Programmatori Visual Basic 6: Ultima Chiamata
Pochi giorni fa in una chiacchierata ho fatto alcune considerazioni che mi hanno portato a scrivere questo post che qualcuno potrebbe considerare provocatorio, ma dal mio punto di vista non lo è affatto.
Il messaggio è destinato a chi ancora oggi sceglie come ambiente di sviluppo Visual Basic 6.
Dieci anni fa uscì sul mercato la versione finale di Visual Basic, la numero 6. Fu anche l'ultima versione di un ambiente di sviluppo che, con .NET, avrebbe visto un rinnovamento completo (anche se non definitivo). In realtà, per molti Visual Basic 6 fu semplicemente uno dei tanti miglioramenti seguiti a Visual Basic 3. Molti usarono Visual Basic 6 esattamente come usavano Visual Basic 3. Altri ne apprezzarono i miglioramenti, qualcuno ne scoprì alcune capacità solo alcuni anni dopo.
Nel 2000 arrivò .NET, o per lo meno fu annunciato, visto che la prima versione fu rilasciata nel 2002. La migrazione non fu cosa semplice, e infatti molti si rifiutarono di passare al nuovo ambiente. In questi dieci anni ho visto molte applicazioni scritte in Visual Basic 6 morire di morte naturale e passare a nuova vita in .NET, in C# o Visual Basic (o in qualunque altro linguaggio .NET, è poco importante). Ma, e questo è il motivo per cui scrivo, in questi dieci anni (e in particolare negli ultimi 5) ho anche visto nuovi progetti creati in Visual Basic 6. Sempre meno, ma più di quanti sarebbe sensato (per me) vedere.
Tra pochi giorni ci sarà il lancio di Visual Studio 2008. Visual Basic ha perso il suffisso .NET, ma solo perché ormai si dà per scontato che sia tale. Nonostante gli appelli, nessuna nuova versione retro-compatibile con Visual Basic 6 è stata rilasciata da Microsoft. Nessuna speranza, nonostante gli appelli, che ciò possa avvenire in futuro.
Se con .NET 1.0 e Windows Forms un programma scritto in Visual Basic 6 poteva non sfigurare, oggi la situazione si fa complicata. Troppe tecnologie sono diventate inaccessibili a chi è rimasto ancorato al passato. Windows Presentation Foundation (WPF) è l'elemento più importante. Siamo solo agli inizi di quello che sarà un vero cambiamento nell'interfaccia utente Windows che siamo abituati a usare quotidianamente, ma chi ostinatamente non accetta il nuovo oggi è esattamente nella stessa posizione di chi, conoscendo soltanto il Cobol, con l'avvento di Windows pretendeva di continuare a programmare in Cobol in un ambiente a finestre che richiedeva un modello di programmazione orientato agli eventi.
WPF è solo lo strato più visibile di un grande cambiamento che investe (e investirà) non solo l'intera infrastruttura, ma anche i paradigmi di programmazione oggi più diffusi. Pensate a un modello di programmazione più dichiarativo che iterativo, a ragionare per servizi anziché per componenti, a immaginare una reale componentizzazione nel processo di realizzazione del software, a servizi di infrastruttura che non sono usati esternamente al bisogno, ma che diventano la struttura portante di un sistema informativo in cui l'applicazione custom non è più il collante di oggetti diversi ma essa stessa il risultato di un'architettura dove la personalizzazione avviene su alcuni componenti "annegati" in un ambiente eterogeneo.
Siete spaventati? Non dovreste. Quando avete iniziato a programmare, la novità non vi spaventava. Perché deve farlo oggi?
Comunque la pensiate, signori programmatori Visual Basic 6, per voi questa è l'ultima chiamata.
La distanza che vi separa dai moderni ambienti di sviluppo è grande, ma tutto sommato potete ancora riconoscere qualcosa di familiare negli strumenti che avete oggi a disposizione. Domani, probabilmente, questa distanza sarà definitivamente incolmabile.
Pensateci. Provateci.
Altrimenti, tra poco, dovrete appendere la tastiera al chiodo.