Marco Russo

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Tempi di risposta per l'interfaccia utente

Leggendo la newsletter di Jakob Nielsen ho scoperto che le linee guida per definire i tempi di risposta di un'applicazione sono state definite per la prima volta 37 anni fa e sono valide ancora oggi. L'articolo in questione rimanda infatti a un libro del 1968.

Dettagli di calendario a parte, la questione è quantomai attuale perché il numero di applicazioni che non seguono le linee guida e superano il secondo di attesa senza dare segni di vita è assolutamente elevato. Il problema nasce dal fatto che riuscire a stare in questi tempi diventa sempre più difficile, grazie alle architetture sempre più complesse che costruiamo e che sono sempre più interdipendenti e soggette a manifestare all'utente un qualsiasi collo di bottiglia presente nel sistema.

Parlo anche per esperienza diretta: a volte non è facile conciliare la richiesta di una certa funzionalità da parte dell'utente con dei tempi di risposta accettabili e capita di dover scendere a compromessi che, come tali, non lasciano del tutto soddisfatti. Prova di questo è anche il fatto che le applicazioni "console" sono ancora in gran forma soprattutto in quei campi dove la velocità nel fare data entry è il requisito primario. Il problema, secondo me, è che eliminando il mouse si semplifica la logica di richiesta dati, sebbene sia assolutamente possibile ottenere le stesse funzionalità con Windows, anche se manca un'interfaccia "da tastiera" efficace e consistente per tutte le applicazioni Windows. Ai tempi del Clipper (ma credo sia uguale su un AS/400 ancora oggi) non c'era bisogno di spiegare quale fosse il tasto per confermare un form, quasi tutte le applicazioni avevano tasti funzione identici. Ma il punto non è che l'interfaccia a carattere sia meglio, semplicemente risulta più veloce e immediata nei tempi di risposta (oltre alla possibilità di "bufferizzare" i comandi anche quando le pagine di interfaccia utente arrivano in ritardo).

Comunque, talvolta i problemi si aggirano: se eliminiamo completamente la carta e demandiamo agli utenti finali il compito di inserire i dati per le loro richieste (prenotare un hotel, compilare un modulo, ecc.), ecco che forse potrebbe venire meno la necessità di fare data entry e avere un'interfaccia adatta... Non è una soluzione, certo: noi informatici usiamo il termine workaround...