novembre 2006 - Posts
Mi piace troppo sto
I-Blogtutti dovrebbero avere un proprio I-blog, io faccio quello delle 23... ad ognuno il suo orario, gooole si dovrà ADEGUARE ;-)
Le ho provate tutte, ed ho provato anche ad installare Sharepoint Server 2007 in un server dove già gira un Pportale in prpoduzione, cosi per gioco per vedere cosa accadeva ;-) Vi giro quindi delle informazioni che vi possono essere utili..ahh dimenticavo non è accaduto niente DB intatti, Installazione precedente intatta.. tutto intatto insomma, andate tranquilli ma cauti ;-)
Intanto studiatevi bene un piano di migrazione qui e non dimenticate i requisiti minimi per qualsiasi installazione della nuova RTM, qui!
Di seguito le 3 schede (sono 4 ma quella dei feedback a coscenza vostra!) per la personalizzazione dell'installazione, in questo caso è parallela quindi abbastanza semplice:
Dopo questo si avvia la fase di installazione quindi personalizzazione di SharePoint Server 2007:
Attenzione: cliccando su "next" vi comparirà un messaggio dove vi avvertirà dell'imminente riavvio dei seguenti servizi:
- Internet information Services
- SharePoint Administration Services
A questo punto vi viene chiesto se creare o meno una nuova webfarm, scegliete l'opzione più opportuna (si?)
e quindi tutte le informazioni circa il DB ei permessi:
state attenti a non utilizzare la stessa porta dell'attuale Amministrazione centrale di Sharepoint Portal Server se ne avete già uno in esecuzione (2.0?) ;-) Attenzione alla schermata riepilogativa, controllate bene che tutto sia settato in modo corretto! da questo momento in poi assumete il classico atteggiamento di un qualunque sistemista MS, vetitevi da monaci con un lenzuolo rosso, possibilmente con i capelli rasati e senza mutande, vi giro un esempio:
se non avete un pavimento del genere va bene anche un parquet! l'importante è iniziare subito a meditare (preferibilmente prima del task 2)e pregare facendo opere di pentimento....
Ok adesso abbiamo installato, completiamo i tasks per configure la server farm... alla prossima!
Oramai dovunque vado mi prendono in giro per il blog... ma pensate! ma come faccio ad andare in giro a parlar bene della
Devleap con questo blog? Questi della MSDN hanno il nuovo CS, quando la gente apre il link del mio blog sulle slide vedono questo e dicono "predichi bene e razzoli male"! L'altro giorno perfino uno studente si è azzardato a criticarmi ed io mi son dovuto rifugiare dietro a quel tecnicismo da informatico che mal si addice alla mia persona. Faccio un appello a
Paolo,
Marco,
Roberto e
Luca: PER FAVORE AGGIORNATE LA PIATTAFORMA... altrimenti dico alle
suore, amiche mie di invalidare il matrimonio di
Paolo!
...e sono tra quelle più brave, è l'effetto onda del progetto che ho realizzato per l'USR Ufficio Scolastico Regionale per le Marche, tra l'altro anche case study Microsft:http://www.microsoft.com/italy/casi/Scheda.asp?IDCaso=510! Buon lavoro "Sorelle";-)
Potrebbe essere il nuovo titolo di un film ma è una storia vera, anche mia sorella ha sentito l'esigenza di partecipare al caos della rete!!e quindi ha aperto un suo
blog
vai sorellina fatti valere......
Verso cosa stiamo andando?
Leggendo l’intervista rilasciata da Alfonso Fuggetta
all’inserto di Repubblica "Affari e
Finanza" ,
consultabile qui,
ho deciso di condividere insieme a voi alcune riflessioni che penso possano
essere utili a chi come me si trova a vivere ogni giorno di pane e innovazione
tecnologica, sia per lavoro che per passione.
Non voglio soffermarmi più di tanto sulla notizia
uscita qualche tempo fà riguardo all’accordo tra
Microsoft e Novell tra l’altro mal recepita da molti
blogger
internazionali e puntualmente commentata da
Alfonso, all’interno dell’articolo,
con il consueto mix di lucidità e passione che lo contraddistinguono, voglio
invece soffermarmi su quanto l’innovazione tecnologica oggi contribuisce alla
crescita del valore che diamo all’informazione. Piccola premessa: una delle
cose che mi han fatto piacere, rispetto agli anni scorsi è l’utilizzo da parte
dei giornalisti italiani di termini che alcuni etichetterebbero come "
buzzword" con un tempismo
nettamente migliore rispetto a qualche tempo fà, parlo del termine "web 2.0"
rispetto al buon vecchio "blog",che entrò a far parte del nostro vocabolario
solo pochi anni fà, molti se consideriamo la sua nascita che risale circa al
1994! All’interno dell’intervista
si cerca di dare forma al "Web
2.0" senza soffermarsi sui soliti etichettamenti ma illustrando
l’evoluzione di Internet dai primordi fino ai giorni nostri, quanto è stato
detto è del tutto giusto, il mio vuole essere un tentativo di riflessione sul
rapporto che oggi si ha con l’informazione non solo in un ambito puramente
tecnologico, prendendo come spunto la nuova concezione che abbiamo delle
applicazioni weboriented. Dove stiamo andando quindi? Anzi, verso cosa?,
qual’èil futuro di Internet?, oggi più che mai intesa come rete delle reti!
Diciamo che l’ICT ha bisogno di una piccola
rivisitazione, il termine Information Communication Technology oggi vuol dire
troppe cose, si è perso il significato iniziale di comunicazione poichè oggi
tutti ne facciamo uso, è strano lo sò ma penso valga la pena rifletterci...una
particolarità di questi anni è la crescita di partecipazione degli utenti
al’evoluzione della rete globale, l’informazione è altamente destrutturata ci
vuole organizzazione per fare in modo che chiunque possa accedere al dato e
quindi conseguentemente alll’informazione dipedente da un determinato contesto:
ICOT
information Communication and Organization Technology, attenzione lo dico
per i puristi, non confendete ciò con il
semantic web! È una
considerazione che deve essere fatta, la meraviglia di questi tempi è che per
la prima volta l’esperienza si è tarsformata in nuovo bisogno fino quasi ad
imporre i nuovi canali di comunicazione:
RSS "Really
Simple Syndacation" è un esempio fra tutti, come standard de facto! Tutto
quello che abbiamo oggi non ci è stato imposto ma è stato il frutto di una
"experience", come se la grande rete ci abbia dato l’opportunità di formare una
comunità di pratica ;-) Oggi più che mai i linguaggi di programmazione, design
patterns, business model, framework e tutto ciò che concorre alla formazione di
una applicazione sono completamente, o lo diventeranno: webbased e state less!
Ma anche qui non ci siamo inventati niente, utilizziamo tecnologie consolidate
ma in modo diverso, le stesse software house costruiscono i propri framework di
sviluppo su standard di comunicazione creando interoperabilità, e devo dire
"finalmente" senza compromessi, avrei voglia di immaginare tra vent’anni cosa
si considererà legacy ma continaundo di questo passo occorrerà di forza
abbassare il tiro a 5 per non rimanere scottati
Leggendo queste righe spero che molti di voi stiano rivalutando un pochino il
termine "Web 2.0" ed immagino che alcuni di voi abbiano individuato quale
potrebbe essere il vero problema da qui a qualche anno....quale protocollo
utilizzeranno queste applicazioni per comunicare? Attenzione, mi preme
ricordarvi che tra un’anno o due quasi tutto rispetterà i design patterns del
Web 2.0 o come lo volete chiamare quindi ce ne sarà di traffico sulla porta 80,
che ne dite? Ma non è tutto, non sarà soltanto un problema di comunicazione,
sarà un problema anche di gestione del dato, cosa pensate accadrà quando una
azienda enterprise chiederà qualcosa di più per poter gestire con efficienza il
proprio knowledge che a questo punto sarà completamente a disposizione
dell’organizzazione? Questi sono due problemi fondamentali, da una parte
abbiamo un problema prettamente "tecnologico" dall’altra uno quasi "sociale".
Se da una parte mi aspetto qualche ingegnere che tiri fuori dal cappello un
nuovo protocollo di comunicazione a livello di applicazione, dall’altra non
posso affidare tutto ai sociologi
(perdonami Fabio), quindi vorrei approfittare e dire la mia anche su questo
punto! Da tempo oramai sto portanto avanti un lavoro di ricerca insieme a
Roberto D’Angelo di Microsoft e
tanti
altri , un progetto che si chiama
SEA
Social Enterprise Architecture che ho il piacere di portare anche come case
study all’interno del mio corso guarda caso sul Web 2.0 presso il
Dipartimento di Informatica del
l’Università di Camerino. Questa
architettura mira a supportare i processi decisionali all’interno di grandi
organizzazioni con lo scopo di introdurre efficienza nella gestione del
knoledge aziendale, il tutto utilizzando strumenti e best practice innovativi
frutto in gran parte dell’esperienza della partecipazione al raggiungimento degli
obiettivi di business da parte degli stessi utenti. La partecipazione è un
termine fondamentale se si vuole affrontare in maniera vincente le sfide dei
prossimi anni, l’utente è diventato attore principale del sistema e la
tecnologia sempre di più supporta l’organizzazione del dato e lo rende
disponibile, la cooperazione applicativa è oramai una realtà e le grandi
Aziende prendono tutto questo come sfida! A questo punto una domanda sorge
spontanea: verso cosa stiamo andando?
Thks to Steven: http://www.sharepointblogs.com/vandest/archive/2006/11/23/16325.aspx
- http://technet2.microsoft.com/WindowsServer/en/library/0e13e879-0156-4e9f-b6d5-abddcf326d211033.mspx?mfr=true
- http://technet2.microsoft.com/Office/en-us/library/eb2493e8-e498-462a-ab5d-1b779529dc471033.mspx?mfr=true
VIA Mark Harrison
Good tool!!
VIA Mark Harrison,

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intanto me lo segno..
Una bella guida,
qui con un caso di studio pratico con SBS 2003, buona lettura!
The Web content management technology in Microsoft Office SharePoint Server 2007 represents the first major Microsoft release of Web site content management tools since 2002. Join this webcast to see how these new content management tools make it easier for developers and designers to perform tasks such as creating field controls, creating and customizing master pages, and creating page layouts. Learn how you can customize the HTML Editor and Page Edit Toolbar, and standardize authoring rules, such as specifying styles within field controls. We also provide guidelines for determining which tools are appropriate for developing your Web content management sites, in particular Microsoft Visual Studio 2005 and Office SharePoint Designer 2007.
Presenter: Andrew Connell, MVP MCMS, Mindsharp
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