SQL Server Data Services

Una delle novità annunciate al MIX 08 è SQL Server Data Services (SSDS). Si tratta di un servizio analogo ad Amazon S3 e Amazon SimpleDB.

Il primo approccio di chi per lavoro usa database relazionali e mastica SQL a colazione, probabilmente è riduttivo. Per quattro operazioni che fa questo servizio, perché dovrei rinunciare a tutta la potenza che ho a disposizione nel mio database?

Certo, questo ragionamento ha basi fondate. Ma se pensiamo a scenari nuovi, il ragionamento è diverso. Per esempio, esistono situazioni in cui avere la gestione di un database o dover accedere a un servizio appositamente costruito (disponibile 24×7) per salvare pochi dati di un'applicazione, rende poco significativo avere o meno un database relazionale dedicato con possibilità di amministrare ogni dettaglio del database stesso. Probabilmente esistono miriadi di applicazioni (lo smar client parzialmente connesso è il primo esempio che mi viene in mente) che possono trarre vantaggio da questo tipo di servizi.

Siamo solo agli inizi, non è detto che lo scenario enterprise debba essere quello che userà prima questi servizi, non è chiaro cosa succederà nel futuro. Un aspetto interessante è che l'informatica continua a oscillare tra modelli distribuiti e centralizzati, rimbalzando da una parte all'altra un po' per moda e un po' per effettiva necessità. Come lo classifichiamo un database distribuito su migliaia di nodi a basso costo che però dall'esterno compare come un'unica entità?

Comunque, Amazon ha un bel vantaggio, Microsoft rincorre, ma probabilmente questo mercato è ancora talmente agli albori che è un po' presto per tirare le somme. L'unica certezza (per Microsoft) è di mettere LINQ sopra a qualsiasi servizio di accesso ai dati, e SSDS non fa eccezione.