Marco Russo

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Giornali o giornalisti di cattiva qualità?

Premetto che il contenuto non è eccessivamente tecnico, nonostante questo potrebbe interessare i più a causa delle implicazioni che ha con il nostro lavoro e/o il nostro hobby.

Certi giorni succedono strane coincidenze. Stamattina ho fatto allusioni a società private che non rispondono ai loro clienti/consumatori, arrivando a essere peggio di quell'amministrazione pubblica tanto bistrattata. Questa sera c'è l'occasione buona per fare nomi e cognomi, non per il gusto di fare inutili delazioni (non rientra nei miei interessi) ma per la reale motivazione di dare dei segnali che stimolino un certo cambiamento.

Lo stimolo nasce da questo post di Alessandro Perilli, che ha le sue motivazioni a criticare un articolo pubblicato su La Repubblica. Qualche mese fa mi è capitato di leggere qualcosa di meno "pericoloso" ma di una faziosità sconcertante su una testata autorevole come La Stampa, dove brilla l'affermazione "Outlook, di gran lunga il software più bacati di tutti i tempi". Nessuno qua vuol vedere una realtà diversa da quella che è per affermare che Outlook sia esente da bug, ci mancherebbe. Ma da qui a fare affermazioni così assolutistiche senza uno straccio di dato a supporto, ce ne passa.

Ma il motivo di questo post non è tanto quello di richiamare l'attenzione sui casi specifici, quanto di ragionare su alcuni aspetti della comunicazione che avviene sui mass-media. La semplificazione del messaggio porta inevitabilmente a un impoverimento dei contenuti, questo è scontato e non possiamo farci molto. Anche io, se dovessi spiegare alcuni concetti in modo chiaro e accessibile a tutti dovrei inevitabilmente ricorrere a semplificazioni che introducono delle imprecisioni almeno formali in quanto si esprime. Questo, ripeto, è tollerabile.

Non andrebbe però mai superato quel confine oltre il quale l'affermazione è priva di un fondamento, non ha un riscontro attendibile o non ha significato. Il giornalista questo dovrebbe fare, raccogliere informazioni, verificare le fonti, riassumere in modo comprensibile anche a chi non conosce un argomento specifico (economia, politica, esteri, scienze, spettacoli). Se il giornalista smette di fare tutto questo, il suo ruolo perde di significato. E' pagato per farlo. A sua volta, la redazione di un giornale è pagata anche per garantire che tali parametri qualitativi siano rispettati. Ci sono milioni di blogger che fanno quello che fa un giornalista, e lo fanno gratis per il gusto di farlo, ma siccome non rispondono che a loro stessi possono permettersi di essere faziosi, falsi, ipocriti, narcisisti e quant'altro... c'è piena libertà. Io lo so, se leggo un blog so che devo "filtrare" i contenuti, le notizie e le opinioni in base a questo fatto. Con un giornale non vorrei doverlo fare. Soprattutto, se posso essere accettare (e considerare) il fatto che un giornale abbia una sua "linea politica", non tollero molto il fatto che possa alterare i fatti o scrivere di fatti che non siano riscontrabili. Io e milioni di altre persone possiamo scrivere tranquillamente che Windows è strabacato e Linux una copia di cose fatte da altri, ma un giornalista (quando scrive un articolo) non può permetterselo.

Al di là del giornalista, poi, c'è la responsabilità della redazione e quella dell'editore. Che in ultima analisi rispondono (entrambi) anche al lettore. E cosa succede se il lettore fa notare che qualcuno non ha seguito le regole, deludendo la fiducia del lettore che a quel punto si fida meno anche per gli argomenti che non conosce?

Beh, nel caso della mia garbata protesta via mail alla redazione de La Stampa... non è successo nulla.
Inizialmente non pensavo di rendere pubblico l'episodio, ma speravo anche in una risposta più o meno tempestiva (anche solo di cortesia, insomma).

Vedremo se qualcuno risponderà ad Alessandro.

Nel frattempo, qualcuno potrebbe iniziare a chiedersi se valga la pena di pagare un giornale (NB: visitare i giornali on-line in un certo senso è come pagarli, visto che si finanziano con la pubblicità) che non è più attendibile di un insieme di blog accessibili a livello planetario. Io credo che un valore ce l'abbia ancora, ma sicuramente c'è qualcosa da fare perché questo valore si mantenga.

Comments

Alessandro Perilli said:

L'unica risposta che ho ricevuto finora (ieri notte) è quella dell'"hacker".

A seguito di un rapido scambio epistolare che purtroppo non posso riportare, l'"hacker" ha ritenuto opportuno rimuovere l'immagine della sua firma dal sito.

Nessuna risposta dalla redazione, ma considerando lo scambio di questa notte, sospetto che abbiano girato l'email agli interessati.
# settembre 28, 2005 12.59

Lorenzo Mantero said:


C'e' posta per te (28 settembre 2005). Scusa il ritardo.

http://www.lastampa.it/_web/_INTERNET/mondolinux/default_linux.asp
# settembre 28, 2005 6.42

marco said:

Per Lorenzo: grazie per la risposta, anche se non è molto corretto (legale non so, non me ne occupo io) rendere pubblici stralci di una mail senza chiederne preventiva autorizzazione.
Per non parlare della foto. Io non mi permetterei mai di farlo.
# settembre 28, 2005 11.07

Lorenzo Mantero said:


Caro Marco,

parto da una considerazione precisa: ti ho dato ragione, ti ho risposto e ho argomentato la mia risposta, anche se in ritardo, ma questo non dipende da me visto che non sono un giornalista interno alla redazione.
Ora, ho cercato di smorzare i toni della diatriba con una risposta allegra, semplice e, spero, ironica, in cui la tua foto (e la segnalazione del tuo blog) e' soltanto parte del tutto.
Se vuoi che ti tolga i quote della mail e la tua foto, benissimo, sostituisco il pezzo con un altro, non ci metto niente.
Io fossi in te mi godrei questo momento di popolarita' fino alla prossima settimana. L'unica alternativa sarebbe stato ignorare completamente la tua mail, come fanno la maggior parte delle redazioni. Mondo Linux non e' uno spazio per notizie e non e' uno spazio del quotidiano. E' semplicemente un "luogo" dove commentare qualche notizia con l'intenzione di parlarne con il pubblico. Ti ringrazio per avermi dato l'opportunita' di dialogare con un lettore, spero non perso per sempre, ma ora torniamo a fare ognuno il nostro lavoro.

Saluti

Lorenzo Mantero
# settembre 29, 2005 10.24

marco said:

Lorenzo, a parte il fatto che il link che hai messo è sbagliato (punta a slashdot anziché a questo blog) e che continuo a pensare le cose che ho scritto (qui e in un post successivo), per me la cosa è assolutamente chiusa qui. Anche io ho altro da fare.

Con simpatia.

Marco
# settembre 30, 2005 9.06

Lorenzo Mantero said:


Hai ragione, Marco. Il link e' sbagliato, ho provveduto a segnalarlo visto che non sono io che monto le pagine. Infatti il link e' relativo alla notizia della settimana scorsa.

Nessuno, caro Marco, ha intenzione di farti cambiare idea ma semplicemente di farti riflettere, di farti quantomeno venire il beneficio del dubbio, visto che l'assoluta verita', nel giornalismo come nella programmazione e nella formazione, non esiste, semplicemente perche' sono attivita' umane.

E te lo dice uno che e' laureato in Matematica Applicata e aveva di fronte un futuro di programmatore, puntualmente evitato, e due righe di codice me le ricordo ancora.

La "cosa" non e' finita qui, o almeno non quando decidi tu che sia finita. Sai, scrivere in un blog tutto cio' che ci passa per la mente la trovo una pratica interessante, democratica, certo, ma, caro blogger, richiede anche una certa responsabilita'.

Io, per esempio, non parlerei mai di programmazione, o quantomeno non nei toni in cui troppi blogger parlano del giornalismo.

Sai, caro Marco, fare il giornalista non significa esattamente mettere insieme alcune parole e fare in modo che funzionino bene insieme, come fare il programmatore non significa scrivere codice senza un senso.

E, tra l'altro, non ho un blog, perche' non ho ancora trovato un modello che non sia necessariamente autoreferenziale.

La cosa e' finita qui, certo, abbiamo tutti da fare, speriamo ancora meglio cio' che sappiamo fare bene, tralasciando, magari, il resto, e la tentazione di diventare tutti "commissari tecnici della nazionale"
# settembre 30, 2005 10.48

Marco Russo said:

Lorenzo,

credo che in questo blog i dubbi siano più delle certezze. La mia risposta più frequente a una domanda è: "Dipende". La critica originale al tuo articolo riguardava una tua affermazione che rappresentava una certezza.

Certezza che io mettevo in dubbio, senza aver verificato i dati, in una mail privata, che tu hai reso pubblica (in stralci decisi da te) senza starci tanto a pensare.

Come ho detto, ho sbagliato, le vulnerabilità di Outlook 2003 finora rilevate non sono state un paio ma qualcuna in più, da 7 a 15 a seconda delle fonti. Non ho problemi ad ammettere i miei errori.

Il nodo dei miei post, comunque non si riferisce tanto al tuo articolo in particolare, quanto a considerazioni più generali sulla divulgazione di notizie a sfondo tecnologico che poi hanno un impatto, diretto o indiretto, nella vita e nel lavoro di molti, così come nell'approccio che un'azienda ha nei confronti dei suoi clienti, o un ente pubblico nei confronti dei suoi utenti, con (e senza) tecnologia. E gli esempi di autentici scempi in questo senso, fatti da alcuni tuoi colleghi, certo non mancano. Così come non mancano esempi di informazione corretta. Purtroppo al momento la situazione, sui media generalisti, è sbilanciata sul primo caso, ma da ottimista quale sono conto che le cose miglioreranno. Il post su cui stiamo scrivendo questi commenti, quindi, non è altro che una considerazione ad ampio spettro su questo argomento. Qui siamo nei commenti di un post dove si parla di tecnologia e in cui sporadicamente mi occupo delle problematiche che investono la tecnologia in modo trasversale e indiretto.

Rivendico quindi il pieno diritto di dire quello che dico, di criticare il tuo articolo e quelli di altri, nei modi e nelle forme che mantengono la cosa su un piano civile e razionale. Non mi pare che questo blog (e gli altri che trovi su questo sito) siano mai usciti dai binari di queste caratteristiche, ma, come sempre, posso sbagliarmi...

Marco
# settembre 30, 2005 12.03

Sempre lo stesso said:

giusto per chiarire:

<Certezza che io mettevo in dubbio, senza aver verificato i dati, in una mail privata, che tu hai reso pubblica (in stralci decisi da te) senza starci tanto a pensare.

Perche', tu non hai preso uno "stralcio" del mio pezzo, ignorando totalmente il contesto?

<Come ho detto, ho sbagliato, le vulnerabilità di Outlook 2003 finora rilevate non sono state un paio ma qualcuna in più, da 7 a 15 a seconda delle fonti. Non ho problemi ad ammettere i miei errori. >

Questa tua ammissione di colpa, sinceramente, me la sono persa. Meglio tardi che mai, comunque.

Saluti
# settembre 30, 2005 2.49

marco said:

Lorenzo,

probabilmente ti sei perso questo post di due giorni fa (non oggi, quindi): http://blogs.devleap.com/marco/archive/2005/09/28/5869.aspx

in cui cito le fonti e faccio un commento al tuo articolo più recente.

L'articolo che cito era pubblico prima del mio post ed è referenziato con un link, chiunque può farsene un'opinione.

Non mi sembra la stessa cosa.

Ciao

Marco
# settembre 30, 2005 4.31

Il giornalista ignorante said:

Marco,

scusami ma proprio non riesco a non contribuire ad aumentare le pageviews del tuo blog. Hai ragione, non avevo letto i post piu' aggiornati. Ora che, faticosamente, sono arrivato alla conclusione del post (forse un po' di sintesi non farebbe male a questo blog) vorrei soltanto sottolineare un paio di punti che tu continui a ignorare nelle tue elucubrazioni:

- Gli articoli di Mondo Linux non vengono mai pubblicati sul quotidiano cartaceo
- L'affermazione, sicuramente avventata, rientrava in un contesto molto piu' ampio in cui la notizia era: Mozilla rimborsa chi segnala i bug, Microsoft no.
- Mondo Linux e' uno spazio libero di commento, evidentemente di parte Linux e che si equilibra totalmente con Mondo Pc.
- La tua affermazione e' sbagliata e lo sanno tutti. Outlook 2003 ha avuto molte piu' patch di una o due, tutto il resto sono parole.
- Ho pubblicato stralci della tua missiva semplicemente perche' mi serviva per argomentare la risposta, cosi' come la pubblicazione della tua foto, liberamente scaricabile dal sito di Microsoft.
- Se non volevi che non si pubblicasse la mail, e non capisco proprio perche' visto che immagino ti aspettassi una risposta, o la foto, inserivi in entrambe una bella postilla di "non pubblicazione" in entrambe.
- tu hai linkato un mio pezzo, che e' coperto da diritti d'autore, e non hai chiesto la mia autorizzazione.

detto questo, non ho altro da aggiungere, non voglio e non devo certo dimostrare a te che tipo di lavoro sia il mio. Scrivo di informatica da dieci anni (Lorenzo Mantero e' solo uno pseudonimo) in riviste che vanno in abbonamento a gente come te e scrivo di tutto, da Linux a Windows, dalla sicurezza allo storage, dal middleware agli Erp e la necessaria conoscenza di tutto cio' che riguarda l'Ict cozza, evidentemente, con la precisione.
La superficialita', in tutti noi che scriviamo di informatica e' quasi d'obbligo, sia perche' gli editori spremono fino all'osso i pochi professionisti e sia perche' il pubblico, di lettori e inserzionisti, e' contento cosi'.

Saluti

P.S. Il link al tuo blog nel pezzo non e' stato corretto, i giornalisti de La Stampa sono in sciopero... che razza di categoria eh?
# settembre 30, 2005 10.31

marco said:

Da quando in qua un link a un sito internet pubblico è soggetto a una qualche autorizzazione? Perché se è così posso/possiamo arricchirci denunciando Google...

Comunque, Lorenzo (o come ti chiami), abbiamo idee e visioni diverse di come vanno le cose, non mi piace la superficialità che tu ritieni inevitabile, ma per fortuna c'è spazio per tutti: la libertà di espressione è tale a prescindere dalla propria professione e dal proprio livello di competenza. Così come libero è il diritto di critica.

Ah, il link al mio blog sull'articolo da ieri è giusto: deve esserci qualche crumiro anche tra i giornalisti...

Ciao

Marco

PS: Ho una mail, marco@devleap.com, dove se vuoi possiamo chiacchierare amabilmente di queste cose senza doverlo fare in piazza...
# ottobre 1, 2005 11.31

thanks said:

Your site is realy very interesting.
# febbraio 23, 2006 3.52

Marco Russo said:

Il mio blog è nato nel 2003, anche se i primi esperimenti li avevo fatti già nel 2002. All&#39;epoca

# agosto 14, 2008 5.00