Certe traduzioni sarebbe meglio evitarle
So che tra i lettori di questo blog qualcuno lavora in Microsoft. Non so se c'è chi si occupa della localizzazione del materiale, ma sicuramente qualcuno potrà inoltrare questa segnalazione a chi di dovere.
A seguito di una mail di richiesta di un chiarimento, mi è stata l'articolo 326340 di knowledge base ... tradotto in italiano: concentratevi sulla parte che descrive il Web.config e leggete prima la versione italiana; poi, dopo averla riletta tre volte (lo so, non si capisce, ma provateci lo stesso...) leggete quella inglese: io a questo punto ho tirato un sospiro di sollievo... :-)
Ho già parlato in passato di traduzioni, credo di aver già espresso quello che avevo da dire. La morale è molto semplice: certe traduzioni conviene non farle, visto che fanno più danni (di immagine, di comprensione dei prodotti, ecc.) dei benefici che creano. Se poi si vuol cercare di migliorare le traduzioni, bene, ma bisogna uscire da quegli steccati mentali e da quel meccanismo di industrializzazione estrema che allontana un testo tecnico tradotto dalla reale lingua parlata dai tecnici.
Attenzione: sono il primo a dire che le traduzioni di oggi sono mediamente meglio di quelle di 10 anni fa. Questo non significa però che la qualità sia ottimale, tutt'altro (ahimé). E non è un problema soltanto di Microsoft, che però ne è un esempio più visibile.