What is the next google’s goal?.. to organise your daily life?
Penso che ci stiamo avvicinando alla resa dei conti: accettare o meno il "compromesso" del secolo? Ho avuto modo di leggere l'articolo del Financial Times che riporta l'intervista fatta a Eric Schmidt
che senza batter ciglio stupisce un pò tutti affermando ciò che molti da tempo pensavano ma nessuno ha osato mai ammettere: "Eric Schmidt, Google’s chief executive, said gathering more personal data was a key way for Google to expand and the company believes that is the logical extension of its stated mission to organise the world’s information" Che dire, una bella botta eh ? E pensare che ancora esiste gente che se la prende con il servizio di segnalazioni di Microsoft che, a quanto dicono, fa il dump della memoria dell'applicazione corrente ed invia il contenuto dello stream dati direttamente a Redmond... come è buffo il mondo, eh :-( A parte le cretinate della blogsfera italiana, sembra non ci sia stata reazione da parte di nessuno circa questa news e questo sinceramente un pò mi dispiace. Ma dove vuole andare a parare Google? ci si deve preoccupare o no di questa dichiarazione di intenti? Google di dati ne ha tanti e ne avrà sempre di più, quello che gli manca è l'informazione, cioè la contestualizzazione del dato, in poche parole quella che inseriamo noi nella textBox di qualsiasi motore di ricerca. Ogni volta che si deve interrogare un motore relazionale, ci scervelliamo nell'immettere stringhe di testo che facilitino la ricerca di dati, è questa appunto l'informazione da ricercare. Bene, Google "giustamente", vuole fare il contrario, il suo business è dare servizi alle persone attraverso la gestione dei dati, quindi cosa c'è di meglio che non quello di soddisfare i bisogni delle persone senza che loro si sforzino a pensarne di nuovi? Chi come me utilizza il servizio di posta gmail sarà abituato al senso di "compromesso" che si prova quando, leggendo la posta ci si accorge che gli Add-Sense sulla dx rispecchiano alla perfezione parte del contenuto dei nostri messaggi... ma io personalmente lo accetto e vado avanti, non do molto peso a questa cosa in quanto il gioco vale la candela. Certo non mi comporterei allo stesso modo, se mi dicessero che il servizio di indicizzazione dei contenuti viene effettuato manualmente, quindi soggetto a manipolazioni di terze parti. Per chi non ha ancora capito che Google è una azienda e crede ancora nei miracoli, è utile ricordare che la quasi totalità del business è focalizzato sulla pubblicità e questa è basata sull'analisi delle ricerche che vengono effettuate attraverso il WEB, vedi ultima ac
quisizione di doubleclick! La cosa buffa di questa vicenda è che Google sta commettendo un "enorme" sbaglio: “The goal is to enable Google users to be able to ask the question such as ‘What shall I do tomorrow?’ and ‘What job shall I take?’ ” si sta iniziando a comportare come una grande azienda che non riesce più ad essere snella ma deve limitarsi ad inventarsi l'innovazione. Il punto è che Google non cambierà niente, non inventerà nuovi algoritmi o introdurrà un supporto semantico al Web 2.0 ma, ahimè, si limiterà soltanto ad elaborare i dati a seconda del comportamento dell'utente nell'utilizzo dei suoi servizi. Per capirci meglio, se adesso vediamo l'Add-Sense, identificato come tale, alla sx o dx del nostro schermo, in futuro lo vedremo sottoforma di "risultato" ad interrogazioni non più fatte a mano libera ma contestualizzate nella nostra home page personalizzata. In poche parole imploderemo nella nostra stupidità, saremo schiavi delle nostre paure e non andremo mai a vedere un film di paura in quanto non ci piace! Tutto questo fa un pò tristezza, non fa bene di certo all'informatica, ma quello che più mi dispiace è che il famigerato Web semantico sarà fatto fallire un'altra volta, adesso che invece con il semplice concetto di Web etichettato forse qualche passo in più si stava per fare. Che ci vogliamo fare? Non molto, purtroppo!
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