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August 2005 - Posts

Sessioni PDC con OneNote
Mi è appena arrivata la comunicazione che le slide delle sessioni di PDC saranno distribuite ai partecipanti sotto forma di file PowerPoint e di file OneNote. Ingenuamente era una cosa a cui non avevo mai pensato: di solito preferivo prendere appunti su OneNote tenendo le slide aperte su PowerPoint. Non saprei dire se sia meglio, ma sicuramente è un esperimento da provare. Chi è che usa OneNote? Io quotidianamente, ma mi interessa capire se ci sono feedback di chi ne fa un uso magari "non scontato".
Il destino del telefono

Questa è una giornata ricca di stimoli (tecnologicamente parlando, si intende).

Microsoft ha acquisito Teleo, società che eroga (erogava) servizi e software VoIP. In futuro vedremo la tecnologia VoIP inglobata dentro messenger. Era inevitabile: non che manchino i software VoIP e le tecnologie assimilabili (vedi Skype con SkypeOut), ma in termini volumetrici quello che può spostare Microsoft è molto significativo (lo fa diventare un fenomeno ancora più di massa, insomma).

Strano il destino del telefono: una volta era il mezzo con cui i PC comunicavano (credo che ormai esistano intere generazioni che non hanno mai visto un accoppiatore acustico dal vivo). La telefonia fissa ha subito prima il duro colpo della telefonia cellulare, ora credo sia cominciata la parabola discente finale grazie al Voice Over IP. La rete, i cavi, quelli servono ancora (difficile fare a meno della banda che un doppino può dare, rispetto all'etere). Ma il telefono come lo conosciamo noi... forse è destinato a sparire. Non tra un anno o due, certo (pensate a quanto ha resistito il Telex di fronte al Fax, anche se credo che il protocollo del Telex ancora sopravviva, ma non più le macchine). Da tecnoentusiasta quale sono, la convergenza PC-Telefono-TV-Radio è stupenda. La tecnologia praticamente c'è già, ormai siamo nella fase di industrializzazione e di diffusione di massa. Non sarà velocissimo ma ci arriveremo.

Ora aspettiamo la prossima versione di Messenger... :-)

 

Standard? Il nostro tracciato è come Fort Knox...

Se il titolo del post vi sembra strano, sappiate che ho appena chiuso una telefonata dove mi sono sentito dire questa frase.

Sarei molto tentato di fare nomi e cognomi, ma visto che riporto pubblicamente una telefonata senza aver chiesto il permesso al mio interlocutore preferisco astenermi dal farlo.

La faccenda è questa. Stiamo cercando un commercialista nella zona di Brescia in grado di gestire la contabilità di un'azienda ricevendo il ciclo attivo (fatturazione) in formato elettronico (se ne conoscete, scrivetemi!). Il requisito è quindi di tipo tecnologico e in un secondo tempo sarà valutato il rapporto qualità/prezzo, la competenza, ecc. ecc. Molti commercialisti interpellati hanno fatto delle facce molto stupite (o forse dovrei dire terrorizzate), qualcuno si è detto disponibile a patto di far ricadere sul cliente le sue spese maggiori di adeguamento tecnologico (spese maggiori? ma se dovrebbe risparmiare...). Mi sono dato un pizzicotto, eppure sì, il calendario dice che siamo nel 2005.

Fortunatamente qualche commercialista più tecnologicizzato esiste, ma qui inizia la saga della compatibilità. Esistono delle soluzioni composte da più prodotti che dialogano tra loro. Un commercialista ha una di queste soluzioni per cui il cliente potrebbe acquistare il software per la fatturazione che genera dei file che si possono poi trasmettere al commercialista, che fa il resto della compatibilità. Mi ricordo di aver visto soluzioni simili nel 1990 (15, dicasi 15 anni fa), quindi mi sembra ovvio che ci sia qualcuno che lo fa anche oggi. Ora, si dà il caso che il software che genera la fatturazione sia una piattaforma web (immaginate un sito di commercio elettronico) e quindi un programma per l'emissione di fatture non serve, basta avere uno straccio di formato di interscambio dei dati e ci si potrebbe adeguare (uno dei vantaggi di scriversi il sito web su misura). Avrei voluto vedere uno schema XML, anche se mi sarei accontentato di un formato CSV, di un formato testo o addirittura di un formato binario. Niente di tutto questo.

La risposta che ho ricevuto dall'assistenza (peraltro efficienti e molto cortesi, a fronte di una mia mail mi hanno risposto in tempi rapidissimi) è stata che il tracciato non possono darlo. Anche perché loro (l'assistenza) non ce l'hanno. Gli sviluppatori lo tengono ben stretto. Non ho potuto fare altro che mettermi a ridere e sottolineare come una scelta di questo tipo, che forse ha ragioni commerciali (spero non ne abbia di tecniche...) per avere una presunta opportunità allargata di vendite dei software di fatturazione, ha come effetto collaterale quello di allontanare alcuni potenziali clienti e di scontentarne altri (già loro clienti, ma che in futuro potrebbero cambiare). Il danno immediato per il commercialista che abbiamo contattato è che avrà un cliente in meno. Ma io dico, possibile che qualcuno pensi che rendendo disponibile il formato di interscambio perdano vendite di un prodotto che costa poche centinaia di euro? Come se qualcuno, pur di risparmiare quella cifra, si farebbe in casa il proprio programma di fatturazione? Queste scelte sono guidate da altri fattori e da altri ordini di grandezza economici.

Sono esterefatto. Anche perché non stiamo parlando di un'azienda piccola e sconosciuta, ma di un player primario in questo mercato. Ho gentilmente fatto notare che non è una politica lungimirante. Il mio interlocutore mi ha dato ragione, mi ha detto che sono due anni che ricevono richieste simili a questa e che da altrettanto tempo la risposta è sempre negativa e non dipende da lui.

So che alcuni lettori di questo blog sono liberi professionisti o hanno piccole aziende. Se avete un commercialista che tiene la contabilità e non fate tutto in casa, al prossimo incontro dite che avete intenzione di mandare tutto in elettronico dal 1 gennaio 2006. Guardate la faccia che fa. Guardate il programma che usa. Se esiste una soluzione a questo problema, vi prego di avvertirmi. Comincio a essere pessimista (io!), ma non ho alcuna intenzione di mollare.

UPDATE: ho abilitato i commenti al post, sorry ma era un problema mio. Vi invito a leggere il post di Lorenzo Barbieri che commenta i miei argomenti.

Mono a PDC

Miguel de Icaza annuncia che in un modo o nell'altro farà il suo incontro su Mono a PDC. Pare che la sua proposta di sessione BOF (birds of a feather, sono sessioni auto-gestite dai partecipanti all'evento) su Mono non sia stata neanche messa ai voti, nonostante ci fossero sessioni come quella dei fan di VB o una ".NET vs. Java" che tutto promette tranne che di essere parziale (voglio dire, a PDC la platea è sbilanciata su persone che conoscono molto bene .NET). Tentare una qualsiasi forma di censura è un po' ridicolo, secondo me. Comunque, per chi va a PDC, non mancate di incontrare Miguel, che tra l'altro conosce (anche) l'italiano, è un ragazzo veramente fuori dal comune (in senso buono).

La GAC in .NET 2.0

La settimana scorsa da un cliente mi è capitato di dover illustrare le differenze tra .NET 1.x e .NET 2.0 rispetto alle problematiche di versioning. In realtà le differenze non sono molte e la maggior parte possono passare inosservate. L'unica cosa che forse vale la pena sapere è che la struttura della GAC cambia un po', ma prima di scrivere in cosa mi sono reso conto che ci sono già una serie di post di Richard Lander che spiegano bene il tutto. Lontano il giorno in cui potremo dimenticarci completamente quale è la CPU a bordo.

Misurazioni dei libri

Stasera ho scoperto che Amazon ha (probabilmente da tempo) aggiunto dei sistemi di metrica dei libri in vendita che forniscono informazioni interessanti quando non addirittura curiose.

Gli indici di leggibilità e di complessità cercano di misurare la "facilità" di lettura del libro anche confrontando tali valori con quelli di altri libri (ma non è chiaro se solo con libri simili come argomento o no). Difficile dire quanto si possa tradurre in numeri una cosa anche un po' soggettiiva come questa, ma una qualche indicazione comunque possono provare a fornirla.

Semplicemente divertente e curioso, invece, vedere il costo "a parola" di un libro, tradotto negli indicatori "parole per dollaro" e "parole per oncia" (quest'ultimo presuppone che Amazon conosca anche il peso di ogni libro che vende... mi sembra inverosimile, credo abbiano applicato qualche algoritmo di calcolo a dati come numero di pagine, dimensione e copertina in cartone o no... Comunque questi indicatori sono nella categoria "Fun Stats" che però sono il quotidiano per un traduttore che lavora esattamente "a parola" (e questo spiega ma non giustifica tante traduzione censurabili).

So che l'argomento non sembra tanto tecnico, ma serve un po' a ricordare (a me e a chi si occupa di analisi dei dati) che spesso i numeri vanno interpretati e contestualizzati perché abbiano un significato. Un libro, per esempio, non si può trattare come una qualsiasi materia prima. Ma non bisogna neanche cadere nel tranello opposto, di guardare con troppa sufficienza alle misure oggettive di un fatto. Ciò detto, credo che il rapporto parole/dollaro non sarà mai una discriminante che mi aiuterà a scegliere quale libro comprare...

I pagamenti on-line devono costare meno

Ho appena letto che stamani il Ministro per l'Innovazione ha dichiarato pubblicamente che emanerà una direttiva per abbassare i costi dei pagamenti on-line alle pubbliche amministrazioni. Finalmente qualcuno affronta il problema. Non ha senso che si debba pagare di più per un servizio che in realtà aumenta l'efficienza e diminuisce i costi di riscossione. Devo però anche constatare che il maggiore costo non è solo nel settore del "pubblico", ma anche nel "privato".

Per i cinema è pratica comune addebitare mezzo euro a biglietto per l'acquisto on-line su internet. Nonostante questo io compro sempre on-line (non voglio rischiare la coda), ma sfido pubblicamente chiunque a dimostrarmi che è necessario gravare di un onere maggiore la prevendita. Non mi si dica che è la commissione della carta di credito: se pago alla cassa non c'è nessun sovrapprezzo anche se pago con la carta. Mostratemi un bilancio e una contabilità industriale in cui si dimostri che il servizio on-line costa più della "cassa" (con tutti i servizi connessi, come la gestione di denaro contante, la sicurezza relativa, ecc. ecc.). Sono pronto a fare pubblica ammenda: se è vero, abbiamo fallito e tutta questa tecnologia è inutile...

Noi di DevLeap siamo talmente convinti di quello che diciamo da avere messo uno sconto per chi si iscrive a DevCon 2005 pagando on-line con carta di credito, senza dover produrre documenti cartacei. Mai come questa volta spero che in tanti pensino di copiarci: sarebbe una bella soddisfazione.

Il mio appello è al mondo "privato": è assurdo chiedere un prezzo più alto solo perché qualcuno è disposto a pagarlo. Non è una scelta strategica, non si acquisiscono nuovi clienti ma si "mungono" di più quelli che lo sono già (in questo caso solo alcuni). Ma questo non fa crescita. Smettete di essere miopi e guardate le cose in prospettiva. Sempre per parlare di cinema, io già oggi faccio qualche minuto in più in auto perché vado nel cinema dove posso scegliere il posto via web. Per questo servizio sono disposto a pagare un sovrapprezzo, ma non lo faccio volentieri e sono pronto a "tradire".

Probabilmente oggi faccio parte di una sparuta minoranza. Ma talvolta capita che le minoranze comincino a fare tendenza. Pensateci.

Il gestionale che vorrei

Microsoft ha realizzato un "gestionale" per le piccole imprese che si chiama Small Business Accounting 2006. Disponibile solo per il mercato americano, vale la pena dare un'occhiata alla demo per avere un'idea chiara di come dovrebbe essere un gestionale oggi.

Per lavoro uso e ho visto molti software "gestionali" e devo purtroppo dire che tutti soffrono di una serie di problemi, tra i quali la mancanza di un'interfaccia utente consistente e accattivante è uno dei più grandi. Difficilmente Microsoft ne farà versioni localizzate, ma questo non vuol dire che le nostre software house italiane debbano dormire sugli allori, sarei felice di conoscere un prodotto "outstanding" da consigliare a occhi chiusi sotto tutti gli aspetti (tecnologia usata, interfaccia utente, utilizzabilità e apertura, tutto insieme). Ammettere che nel 2005 non veda ancora all'orizzonte esempi simili è dura, ma temo sia la verità...

Le innovazioni degli ultimi anni

Come spesso mi accade sono in giro per lavoro; questa sera cercavo di cenare a Modena, ma si scatena il problema di agosto (moltissimi locali chiusi per ferie) e la lista di ristoranti consigliati da amici è subito esaurita. Chiedo alla reception dell'albergo (anche il ristorante dell'albergo è chiuso) e mi trova un ristorante aperto. Ho il navigatore e mi basta l'indirizzo. Cena risolta, ma nel tragitto ho riflettuto su come in pochi anni siano cambiate le cose, in scenari simili avrei avuto bisogno di accurate indicazioni, di una cartina e dell'abilità di fare da navigatore e pilota in auto (talvolta rischiando il banale incidente da distrazione), mentre stasera ho inserito la via e il numero e sono arrivato dove dovevo arrivare passando rotonde, semafori, svolte in strade impensabili.

Da bambino mi chiedevo come potevano vivere prima della diffusione di massa di beni fondamentali (il bagno in casa, il telefono, la radio, la televisione, il giradischi) e sognavo di vivere in prima persona i cambiamenti più fantascientifici (l'auto volante per tutti, la conquista dello spazio, l'immortalità, per dirne tre facili). Più avanti mi rendevo conto di come potesse essere cambiato il modello di vita e di interazione sociale grazie all'introduzione di alcune tecnologie, e iniziavo a essere pessimista sulla possibilità di vivere in prima persona i mutamenti sociali dati dall'introduzione di una di queste tecnologie. Mi sbagliavo, in pochi anni ho vissuto cambiamenti epocali che quasi diamo per scontati, ma che non lo erano pochi alcuni anni fa.

La mia classifica:

  • il telefono cellulare: meno appuntamenti persi per un banale ritardo, meno attese estenuanti a un appuntamento. Qualche effetto collaterale a causa di chi è maleducato. Ma io credo che non sia la tecnologia a rendere maleducati, semplicemente ne amplifica gli effetti). Un bambino di 10 anni oggi si chiede come fosse possibile vivere in un mondo dove l'unico modo di telefonare per strada era usare le cabine telefoniche; sempre che il destinatario fosse in casa. Oggi un ragazzo di 16 anni credo sia totalente incapace (solo perché privo di esperienza) di interagire telefonicamente con il padre di una ragazza a cui telefoni. Ce n'erano già anni prima dei telefoni cellulari (ricordo certe telefonate mute probabilmente destinate a mia sorella), ma oggi sarebbero una schiacciante maggioranza.
  • la mail e la chat: in principio fu itapac, videotel e fidonet. Il ritorno della parola scritta. Quando tutti pensavano che avremmo perso la capacità di scrivere perché il telefono risolveva tutto e la posta era troppo lenta, ecco che pur facendo sparire la carta abbiamo reintrodotto la comunicazione epistolare. Anche in forme sintetiche come gli SMS. Come al solito, c'è chi non sa scrivere e lo fa lo stesso, c'è chi scrive quando potrebbe telefonare e chi telefona quando potrebbe scrivere. Vale la regola precedente: la tecnologia non porta la maleducazione ma ne amplifica gli effetti.
  • internet: rendo pubblico un mio grave errore di valutazione fatto intorno al 1995/1996 (non ricordo bene la data esatta) quando esclamai "internet non mangia il panettone"; mi preme ricordare che all'epoca il modo più moderno di essere connessi era avere una BBS (ero anche sysop) e l'architettura di Microsoft Network (MSN... esisteva già allora...) era tecnicamente meravigliosa, perché associava a una bassa occupazione di banda un'interfaccia utente grafica, accattivante e dinamica (ancora oggi siamo qui a chiederci se/come/quando fare i menu a discesa in una pagina web, lì era una funzionalità core) e definiva un meccanismo facilmente accessibile per acquistare e vendere servizi (oggi la cosa che ci va più vicino è PayPal). La tecnologia peggiore ha vinto, posso adottare l'errore di valutazione di Microsoft come attenuante?
    Interessante notare la caparbietà di Microsoft: quando decide di entrare in un settore, sta lì fino a che arriva tra i leader (non sempre il leader). MSN sta lì a dimostrarlo (quanti anni ci sono voluti?), ma pensate ai telefonini e a Windows Automotive. Da qui a dieci anni mi sa che il 20% delle auto in circolazione avrà Windows a bordo. Per la cronaca, il software della mia auto non è Microsoft e ogni tanto si resetta lo stesso; una volta ho dovuto spegnere la macchina e riaccenderla per rivedere il display (nel frattempo ho aggiornato il firmware).
    Aneddoti storici a parte, internet ha cambiato (e sta cambiando) la nostra vita. La tendenza è irreversibile. Se devo viaggiare, informarmi, fare delle ricerche, comprare svariati generi di beni... internet mi semplifica la vita e ha cambiato il modo con cui faccio molte operazioni "quotidiane". La percentuale di persone che usa internet è in costante aumento. Chi oggi ha dieci anni ha difficoltà a pensare che un giorno il modo più veloce di avere un software appena uscito negli Stati Uniti era quello di prendere l'aereo e andare a comprare i dischetti (altro che CD) oppure di fare un fax (quello resiste, altro esempio di tecnologia primitiva che però funziona...) e comprarlo via corriere con la carta di credito (ma come si poteva sapere che c'era un software nuovo? Esistevano delle riviste e il concetto di "nuovo" era qualcosa uscito da meno di 3 mesi... Oggi direi da meno di 3 giorni).
    Internet consente poi la creazione di comunità basate su interessi comuni, dove la dislocazione geografica non è più una discriminante rilevante. In Italia non so se qualcuno se ne sia occupato, ma esistono alcuni (pochi) testi americani che cercano di analizzare questo fenomeno (alcuni di questi sono in coda nelle mie cose da leggere da un paio d'anni). Non ci facciamo più caso, ma è qualcosa che in modo strisciante ha cambiato lo stile di vita di molte persone. Almeno credo, non faccio il sociologo né lo statistico, ma è un fenomeno che ho osservato verificarsi.
  • il navigatore satellitare: mai più persi in mezzo a una strada sconosciuta (il massimo del disguido è il senso unico non trascritto correttamente), mai più finestrini abbassati per elemosinare un'indicazione stradale (non sempre attendibile, poi...), mai più appuntamenti in località "note" per seguire quello che conosce la strada; è una piccola rivoluzione simile a quella causata dal telefono cellulare. Quando saremo dipendenti dai navigatori satellitari e un paio di satelliti GPS si guasteranno (o verranno spenti volontariamente?) saremo lì a chiederci come sia possibile vivere senza. Cosa che succede regolarmente quando un telefono cellulare non ha campo perché la cella è guasta.

Non è poi così male, poteva succedere molto meno. Poteva succedere anche molto di più (siamo ben lontani dal conquistare lo spazio), ma il futuro non è ancora stato scritto. Chi fa il mio (ma dovrei dire nostro) mestiere sa che il rifiuto del cambiamento, benché insito nella natura umana, non è vantaggioso, sotto tanti punti di vista. Prendendo come esempio il nostro piccolo mondo tecnologico, non è detto che la tecnologia più nuova e recente debba soppiantare quella consolidata e funzionante sempre e comunque, ma sarebbe sbagliato pensare che una tecnologia consolidata e funzionante sia immortale e superiore a qualsiasi novità possa presentarsi. Bisogna essere equilibrati e agire con giudizio.

In pratica: don't panic (dedicato a chi ha letto il libro e/o visto il film...).

Analysis Services 2005: processing options e dimensioni molti-a-molti

Volevo segnalare due post sul mio blog in inglese: uno sulle processing options di Analysis Services 2005 e un altro più breve sulle dimensioni molti-a-molti in cascata che finalmente funzioneranno correttamente nella prossima CTP (settembre 2005) di Analysis Services 2005.

Come ho detto tempo fa, preferisco scrivere questi post su Analysis Services 2005 nel blog in inglese perché in Italia sono ancora veramente pochi quelli che hanno iniziato a usare o anche solo a studiare questa nuova versione, che uscirà il 7 novembre in tutto il mondo. Per chi pensa di fare un upgrade... attenzione, proprio in questi giorni ho fatto un po' di prove e la mia conclusione provvisoria è che l'upgrade di un database multidimensionale va fatto con cautela, meglio se migrando da un server a un altro con il Migration Wizard e non facendo fare l'upgrade dal programma di installazione. Tornerò sull'argomento tra due o tre mesi, ora è ancora troppo presto per sentenze definitive, ma non sempre i cubi si "convertono" in modo indolore (un esempio tra tanti: le dimensioni private possono dare dei problemi di nomi, per fortuna correggibili, ma io ho sempre sostenuto che le dimensioni private NON si usano MAI... Analysis Services 2005 non le ha più, qualche ragione ce l'avevo...).

ALMEXPO:conferenza virtuale su Application lifecycle management

ALMEXPO 2005 è una conferenza virtuale su Application Lifecycle Management che si terrà il 14 e 15 settembre 2005. La partecipazione è gratuita, basta iscriversi. Trovate tutto sul sito, secondo me ci sono due motivi per vederla: il primo è di farsi un'idea delle tendenze rispetto al problema della gestione del ciclo di vita dell'applicazione, per avere anche un termine di paragone con Visual Studio Team System soprattutto se si è a digiuno di queste cose; il secondo è che mi sembra un esperimento interessante di conferenza completamente virtuale.

Il problema che vedo io negli eventi "via internet" è che l'interazione è certamente minore rispetto a una conferenza fisica e sicuramente anche il coinvolgimento è diverso (al PC spesso ci sono troppe distrazioni intorno per seguire attentamente una sessione per un'ora). Personalmente il problema "psicologico" è quello più grande, spesso da partecipante trovo che il partecipare a un evento che "isola fisicamente" il partecipante dal mondo esterno è di grande aiuto, tanto che sono sempre dibattuto nell'accendere il WiFi o no mentre seguo una sessione (l'esperienza mi dice che se non spengo il WiFi dopo 10 minuti quello che sto seguendo non è poi così interessante... e a volte è un errore basare la propria valutazione nei primi 10 minuti).

Io in quei giorni sarò a PDC, se qualcuno riesce a seguire anche solo una parte dell'evento sarei lieto di avere dei feedback.

SQL 2005: novità relazionali, Service Broker e Message Queue

Duncan Lamb ha segnalato un articolo che evidenzia le principali novità del mondo relazionale di SQL Server 2005 (rispetto a SQL Server 2000). In questi giorni ho realizzato pienamente perché SQL Server Service Broker (di cui l'articolo segnalato tesse le lodi) è così importante: devo ammettere che quando è stato annunciato guardavo con un po' di scetticismo a questo servizio (non c'era già Message Queue per fare le stesse cose?) ma in effetti l'integrazione di questo servizio con SQL Server ne consente l'utilizzo da T-SQL senza ricorrere a procedure esterne.

Un esempio per tutti: in uno scenario dove un trigger deve effettuare una sorta di "log" delle operazioni effettuate e passare queste informazioni a un processo che effettua delle azioni di sincronizzazione su un database remoto (ovviamente diverso da SQL Server e senza poter scrivere codice di qualsiasi tipo dall'altra parte), ecco che l'uso di uno strumento integrato in T-SQL consente di scrivere rapidamente un trigger che (presumibilmente) non darà troppi problemi di scalabilità (già sappiamo che i trigger vanno usati con cautela, giusto?). Service Broker fa esattamente quello che serve. Inoltre in un qualsiasi scenario dove qualcuno abbia usato una tabella SQL per accodare delle operazioni e processarle con un'applicazione che fa polling sulla tabella di code.... ecco, via tutto e anche qui mettiamo Service Broker.

Sto semplificando troppo, è chiaro che ci sono scenari più complessi in cui va considerato l'uso di questo strumento, ma a volte qualche esempio terra-terra per capire può aiutare. Sicuramente la disponibilità a basso costo (di deployment e dipendenze da moduli eserni) di una tecnologia come Service Broker può spingere l'adozione di architetture distribuite e asincrone che migliorano la scalabilità complessiva e soprattutto i tempi di risposta verso l'utente. Come al solito, bisogna poi solo fare attenzione a non cercare di usare Service Broker a tutti i costi e valutare sempre tutte le alternative: se sto usando delle code in un dominio per comunicare tra processi che magari non usano tutti un database... magari MessageQueue fa già tutto quello che serve.

Uno dei vantaggi di Service Broker rispetto a Message Queue è la possibilità di avere un backup unico insieme ai dati di SQL Server. Ma il punto chiave è che la transazionalità delle operazioni richiede, quando si usa Message Queue, delle transazioni compensative che diventano inutili se si ricorre a Service Broker (il messaggio è nella transazione) la transazione del messaggio è la stessa transazione (anche distribuita) di SQL Server. Infine, la security è quella usata per SQL Server e non si è obbligati a ricorrere alla security del dominio (cosa che in certe applicazioni può tornare utile). Come ho detto, in molte situazioni Service Broker può sostituire Message Queue, basta non fare l'errore di pensare che Service Broker sia la nuova versione di Message Queue: tanto per dirne una, Message Queue è più aperto verso altre tecnologie, mentre Service Broker dialoga con un protocollo binario proprietario, inoltre Message Queue è un componente del sistema operativo, mentre Service Broker fa parte di SQL Server 2005 (quindi implicazioni su licenze e deployment).

Come spesso accade, le risposte "assolutiste" non sono le più corrette...

Process Explorer 9.22: sempre meglio

Ho appena installato Process Explorer versione 9.22 e finalmente c'è una funzionalità che aspettavo da anni: la tray icon mostra (in piccolo) il grafico della CPU con un minimo di storia, dividendo tra tempo kernel e tempo user.

Ovviamente tutto ha un prezzo: tenere aperto Process Explorer consuma un po' di CPU, inoltre la raccolta e il mantenimento delle statistiche per ogni processo (altra funzionalità utilissima) richiede un po' di memoria e sul mio notebook Process Explorer richiede 22Mb di memoria virtuale privata (contro 1.5Mb di Task Manager) e ha un working set intorno ai 28Mb (contro i 5Mb di Task Manager). Nonostante questo, ritengo sia un prezzo congruo da pagare per sostituire Process Explorer a Task Manager ed eseguirlo al logon (come faccio io) sia sui server che sulle workstation di sviluppo.

La terza versione è quella giusta, ma...

Per i prodotti Microsoft esiste un detto per cui la prima versione è poco più che una beta, la seconda va un po' meglio ma ancora non è ben rodata e la terza è quella giusta. Una parziale giustificazione a questo detto è il ciclo di produzione del software in un'azienda grande come Microsoft (ne aveva parlato anche Chris Pratley, PM di OneNote).

Le cose sono probabilmente migliorate rispetto a qualche anno fa e a volte la seconda versione è già buona, se non addirittura la prima (OneNote secondo me è già utile in versione 1).

Però sappiamo che il marketing di qualsiasi azienda a volte è un po' troppo aggressivo... e così ecco che si avvicina il rilascio di Microsoft CRM 3.0. Ma dov'è finita la versione 2? La "giustificazione" è che la versione 1.2 era un po' una versione 2... ma la necessità di saltare un numero di versione è evidente che non può avere nessuna giustificazione se non di immagine. Comunque, al di là del numero di versione, è interessante che ci sarà una licenza più mirata alle piccole e medie imprese che hanno Small Business Server. Per il panorama italiano è una buona notizia.

Modellazione dimensionale con Analysis Services 2005

Ho appena scritto un po' di considerazioni sulla modellazione multidimensionale con Analysis Services 2005 nel mio blog in inglese.

Per chi conosce la materia, consiglio la lettura del post. Per chi deve ancora iniziare a lavorare con i modelli multidimensionali, semplicemente suggerisco la lettura di The Data Warehouse Toolkit di Ralph Kimball, che è indispensabile per capire come usare al meglio uno strumento così potente come Analysis Services 2005.

Piccola curiosità: le lamentele (ho parlato male dell'integrazione tra Visual Studio Team System 2005 e Analysis Services 2005) a qualcosa servono, se fatte nel momento giusto (prima che un prodotto arrivi alla RTM). Se non altro a sapere in anticipo che certi errori non ci saranno nella versione finale...

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