Verso la fine dei dischi meccanici
Quanto manca alla fine dei dischi meccanici? Degli hard disk con testine, piatti, settori, cilindri, che ci hanno accompagnato negli ultimi 30 anni? Poco, pochi anni direi.
I dischi a stato solido sono una realtà. Siamo agli inizi, ci sono prodotti validi e prodotti totalmente deludenti. Ci sono prodotti costosi e prodotti economici. Bisogna fare attenzione. Ma la strada è segnata.
Oggi si possono acquistare 160Gb a circa 400€+IVA (prezzo al pubblico) per un Intel X25-M SATA. Esistono prodotti più veloci e più costosi, questo è il miglior qualità/prezzo per Gb esistente, credo. Significa spendere 2,5€ a Gb. Un hard disk SATA da 160Gb oggi costa probabilmente un decimo, diciamo 40€+IVA. 0,25€ a Gb, forse si trova a meno (sicuramente il prezzo a Gb è ancora più basso per tagli più grandi. Messa così, non c’è storia. Ma se guardiamo lo storico, nel 2001/2002 avevamo dischi di una capienza e un prezzo simili a quelli del disco di cui ho parlato all’inizio. Quindi, ipotizzando un’evoluzione tecnologica che vada alla stessa velocità dei dischi meccanici, nel 2015/2016 avremo un costo per GB di un decimo rispetto a oggi. Ma il punto è che, in valore assoluto, il disco a stato solido non è più un prodotto troppo piccolo (come spazio) e troppo costoso per un uso professionale “normale”.
Dopo aver letto molte recensioni, ho voluto fare una prova. Copia del disco del notebook (SATA 7200rpm, acquistato da poco) sul disco Intel X25-M. Boot da disco del notebook. Uso regolare. Prove con SQLIO. Come dire? Non saprei come tornare indietro. L’unico limite è la capacità, avevo un disco da 300Gb e dovrei tornare indietro a 150Gb.
Dilemmi personali a parte, tra qualche anno questa sarà la realtà ordinaria per molti di noi. Ma cosa significa avere un tempo d’accesso random uguale a quello sequenziale? Significa che interi algoritmi e ragionamenti andranno rivisti. Per esempio, ne parlavo l’altro giorno, i piani di esecuzione di SQL Server andrebbero totalmente rivisti alla luce di un disco che ha un tempo d’accesso in lettura pari a 0? Come si ottimizza l’accesso a un disco che sotto carico ha picchi di attesa ma per il 70% fa accessi random con latenza di 0 secondi? (la media è più alta su accessi prolungati e concorrenti). Oggi SQL Server va già più veloce, ma esistono margini di miglioramento nell’uso di questa tecnologia che sono ancora da esplorare.
Per tornare al quotidiano, il mio problema, oggi, è che devo smontare questo disco (destinato ad altri usi) e tornare al mio disco meccanico. Spero non per molto…
UPDATE 26/10/2009: con le nuove tecnologie, bisogna avere un po' di pazienza con driver e tool vari - usando i dischi IBM è opportuno verificare di avere l'ultimo firmware sui dischi e i driver migliori sul sistema operativo. Intel ha una pagina di download molto utile, per esempio qui sono disponibili firmware e toolbox per Windows 7 dei dischi da 160Gb, ma cambiando le selezioni è possibile trovare driver e utility per altri dischi.