Windows 8: User Experience

Come avremo modo di vedere presto insieme, la nuova user interface di Windows 8 (e di Windows Server 8) si basa sui principi Metro che, con Luca Regnicoli, abbiamo avuto modo di analizzare nelle varie conferenze e negli articoli che abbiamo scritto, come Devleap, sulle varie riviste.

Abbiamo avuto modo di vedere METRO all’opera su Windows Phone 7 da ormai un annetto e mezzo: la stessa filosofia è stata portata anche nell’ambiente desktop, come avevamo abuto modo di “azzardare” già a DevCon 2010.

I device che si sono affacciati sul mercato e soprattutto quelli che arriverano presentano caratteristiche totalmente diverse l’uno dall’altro: è la vecchia storia che, chi come noi, ha vissuto nel mondo mobile dagli anni 90, conosce molto bene. La prima differenza fra un device è l’altro è sicuramente il form factor: alcuni device hanno solo lo schermo, come i tablet puri, altri hanno la penna (che sta tornando sul mercato dopo un periodo di assenza) per poter “scrivere” meglio sullo schermo, altri sono “portatili” più o meno leggeri, altri sono i rappresentati dai classici PC che magari, ormai sempre più spesso, sono collegati a due monitor.

Inoltre ci sono contesti diversi di utilizzo: un tablet o un phone si usa mentre si cammina, alla fermata dell’autobus, cosa che è difficile da fare con un portatile, seppur leggero. Altri “oggetti” si usano solo seduti ad una scrivania in condizioni di luce ottimali.

Ripetiamo queste frasi dal 1997 quando iniziamo a sviluppare applicazioni mobile quindi…niente di nuovo Smile…..ma…da domani questa sarà la realtà in cui si troveranno gli utenti delle nostre applicazioni gestionali: non vogliamo dire che chi lavora da un commercialista inserirà le fatture alla fermata dell’autobus, ma che tutti, nessuno escluso, avranno sotto mano device diversi e li utilizzerà in contesti diversi.

Windows 8 viene incontro a queste esigenze dai vari punti di vista. L’interfaccia è

Touch-First: tutto è pensato per essere “toccato”. Mouse e tastiera restano importanti, ma visto che entro un paio di anni, tutti gli schermi saranno “toccabili” e che entro 5 anni uno schermo non “touch” ci sembrerà rotto, è bene pensare alla nostra prossima applicazione (o alla rivisitazione di una esistenza) per sfruttare anche questo sistema di input. Sarebbe un errore progettare “solo touch” così come lo è progettare “no touch”. Ricordiamoci che touch non vuol dire ripercorrere le funzionalità del mouse con un dito…ma pensare ad una nuova esperienza di navigazione: molte cose si fanno meglio usando direttamente le dita sullo schermo.

Scaling: la nostra applicazione deve scalare bene su vari schermi. Non stiamo parlando di performance, ma di dimensioni video. Ho sotto mano un device Windows 8 che ha uno schermo orientabile, è multi-touch, ha una tastiera collegabile a richiesta e una tastiera on-screen. Nell’esperienza metro inoltre è possibile eseguire il resize delle applicazioni (notare che non abbiamo usato il termine finestre") per affiancare all’applicazione un menu di sistema o un’altra applicazione. Non solo ci dobbiamo adattare alla risoluzione video, ma anche al dimensionamento dello spazio disponibile in base a condizioni dinamiche

Metro-style Controls: per semplificarci la vita, sia in XAML che in HTML5, sono stati pensati nuovi controlli (per HTML sono stili) che presentano il contenuto seguendo le linee guida metro.

Live Tile: seguendo lo schema Windows Phone 7/Mango, anche Windows 8 presenta le applicazioni in Tile: non sono solo la nuova versione delle icone applicative che conosciamo da anni, ma rappresentazioni del contenuto dell’applicazione che può essere modificato sia dall’applicazione sia attraverso notifiche Push.

Gesture: sono state studiate nuove gesture per eseguire lo zoom, il tap, il double tap, la richiesta di “aiuto”. Particolarmente interessante è la possibilità di eseguire semantic zoom modifcando la presentazione dei dati durante lo zoom per evitare che quest’ultimo sia solo un “ingrandimento” di una regione di scheermo.