Il valore della community italiana
Ci voleva proprio il post di Vincenzo per spronarmi a parlare di qualcosa che mi è caro come immagino a tutti. Il valore della comunità italiana per le tecnologie Microsoft è molto vasta, anzi UgiDotNet è un esempio concreto in tutta europa ma anche i numeri delle altre non sono da meno:

Ovviamente l'analisi non deve essere quantitativa, basta pensare al'esile numero di MVP, che invece coprono attivamente attraverso il canale newsgroup più dell'80% di quesiti tecnici. E' qui che conviene ragionare un pò tra lo spirito di una community, di quelli che la frequentano, di quelli che la usano e di altri che la subiscono. Ed anche, tra tutti i canali "professional" che offre Microsoft perchè nascono ancora cosi tante community o aggregazioni, come dice Vincenzo di "amatori" del made in Microsoft? Facciamo una differenza tra community e newsgroup, e chiediamoci il perchè frequentiamo l'uno piuttosto che l'altra o meglio quando frequentiamo l'una e quando frequentiamo l'altra. Io nel mio piccolo quando ho una questione tecnica da risolvere scrivo un post su di un newsgroup tecnico ma non sono un "expert" attivo, basta vedere le mie poche risposte sul forum di Sharepoint italiano. Lo ammetto lo faccio per pigrizia, ma ogni giorno ricevo dalle 2 alle 6/7 email di supporto tramite blog! Anche questo blog è una community? ma neanche per sogno, sono delle persone che mi scrivono in quanto "sperano" che io gli possa essere di aiuto, quindi diciamo che non sono un partecipante attivo al supporto tecnico ma non mi tiro indietro quando vengo tirato in ballo direttamente, proprio come un italiano medio. Invece quando entriamo in una community che cosa ci andiamo a fare? Questo è uno spirito diverso, sicuramente all'interno di una community ci si mette a confronto con gli altri, nascono leaders, muoiono miti e si ha la possibilità di fare incontri ed aggregarsi. L'aggregazione, nel mio caso non mi piace moltissimo fatta cosi, in quanto si da il via a quel tecnicismo estremo che fa venire il mal di pancia ma partecipo anche a quelle in quanto sono sempre curioso di come va a finire ;-) Ritornando alle community, ci sono anche quelle e ne sono la maggior parte che nascono, si popolano e poi scompaiono appena si ha visibilità: http://www.shareoffice.it oppure http://www.ugisharepoint.it , community solo sulla carta a cui ho partecipato per un certo periodo anche abbastanza attivamente ma sbagliando! Il fatto è che noi tutti crediamo, o abbiamo creduto che chi ci parla, chi ci fa vedere le slides, chi partecipa a conferenze sia il nostro mito, un modello da imitare ed un traguardo irraggiungibile ma poi con il passare degli anni, con i workshop, con uno scambio di email, con una bevuta o una foto insieme con un post sbagliato o con delle email non risposte ci accorgiamo in fondo che ciò che avevamo preso era soltanto un abbaglio. Questo è un comportamento che fa male ad una community e purtroppo è molto diffuso e credetemi purtroppo è un fenomeno non solo italiano o appartenente esclusivamente a community Microsoft, anzi. Ritornando invece alle cose belle della vita come l'essere aiutati o avere la possibilità di scambiare due chiacchiere o contribuire alla discussione relativamente ad un problema, un bug, un nuovo prodotto cosa c'è di meglio di leggersi un "The Wall" di una community, magari in pausa caffè o dopo il lavoro, ma perfavore non crediamo assolutamente che tutto sia buono o bello cerchiamo di avere sempre quello spirito e senso critico che ci aiuta a comprendere ed dientificare il verso senso di una aggregazione di persone, cioè il valore dell'informazione, cosi come è, spezzettata, confusa, corta, lunga, chiara o complicata, scritta male (nel mio caso) o come poesia...dobbiamo essere noi ad identificare le cose giuste o sbagliate e quando mettiamo in pratica un buon consiglio o una dritta cerchiamo di condividerla, poiche se ce la teniamo per noi non facciamo altro che dare la possibilità ad alcuni di fare di noi solo semplici "clienti".