Romeo Pruno

Rapporto 2007 Assinform sulle PAL: la spesa scende?

Ho avuto modo di leggere in questi giorni il rapporto annuale dell'Assinform sull'ICT per le PAL "Pubbliche Amministrazioni Locali". Dall'analisi ci sono alcuni dati che meritano considerazioni ad ampio raggio visto che ad una prima lettura non sembrano poi cosi male.

Il trend di spesa è salito del 2,9% quest'anno pari a circa 1.383 ML di euro, in flessione comunque se confrontato con i dati del 2005 che misuravano una crescita pari al 3,4%. Si è speso, ma di meno, vediamo se riuciamo a scoprire il perchè e come sono stati spesi i soldi. Gli stessi dati se rapportati a livello di enti comunali o sovracomunali sono forse più chiari:

  • (-3,2%) Comuni
  • (-2,1%) Provincie
  • (-2,3%) Comunità Montane
  • (+6,5%) Regioni

In questo caso gli investimenti vengono attuati grazie alle aggregazioni di enti pubblici, che non si affidano più a Provincie o CM ma direttamente a Regioni. L'indagine sottolinea che di questi soldi una percentuale molto bassa viene direttamente inserita nel mercato informatico, attraverso l'acquisizione di software e/o servizi da aziende private mentre una sempre più crescente percentuale (nel 2006 pari al 43%) viene utilizzata per l'acquisizione, mantenimento e sovvenzionamento di aziende controllate dalle stesse Regioni. 

Convertendo le percenutali in spesa corrente, sono 421,7 ML di euro il flusso economico gestito direttamente da questi Enti, in soldoni un decimo dell'ultima finanziaria! Di questi denari le Regioni affidano circa il 46,7% a fornitori in-house, il 26,7% al mercato globale e il 26,6% a fornitori locali o occasionali.

Da un punto di vista progettuale, queste percentuali sono da demandare alla spesa in progetti finanziati direttamente dalla PAC "Pubblica Amministrazione Centrale" in maniera del tutto analoga a mio avviso a questa ripartizione:

  • (46,7%) di fondi pubblici al sostenzaiemnto di società controllate
  • (26,7%) alla ridestribuzione di fondi pubblici tra partner privati
  • (26,6%) acquisto o manutenzione strutture informatiche

Questi dati hanno un riscontro ancor più interessante se esaminati dal punto di vista del cittadino riguardo la sua visione dell'organizzazione pubblica e dei servizi, infatti esclusi i servizi di front-office che riguardano per la quasi totalità procedure anagrafiche la quasi totalità dei finanziamenti prevedeono coperture esclusivamente ai processi di back-office (allineamento delle procedure tra comuni, migrazione dei sistemi informativi, storage e interoperabilità di appllicativi legacy) oltre che gestione dei bilanci, processi amminitrativi, gestione delibere ed atti patrimoniali.

Rimangono in alto mare invece le seguenti attività:

  • Gestione tributi
  • Contabilità lavori pubblici
  • Catasto e gestione del territorio
  • gestione acquisti e approvigionamenti
  • SUAP
  • URP

Da questa analisi è facile dedurre che non ci sono fondi disponibili o quanto meno attesi per i processi di eGovernment in particolare solo il 29,3% dei Comuni, il 16,7% delle Provincie, il 12,5% delle CM, sono inr egola con la prima fase di eGovernment (2003), mentre è stabilizzata al 33% la percentuale di Enti che dichiarano di aver bloccato i lavori per mancanza di fondi.

I soldi ci sono stati, sono stati spesi ed alcuni ne vogliono ancora ed allo stesso tempo si ammette che:

  • 83% delle CM
  • 77% delle Regioni
  • 73,3% delle Provincie
  • 60,2% dei Comuni

ha un gap nelle competenze informatiche interne alle proprie strutture, ammettendo a fatica di poter coprire le esigenze delle divisioni ed uffici amminitrativi interni. Addirittura il 77% delle Regioni seguito da una media del 55% tra Provincie, CM e Comuni richiede sforzi maggiori per una politica maggiormente invasiva di alfabetizzazione informatica.

Ricordo che questo studio è stato fatto a campione su:

  • 867 Comuni, circa il 10% dei comuni italiani
  • 15 Regioni
  • 15 Provincie
  • 15 Comunità Montane

Molte considerazioni, come accennato alll'inizio posso essere fatte! senza scendere nel'ovvio e nella retorica è utile ricordare come negli anni scorsi, sia stato utilizzato in maniera del tutto errata il concetto di aggregazione, in particolare processi amministrativi cari ad ogni ente pubblico non possono essere riorganizzati e resi effcienti, di conseguenza le politiche di eGovernment non decollano in quanto le stesse amminitrazioni che girano denaro pubblico ed investono finanziamenti europei ammettono la propria ineffcienza nel controllare ed interagire con i nuovi processi amministrativi.

Cosa ci può salvare?

Attendo con ansia i dati del prossimo anno che dovrebbero tirare le prime somme della nuova normativa circa i lCodice delle Amministrazioni Digitalii che invece di introdurre innovazione inutile introduce reali cambiamenti e modelli organizzativi atti ad innovare l'Ente senza spreco si spesa (almeno sulla carta) . Se anche il prossimo studio riporterà dati simili a questi, allora penso che a Barcellona 2010 ci arriveremo esausti, stanchi di prenderci in giro tutti.

 Ricordo un anedoto, vecchio di due anni oramai, quando portai a visione di una segreteria comunale un nuovo processo informativo interno il quale aveva l'obiettivo di introdurre maggiore efficienza all'interno delle procedure amministrative e maggiore visibilità degli stessi procedimenti verso l'utente finale, bene a testimonainza di quanto ho scritto l'addetta alla firma del protocollo non avendo con se una penna blu tentennò nel firmare in quanto sicuro che solo con un inchiostro blu, una futura copia poteva essere inequivocabilmente scoperta e quindi cassata.

Posted: mag 05 2007, 03:45 by romeo | with 2 comment(s) |
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