integra molti servizi diversi (servizi di RDBMS, OLAP, ETL, Reporting, Notification, Service Broker). Questo senza togliere la possibilità di personalizzare l'installazione secondo esigenze specifiche. Semplificare sistemi sempre più complessi non è facile, ma provarci è indispensabile.
Da poco è stato rilasciato dotTrace, un profiler realizzato da JetBrains, la società che produce anche altri tool interessanti come ReSharper.
La prima impressione è ottima: l'interfaccia utente è gradevole e intuitiva e soprattutto si può limitare il profiling a periodi limitati di esecuzione del programma, facendo più snapshot delle informazioni acquisite senza dover riavviare l'oggetto dell'ottimizzazione ogni volta. Già solo per questo vale l'acquisto (costa 149$ come offerta introduttiva, si può provare gratuitamente fino a 30 giorni).
La funzione di navigazione nell'albero di chiamate valutando la distribuzione di tempi d'attesa e frequenze di chiamate è molto buona, così come è efficace la funzione di ricerca.
Una perplessità me la sta dando il fatto che ci sono i tempi di esecuzione intesi come tempi di "risposta" (comprensivi delle operazioni di attesa sull'I/O) ma non riesco a vedere i tempi "di CPU", al netto delle wait esterne. Devo ancora capire se è una mancanza del profiler o se si può vedere in qualche modo.
Mi sembra che sia molto poco invasivo, cioè non rallenta in modo sensibile l'esecuzione del programma oggetto dell'analisi: questo è molto importante in scenari dove il timing di esecuzione è poi importante rispetto all'interazione con dispositivi esterni (database, seriali, rete, ecc.)
Difetti: per registrarlo (e quindi usarlo) con un utente non-admn bisogna cambiare alcuni diritti sul Registry: come al solito le prove con utenti non-admin non sono mai esaustive da parte di chi produce tool per sviluppatori. Sicuramente può essere migliorata l'analisi dei colli di bottiglia escludendo le singole funzioni (ci sono sistemi di esclusione che lavorano su gruppi di classi ma non sui singoli metodi).
Insomma, vale la pena provarlo.
Miguel de Icaza fa notare che la terza versione dello standard C# (ECMA-334) è stato approvato, insieme alle specifiche CLI (Common Language Infrastructure - ECMA-335). La documentazione dello standard (in PDF) è liberamente scaricabile dalle rispettive pagine.
Il "nuovo" C# è quello di .NET 2.0, che include i generics, le partial class, gli anonymous delegate e i nullable type. Il prossimo C# (3.0) è quello che Anders Hejlsberg presenterà a PDC 2005...
Ci sono già molte recensioni su Windows Vista, tra cui segnalo quella di Paul Thurrot; allo stesso tempo si possono mettere insieme informazioni più tecniche, come quelle del blog di Nick Kramer su Avalon. Non starò a ribadire critiche o elogi che si possono trovare in rete, ma su un aspetto, peraltro citato nella parte finale della recensione di Paul, vale la pena fare una considerazione: Longhorn, ch ora si chiama Windows Vista, è un'evoluzione di Windows XP o è una rivoluzione rispetto a Windows in generale?
Indubbiamente la "vision" suggerita a PDC 2003 propendeva più per la rivoluzione, sia dal punto di vista architetturale (WinFX al posto di Win32) sia da quello dell'interfaccia utente (con Aero tutto nuovo, mettendo il dubbio anche il concetto ormai assodato di finestra, ove fosse necessario). Mentre sulla parte tecnica era già chiaro che la rivoluzione era piuttosto... evolutiva... per quanto riguarda l'interfaccia utente (e la modalità di interazione con l'utente oltre che la grafica) la miscela esplosiva di WinFS e Avalon era la premessa di un nuovo Big Bang dell'interfaccia utente stessa (quello prima l'avevano fatto inventando il concetto di Mouse e Finestre al PARC).
La recensione di Paul Thurrot dice chiaramente che sì, Windows Vista Beta 1 non è male, ma in fondo per l'utente non è altro che un affinamento di Windows XP su moltissimi fronti; tutto bene ma, dice Paul, ci avevano promesso la rivoluzione e a questo punto voglio la rivoluzione, non mi accontento della sola evoluzione. A onor del vero, già da più di un anno (forse da PDC 2003) è stato sempre detto che la maggior parte delle innovazioni di interfaccia utente si sarebbero viste con la Beta 2, mentre la Beta 1 non sarebbe cambiata troppo da Windows XP. Bene, per ora siamo esattamente in questa condizione, ritardi a parte. Vedremo se le promesse saranno mantenute: certamente con l'attesa sale anche l'aspettativa. Sarà un anno di beta molto lungo...
La Knowledge Base di Microsoft (KB confidenzialmente) è ricca di informazioni utili per diagnosticare e risolvere problemi sui prodotti Microsoft, ma a volte non solo quelli...
A parte famosi scherzi comparsi nel passato, è interessante questo articolo che spiega come fare domande sui newsgroup. Chiaramente ci sono alcune parti di umorismo involontario (lo schema stesso della KB che ha le sezioni Symptoms, Cause, Resolution, Applies To), ma sono rimasto un po' spiazzato dall'ultima frase: dire "Thank you in advance" è considerato come una scortesia. A pensarci bene il motivo è chiaro (ed è spiegato nell'articolo) ma devo ammettere che diverse volte mi sono trovato a scrivere questo idioma in qualche mail (ma non nei newsgroup, direi). Come al solito, una volta imparata la grammatica e il vocabolario di una lingua, c'è poi da capire le sottili differenze culturali della controparte: in italiano dire "grazie per l'aiuto che potrete darmi" o "grazie in anticipo" (che non vedo quasi mai, ma "ringraziando anticipatamente" in una mail/lettera formale è più frequente) non mi pare che assumi quei connotati di "pressione" che invece emergono nell'interpretazione anglosassone.
Resta l'umorismo, involontario o meno, del mettere in uno schema da "risoluzione dei problemi tecnici" quelle che sono delle "regole comportamentali" ormai ovvie per chi conosce la rete da anni. Chissà se qualcuno si metterà a riscrivere il galateo sotto forma di articoli di KB...
Su MSDN è disponibile il sito dedicato agli sviluppatori per Windows Vista, il nome ufficiale di Longhorn. Per chi ha seguito finora Longhorn, WinFX, Avalon e Indigo, a parte i nuovi nomi non ci sono novità sensazionali. Grande curiosità è tutta per Aero (curiosando in qualche documento emerge che Win32 è ancora vivo e vegeto anche perché devono garantire piena compatibilità, ma la cosa mi incuriosisce molto: Win32 chiama Avalon o viceversa? Indagherò...), ma tra poco andrò via per qualche giorno e quindi l'installazione di Vista su un PC adeguato per me slitta al 16 agosto (una volta tanto non faccio l'extreme early adopter, ma ho già i miei guai con SQL Server 2005).
Una piccola nota: a caldo il nome "Window Vista" non mi sembrava entusiasmante, ma tutto sommato non è poi così male, mi ci sto già abituando.
Chi scrive programmi che devono gestire anagrafiche (di persone che vivono in Italia) può essere interessato a sapere che esistono due codifiche dei comuni e delle località: quella secondo ISTAT e quella secondo Poste Italiane.
La codifica secondo ISTAT classifica tutti i Comuni d'Italia con una codifica RRPPPCCC, dove RR è la regione, PPP la provincia e CCC il comune. L'elenco dei comuni è scaricabile gratuitamente dal sito ISTAT.
Peccato però che in Italia non sia tutto così semplice. Esistono molte località, anche grandi, che non sono dei Comuni: si pensi a Ostia (Roma), sarebbe impensabile specificare un indirizzo di Ostia scrivendo ROMA su una busta come nome della città...
Per le località esiste una classificazione adeguata da parte di Poste Italiane: si può consultare on-line su http://www.poste.it/online/cercacap/ da cui si trovano i link per scaricare un PDF con tutte le località italiane (e relativo CAP) e uno ZIP con dei file di testo per tutte le aree urbane (dove per uno stesso Comune ci sono più CAP). Sì, perché il CAP non è univoco per Comune, fuori dalle grosse città lo stesso CAP può racchiudere località ma anche comuni diversi.
A questo punto sorgono legittimi dubbi. In un programma gestionale o in un sito Web, per le anagrafiche è meglio usare la codifica ISTAT dei Comuni o usare lo schema CAP-Località di Poste Italiane? Credo che la cosa migliore sia fare entrambe le cose. Se dobbiamo spedire corrispondenza, è indispensabile utilizzare il CAP e il nome della località corretto (quindi i dati di Poste Italiane). Se invece vogliamo fare analisi territoriali, visto che ISTAT offre molti dati sulla base della sua classificazione in Comuni (e i censimenti sono fatti con questo principio) sarebbe meglio usare la codifica ISTAT. La bacchetta magica sarebbe un archivio che incroci i due database e fornisca queste colonne:
- Località (Poste Italiane)
- CAP (Poste Italiane)
- Codice Comune (ISTAT)
- Codice Provincia (ISTAT)
- Codice Regione (ISTAT)
- Descrizione Comune (ISTAT)
- Descrizione Provincia (ISTAT)
- Descrizione Regione (ISTAT)
Se qualcuno avesse del tempo da dedicare alla causa sarebbe sensato creare questo archivio e metterlo da qualche parte sul web in modo che sia liberamente utilizzabile. In Italia ci sono 8000 comuni e molte località in più.... il lavoro non è impossibile ma nemmeno piccolino. Eventuali volontari possono scrivermi, ma soprattutto se qualcuno l'ha già fatto... che aspetta a dirmelo? Usate il menu "Contact" in alto nella pagina del blog.
Ho appena letto questo post di Mark Russinovich che spiega come utilizzare Windows con il minimo indispensabile dei servizi necessari. Beh, se si è stupito lui e si sono stupiti i progettisti di Windows, non devo vergognarmi dicendo che mi sono stupito anche io. Consiglio la lettura del post perché vengono spiegati alcuni dettagli di funzionamento di Windows che consentono di eseguire un'applicazione anche in assenza di alcuni servizi ritenuti "indispensabili", in particolare LSASS.exex (Local Security Authority Subsystem Service), Services.exe e WinLogon.exe. Non è uno scenario che si possa considerare comune, ma è utile a comprendere meglio alcune interdipendenze dei vari sottosistemi del sistema operativo.
Una piccola chicca finale: Mark alla fine del post chiede spudoratamente una "raccomandazione" per fare un giro a Cape Canaveral al di fuori dei circuiti ufficiali, chiedendo aiuto a uno dei suoi tanti "fan" (chi ha usato anche soltanto uno dei tool di Sysinternals può capire). Potere della notorietà incrociata. Ma anche in Italia qualcuno avrebbe buone carte da giocare: so che la Ferrari è una delle passioni di Mark...
Da pochi minuti è ufficiale: il nome della prossima versione di Windows (Longhorn nelle beta) è Windows Vista.
L'annuncio ufficiale è qui: http://www.microsoft.com/presspass/press/2005/jul05/07-22LHMA.mspx
Ora c'è anche un sito apposito: http://www.microsoft.com/windowsvista/default.mspx
Clear, Confident, Connected: questo il payoff del primo spot realizzato appositamente per l'evento. Ovviamente di Longhorn sappiamo già quello che c'è da sapere, anche se alla PDC mancano ancora delle sessioni... Qualche sorpresina devono tenerla. La chiave di Longhorn/Windows Vista a questo punto resta solo Aero, perché Avalon da solo non giustifica l'upgrade visto che sarà disponibile anche per Windows XP. Indigo è una cosa da intenditori. WinFS uscirà più avanti. Dunque un'edizione molto "consumer-oriented" che però comincia a mettere i componenti di base per l'evoluzione futura?
Comunque è significativo che non abbiano abbandonato il brand "Windows", credo che a questo punto sia più facile far cambiare nome a Microsoft che non al sistema operativo. Speriamo che non inizino a usare Vista da tutte le parti come hanno fatto con .NET (usandolo come brand per tutta la famiglia di server) privandolo così del significato originale e creando non poca confusione. Come chiameranno Longhorn Server? Vista Server? Mi lascia perplesso.
Ultima considerazione: il nome di chiare radici latine si presta a molte battute in terra italiana (che mi astengo dal fare sul blog, ce ne saranno migliaia in rete tra poche ore) mentre all'estero (e specialmente negli USA) si avvale dell'uso di una parola straniera ma entrata nel vocabolario locale, anche se non è usata abitualmente. Per il resto del mondo può essere un nome azzeccato, non affrettiamo i giudizi...
Dopo il post di ieri ho già ricevuto due mail che mi chiedono se ho già provato Google Earth: eccomi a rispondere pubblicamente così mi risparmio qualche mail con la stessa domanda...
Sì, Google Earth l'ho provato ed è impressionante, soprattutto per le prestazioni oltre che per la facilità d'uso. Semmai si volesse far capire a qualcuno che la Terra è rotonda, dopo il mappamondo Google Earth è il secondo strumento che userei. Però "visivamente" vedere le nuvole in tempo reale sul desktop è un tipo di esigenza diverso. Più estetica, se mi consentite il termine.
Una piccola nota di servizio: i commenti ai blog sono al momento disponibili solo agli utenti che hanno un blog su DevLeap, gli altri utenti potranno commentare i post non appena completiamo la migrazione della parte di registrazione degli utenti. Grazie per la pazienza.
Pare che esista uno sparuto gruppo di ragazzi che sono riusciti a conseguire il titolo di MCP prima di compiere 10 anni. La notizia è quella relativa alla più giovane MCP del mondo, che è andata in visita a Redmond (ovviamente accompagnata dal papà). La mia considerazione è che non si tratta di un caso del tutto isolato. Dunque non ci sono "mutazioni genetiche" particolari, ma forse la presenza di più fattori contemporaneamente: attitudine personale verso l'informatica, disponibilità (anche solo precaria) di strumentazione informatica, accesso a documentazione (libri, manuali, internet), motivazione personale (che può derivare da elementi più disparati, come possono essere fattori che di per sé sarebbero negativi, come necessità economiche, tensioni familiari, solitudine, oppure elementi più "positivi" come il modello fornito da un adulto o la competizione con coetanei o ragazzi di poco più grandi).
So che è un argomento che abbiamo già toccato qualche mese fa, ma questa volta la domanda sarà più diretta: a che età cominciare?
Prima di dire la mia, un avvertimento: non sto per suggerire a che età dovrebbero cominciare tutti i bambini/ragazzi, sto solo dicendo a che età potrebbero cominciare. Vorrei mantenere la discussione su questo livello, perché andare a dire cosa sia giusto fare è certamente una questione molto più soggettiva e che non porta la discussione molto lontano.
Fino a ieri pensavo queste cose:
- "toccare" tastiera e mouse si può già da due anni, assistiti da un adulto
- utente del PC - può cominciare ad avere una certa autonomia verso i 4/5 anni (con i vecchi Mac anche a 3 anni, ma ora anche il Mac si è complicato un po')
- smanettone del PC - il sistemista di casa, insomma; verso gli 8/10 anni
- programmazione: 10/12 anni
Forse si può cominciare a programmare prima. Non lo so, questa notizia mi ha fatto riflettere.
La mia teoria è che solo cominciando prima dei 14/16 anni si può avere la speranza di raggiungere l'eccellenza.
Come per tutte le cose, si può cominciare più tardi, ma è dannatamente più difficile.
Cosa ne pensate? Che esperienze avete? L'argomento mi pare interessante per tutti...
Al termine di 3 mesi in cui i continui viaggi mi hanno tenuto lontano anche dal blog, riprendo un ritmo più regolare (spero) cominciando con un post poco tecnico ma che sarà comunque interessante per molti tecnici (credo).
Cercando su Google un bitmap che sembrava perso che usavo come desktop (che era poi come questa) ho trovato EarthView: si tratta di un software scritto bene e molto interessante che può generare un sfondo per il desktop "dinamico" con la terra (o uno zoom particolare) vista dal satellite, come mappa o come globo, con tanto di nuvole. Nella versione free le nuvole sono simulate, ma in quella a pagamento (25$ per la registrazione) si possono scaricare dei dati sintetici per generare le zone nuvolose (ma l'effetto non è eccezionale). Con 5$ al mese si possono scaricare, al massimo ogni 3 ore, i dati del vapore acqueo ripresi da 6 satelliti meteorologici geostazionari, elaborati opportunamente per generare una vista che, se non è realistica al 100%, è certamente superba visivamente.
Ci sono dettagli per intenditori: tra i tanti, la rifrazione del sole quando è allo zenith sugli oceani, le trasparenze sulle nuvole unite alle ombre sulla linea di alba/tramonto che danno un incredibile effetto tridimensionale e infine la possibilità di utilizzare mappe con risoluzone fino a 2,7km. Ho ancora un dubbio che risolverò tra un paio di settimane: che abbiano calcolato anche la rifrazione della luce riflessa dalla Luna. Oggi c'è luna piena e la parte in ombra della Terra risulta debolmente illuminata (in particolare le nuvole), ma potrebbe trattarsi di uno stratagemma visivo per lasciare qualcosa da vedere in ogni caso... è chiaro che spero sia il più realistico possibile. A questo punto resta da vedere cosa fa in caso di eclisse solare.
Comunque, al di là del tecnicismo, anche senza capirne nulla l'immagine che genera è di assoluto impatto. Anche il neofita rimane impressionato quando viene a sapere che le nuvole sono reali...
In questi ultimi 3 mesi sono stato molto in giro per lavoro e finalmente ieri sera sono tornato alla base un po' prima di venerdì sera. Peggiore accoglienza non poteva esserci che trovare due dischi non più funzionanti.
Non ho perso dati vitali (di quelli ho vari backup), ma la particolare configurazione presente su alcuni dischi mi ha indotto a valutare strategie di recovery prima di procedere a riformattare tutto. Qualcosa dovrà essere ricostruito/riconfigurato (l'avrei fatto comunque ma verso fine anno), altre cose sono riuscito a recuperarle.
Il problema, però, è che nel giro di 4 anni ho decimato (e ormai sostituito completamente) tutti i dischi IBM Deskstar che avevo acquistato nel 2001 (su macchine diverse). Due si sono rotti nell'ultima settimana, ma in 4 anni ne ho cambiati almeno 6 con quelli di oggi. Non più di 6 mesi fa ho avuto problemi su due dischi di un gruppo in RAID 5.
Ho citato la marca perché non voglio nascondere nulla, ma la mia sensazione è che l'abbassamento di prezzi dei dischi che abbiamo ottenuto ha come controparte la minore affidabilità degli stessi. Considerando che ormai sui dischi ciascuno mette pure i ricordi di famiglia (foto e video, per esempio) è chiaro come la gestione dello storage sia un elemento di sempre maggiore criticità nel futuro. Inizio a ricredermi sulla vision che al TechEd di due/tre anni fa ci era stata data: lo storage come servizio in outsourcing accessibile con la banda larga, senza che sia più una preoccupazione dell'utente finale... non mi aveva convinto, ma ora inizio a crederci un po' di più.
Ricordo che la settimana prossima (20 e 21 luglio 2005) ci sono due giornate (DevCon OneDay) dedicate alla security su ASP.NET (speaker Roberto) e su SOA (Service Oriented Architecture, speaker Paolo) che si terranno a Segrate presso la sede di Microsoft Italia.
Gli eventi DevCon OneDay sono un'ottima opportunità per approfondire molto bene degli argomenti specifici; la dimensione ridotta degli eventi (in media non più di 10/20 persone) consente di instaurare un ottimo feedback tra partecipanti e speaker e nelle esperienze avute finora questo modello funziona molto bene. Buona security!
Ho appena letto (pur con qualche giorno di ritardo) sul blog di Igor Macori che il prossimo InfoPath (in Office 12) potrà visualizzare i Form anche senza avere InfoPath sul client. Resta da vedere se sarà supportato solo da Intenet Explorer o anche da altri browser.
Ho sempre ritenuto che avrebbero dovuto farlo già dalla prima versione (anche perché non c'era nulla di tecnicamente insormontabile, era più una decisione "politica") e finalmente questo apre un sacco di scenari interessanti. Io credo che InfoPath consenta di ripensare completamente al modo in cui si progettano certe applicazioni. Sono il primo a non riuscire a fare completamente il salto concettuale necessario, ma comprendo benissimo che il rapporto costo(sviluppo)/benefici(prestazioni) di InfoPath sia incredibilmente vantaggioso rispetto a soluzioni "tradizionali" basate su ASP.NET o Windows Forms.
Il calcolo credo vada visto sul medio termine, includendo nei costi di sviluppo anche quelli di manutenzione (modifiche/correzioni/ecc.). Chi oggi pensa seriamente a come integrare InfoPath al meglio nella propria architettura (non serve a tutti, ma sarebbe utile a tanti) fa un investimento molto promettente.
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