Romeo Pruno

Lettera aperta a favore della standardizzazione di ECMA 376

Spett.

UNINFO

Corso Galileo Ferraris, 93

10128 TORINO TO

 

Dal Web, 13 Aprile 2007

 

OGGETTO: Lettera aperta a favore della standardizzazione di ECMA 376

 

Egregio dott. Massimo Actis Dato, Segretario Generale UNINFO

Egregio dott. Domenico Squillace, Presidente UNINFO

Spettabile Commissione,

Gentili Signori

Con la presente lettera aperta intendo esprimere il mio appoggio alla procedura di Fast-Track di ECMA 376 Specification da parte del comitato JTC1 di ISO. Non è mia intenzione portarvi a conoscenza dei vantaggi che si avrebbero se la proposta di ECMA 376 venisse accettata e riconosciuta come standard ISO, in quanto in questo preciso momento non rappresento alcuna società o corrente di pensiero, mi preme invece rispondere costruttivamente alle critiche che ogni giorno vengono mosse da diverse organizzazioni contrarie al procedimento in atto, esprimendo considerazioni personali che provengono dalla mia personale esperienza nel dominio applicativo della gestione documentale, con la speranza di contribuire ad una più ampia visione della realtà, priva di pregiudizi e correnti di pensiero.

In questi ultimi anni stiamo vivendo una vera e propria rivoluzione nell’ambito della gestione documentale. Se negli anni novanta le maggiori produttici di software ivestivano tempo e risorse nello sviluppo di soluzioni per l’Office Automation sempre più complesse, oggi ci si concentra sui formati di file documentali e sull’interscambio informativo tra diversi domini applicativi. Non si trova una rivoluzione simile nell’informatica dal tempo della comparsa del World Wide Web!

Oggi ci troviamo a trattare documenti che nascono da processi molto diversi tra loro, chiunque nel suo lavoro produce dei documenti, siano essi elettronici che digitali, persino il diritto civile ha definito una nuova tipologia di documento in precisi ambiti giuridici, coniando il termine “documento informatico”.

Tutto questo ha fatto nascere una necessità: interoperabilità!

Non è la prima volta che ci si confronta con questa necessità, in questo caso wikipedia ci aiuta a ricordare: http://en.wikipedia.org/wiki/Interoperability

Oltre al “neonato” standard ISO/IEC 26300:2006 (ex Open Document Format) e l’attuale analisi dell’ ECMA 376 (ex Office OpenXML), tra breve molto probailmente sarà la volta di Adobe con il suo celebre Portable Document Format (PDF).

Perchè cosi tante nuove proposte?

Ogni giorni vengono trattati milioni di documenti, attraverso altrettanti software per Office Automation, da tutto ciò si evincono due importanti aspetti:

1. I più grandi produttori di software per l’Office Automation vogliono concorrere alla realizzazione di specifiche per i propri formati documentali e per garantire conformità nel supporto delle attuali versioni di formati documentali;

2. Non è possibile in partenza realizzare un unico formato documentale in grado di garantire interoperabilità a livello applicativo con i miliardi di documenti presenti all’interno di organizzazioni;

Una parte della discussione sulla ratifica di ECMA 376 si è focalizzata proprio su dei confronti dello standard ISO/IEC 26300:2006. E’ importante riconoscere che ISO/IEC 26300:2006 e ECMA 376 sono stati creati con degli obiettivi di design molto differenti e che sono solo due dei molti standard di formato documentale in uso oggi, ognuno dei quali ha delle caratteristiche che sono appetibili per utenti differenti in scenari differenti.

Nello specifico lo standard ISO/IEC 26300:2006 è strettamente collegato ad OpenOffice e prodotti compliant, e riflette la funzionalità in tali soluzioni. E’ stato inizialmente sviluppato presso OASIS, un altro ente di standardizzazione, prima di andare in ISO/IEC JTC1, ed attualmente in OASIS è in corso un progetto per rivedere la versione di ODF che è passata attraverso ISO/IEC JTC1. ECMA 376, d’altra parte, riflette il ricco set di capacità in Office 2007, offre una piattaforma per altrettanti scenari di produttività ed è stato disegnato per essere retro compatibile con miliardi di documenti esistenti.

Esiste già uno standard, perchè crearne tanti altri?

Il fatto che Open Document Format sia divenuto standard ISO/IEC 26300:2006 non vuol dire assolutamente che sia in grado di essere interoperabile con tutti gli altri tipi di file documentale, sicuramente è stato il primo xml-based ma nessuno può affermare di più. Per quanto riguarda la presenza di vari formati standard in altre applicazioni dell’informatica si ha una dinamica simile nel caso dei formati delle immagini digitali, come CGM, JPEG, e PNG, ciascuno dei quali è uno standard ISO e viene incontro a differenti bisogni nel mercato.

Come mai le specifiche ECMA 376 raggiungono le 6000 pagine, come fanno ad essere esaminate tutte in un lasso di tempo cosi piccolo?

Ecma ha formato una commissione tecnica che rappresentava una vasta gamma di interessi, incluse aziende informatiche (Apple, Intel, Novell, Microsoft, NextPage, Toshiba), istituzioni governative che archiviano documenti (la British Library, la U.S. Library of Congress) e sofisticati “power user” di tecnologia informatica (BP, Statoil, Barclays Capital, Essilor). La commissione tecnica ha lavorato intensamente per quasi un anno ed ha infine prodotto una specifica che ha raggiunto i suoi obiettivi chiave. La specifica originale sottomessa alla commissione tecnica è cresciuta da circa 2,000 pagine a più di 6,000 come risultato della richiesta della commissione che essa fornisse il dettaglio in maniera comprensiva di tutti gli aspetti del formato. La specifica permette l’implementazione dello standard su sistemi operativi multipli ed in ambienti eterogenei, e fornisce retro compatibilità con miliardi di documenti esistenti. Per assicurare che qualsiasi problema con Open XML fosse identificato e risolto prima che Ecma avesse completato il suo processo, vista la precedente esperienza con Open Document Format, la commissione tecnica ha esposto le bozze della specifica per la revisione ed il commento della comunità da tempo.

L’utilizzo di specifiche ECMA 376 all’interno di applicazioni di terzi è a pagamento e non includono tutele per le aziende che ne faranno uso.

Microsoft ha portato la specifica Open XML sotto la Open Specification Promise, chiarificando che qualsiasi brevetto di Microsoft necessario per implementare una qualsiasi parte della specifica era disponibile gratuitamente per chiunque volesse farlo. Di già, Corel e Novell hanno annunciato che implementeranno il supporto di Open XML in WordPerfect e OpenOffice ed altri pianificheranno di implementare il supporto a Open XML perché farlo nei prossimi mesi.

Come mai all’interno delle specifiche di ECMA 376 ci sono dei tag relativi ai vecchi formati documentali di Windows 95, non è motivo di preoccupazione questo?

Come richiesto da ECMA Microsoft ha riportato nella documentazione tutte le specifiche per una retroattività verso vecchi formati documentali per chi avesse intenzione di sviluppare applicazioni verso questa direzione, lo stesso Office 2007 al momento della conversione di vecchi formati verso il nuovo ECMA 376 fa scegliere all’utente la modalità più opportuna per mantenere o meno proprietà oramai in disuso proprie dei formati documentali “obsoleti”.

ECMA 376 è incompleto e va contro le specifiche di altri Standard ISO.

ECMA 376 al contrario dello standard ISO/IEC 26300:2006 include specifiche e funzionalità tra le maggiori supportate da altri standard documentali ISO, tra cui al contrario dello stesso standard ISO/IEC 26300:2006 la scrittura da destra a sinistra, sicuramente se saranno provate delle mancanze in ECMA 376 dovrebbero essere trattate nella stessa misura di quelle presenti nell’attuale ISO/IEC 26300:2006, senza pregiudizi ne campagne di denigrazione.

In questi giorni il concetto di interoperabilità viene letterarmente stravolto e spesso distorto pur di farlo entrare a pennello nei ragionamenti che vengono resi pubblici all’interno di community, forum o blog. Personalmente ritengo che il concetto di interoperabilità non può appartenere a nessuno, è una naturale evoluzione di practice che vengono inizialmente sperimentate o studiate in applicazioni reali. I formati di file documentali ne sono un esempio. Il modo migliore per non perdere l’orientamento è focalizzarsi su quello che sta veramente accadendo, su quali passi vengono realmente adottati, piuttosto che sulla retorica e sui preconcetti.

Come sottolineato all’inizio, quello che ho scritto proviene da una personale elaborazione di informazioni ed esperienze che tutt’oggi mi portano a sperare sempre di più nell’evoluzione verso uno standard ISO dell’attuale versione di ECMA 376. Tutto questo per un tangibile aumento di metodologie e strumenti attraverso i quali potrò contribuire all’implementazione di nuove tecnologie e sviluppare soluzioni che sempre di più rispecchino l’originale visione di XML, dove un’ampia interoperabilità permette ai documenti di essere archiviati, ristrutturati, aggregati e riutilizzati senza compromessi e senza dipendere dalle applicazioni che li ha generati.

Vi auguro un buon lavoro,

sinceramente.

Romeo Pruno

 

Comments

Pierpaolo Manzini said:

Assolutamente e pienamente condivisibile.

# aprile 15, 2007 8:52

romeo said:

Thks Pillo,

sono contento che siamo allineati su questo DELICATO argomento!!

# aprile 15, 2007 8:41

Romeo Pruno said:

Alcuni ancora oggi si domandano, anzi "contestano" il fatto che lo standard ECMA376 sia stato incluso

# aprile 22, 2007 10:59

Romeo Pruno said:

In attesa del comunicato ufficiale, ho il piacere di annunciare "ufficiosamente" (per quanto il WEB lo

# maggio 30, 2007 11:46

ExternalBlogs said:

In attesa del comunicato ufficiale, ho il piacere di annunciare "ufficiosamente" (per quanto

# maggio 30, 2007 12:19