Multiple competing standards: bad or nice idea?
"Necessità diverse" come risposta dovrebbe bastare, è bastata anni addietro con formati grafici come JPEG o PNG che non fanno altro che interpretare in maniera diversa compressione e visualizzazione di pixel. Non intendo "necessità diverse" di mercato, e non intendo parlare qui di Open Standard, forse unica buzzword nel serioso mondo delle commissioni internazionali. Con il termine "necessità diverse" intendo semplicemente sottolineare l'utilizzo diverso di una rappresentazione di una entità complessa, come appunto può essere una immagine o un documento. Non necessariamente ristretta alla sua rappresentazione visiva, più o meno colori per una immagine, più o meno sezioni per un documento ma alla sua portabilità...non è un caso che oggi, i formati documentali sono xml-based. Un punto certo in qui mi piace soffermare il pensiero è l'aspetto inerente alle sostanziali differenze che spingono o meno all'adozione di un formato documentale piuttosto che un altro, ed è solo focalizzando questo aspetto che si può analizzare il reale apporto che un nuovo standard può portare alla comunità. La domanda che non ho mai sentito o letto in questi ultimi tempi, specialmente nei blog italiani è proprio questa: Che cosa ci si dovrebbe aspettare da più standard che trattano in maniera diversa la rappresentazione di una realtà comune? E' evidente, che nessuno ha dato la risposta. Come membro della commissione JTC1 ho pensato spesso ad una possibile risposta a questa domanda, in quanto solo cosi si può essere sinceri difronte al concetto di "necessità diverse", senza ovviamente scendere in ritorni di mercato, appunto come ricordavo prima. Focalizzando sulla qustione ancora aperta sulla diatriba tra ISO/IEC 26300 e ECMA376, leggo frequentemente il rimpallare di contraddizioni "tecniche" su ciò che manca ad uno o all'altro standard. Se dovessi tirar fuori un neo tra questi due standard, direi che per ISO/IEC 26300 (ODF per intenderci) non può a mio parere coprire un mercato globale senza il supporto per la scrittura da destra a sinistra, mentre per ECMA376 (OOXML per intenderci) non può presentarsi come standard se ancora ha alcuni namespace interni targati "microsoft.office". Eppure entrambi ad oggi ricoprono una posizione di eccellenza all'interno delle organizzazioni internazionali e sono esempio su tutti i possibili standard documentali futuri......eh, si tra poco sarà la volta anche del PDF (implementazione FULL) e dell'Universal Document Architecture (made in cina ovviamente). Che fare allora, ci fermiamo sulla discriminazione e i rimpalli o cerchiamo di capire il senso che oggi ricopre la parola standard? Sicuramente sceglo la seconda e mi accodo (molto probabilmente sono ancora il primo!!) a chi come me pensa che oggi uno standard non ha valore puramente tecnologico ma di costume. "Necessità diverse", appunto, spingono oggi aziende nel proporre i propri standard e comunità nell'accettarne o meno la validità, una decisione del genere non può considerare il fatto che "fatto uno standard non ce ne possano essere altri". Se qualcuno mi chiedesse cosa risponderei alla domanda posta all'inizio, non avrei dubbi risponderei che:
Che cosa ci si dovrebbe aspettare da più standard che trattano in maniera diversa la rappresentazione di una realtà comune?
Verso la digitalizzazione dell'informazione deve essere considerata di primaria importanza la portabilità di miliardi di documenti esistenti nonche l'attuazione delle nuove politiche circa l'identità digitale, questo fa si che se da una parte esiste uno standard documentale che definisce un set minimo di proprietà per nuovi formati documentali è altrettanto vero che deve esistere uno standard documentale che si preoccupi di allineare ed effettuare la portabilità verso la rappresentazione del dato in XML. In un futuro prossimo, ci si troverà di fronte la necessità di rigenerare un documento del 1992 prima in OOXML e quindi aprirlo in ODF, tutto questo nasce da una necessità e ben vengano se ne sono diverse. I due standard non concorrono alla definizione di entità diverse ma interpretano in maniera uniforme necessità di mercato che non si potevano immaginare 30 anni fa. Non saranno gli unici due standard, tra cinque o sei anni, un grande passo sarà fatto dall'Universal Document Architetcure ed è bene che qui ci sia un dibattito reale su ciò che un documento dovrà rappresentare. Oggi, sempre più si assimila il dato come informazione ed è il "contesto" che nei prossimi anni dovrà essere standardizzato.