Marco Russo

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La prossima bolla?

Non sono completamente d'accordo con Joel Spolsky ma... ma... in questo articolo c'è un fondo di verità. E siccome si tratta di un post veramente divertente... beh, non perdetevelo! L'argomento è se gli obiettivi strategici di Microsoft (e di Google, ma l'obiettivo è più Microsoft) siano rivolti verso qualcosa che non è un'esigenza di nessuno. Live Mesh è solo l'ennesimo servizio per sincronizzare i file? Si tratta dell'ennesimo progetto sponsorizzato da chi scrive software perché lo ritiene ingegneristicamente interessante?

Se la discussione vi sembra interessante... sotto con i commenti.

Comments

romeo said:

Direi che l'argomento è di estrema importanza, a prescindere dal breve articolo di Joel Spolsky! Mi capita di ragionare sempre più spesso su ciò che la tecnologia deve/dovrebbe rappresentare per chi la utilizza, ovvero: una risposta ad una necessità o l'eliminazione di una necessità?

Ricordo le prime demo di Microsoft Surface (per fare un esempio) dove si *stiracchiava* con le mani un documento elettronico in precedenza scansionato, quindi si mostrava le potenzialità della rappresentazione grafica vettoriale attraverso la tecnologia surface touch. Bene, ne rimasi stupito, non mi aspetterei mai di dover utilizzare tra 5/10 anni ancora dei documenti cartacei e poi lavorare sulle informazionin in questo modo; mi aspetterei invece di non aver più la *necessità* di dover scambiare dei documenti, almeno per come li intendiamo noi oggi. Questo secondo me dovrebbe rappresentare la tecnologia, ovvero l'eliminazione di una necessità comune allo scopo di ri-pensare concetti, tempi e modi.

Riguardo l'argomento *bolla*, direi che chi ci rimetterà nei prossimi anni saranno proprio quelli che oggi si affidano senza mezzi termini ai grandi multi-storage di contenuti on-line senza pensare che i servizi di nuova generazione altro non sono che laboratori di idee ed informazioni messe a disposizione dalle grandi aziende del software per fare ricerca di mercato. Mi spingo un pochino oltre, il *web 2.0* è a mio avviso, è proprio una delle tante fasi intermedie di tentativo di ri-pensamento delle necessità di cui oggi, il mercato *soffre*.

# maggio 18, 2008 2.51